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Australia, vincono i conservatori

Australia, vincono i conservatori

Tony Abbott

Nettissima vittoria dell’opposizione conservatrice guidata da Tony Abbott nelle elezioni australiane. Come ampiamente previsto, il voto ha punito i laburisti, al potere da sei anni. Meno prevedibile era l’insuccesso di Julian Assange: il partito di WikiLeaks non è andato oltre l’1,19% (pari a 23.007 voti) e non entra in Parlamento. La coalizione formata dai liberali di Abbott e dal partito nazionale-agrario ha il 53% dei consensi contro il 47% dei laburisti. Questo significa che i conservatori avranno 91 dei 150 seggi della Camera, contro i 54 del Labour. Ha mantenuto il suo seggio di Melbourne il vice leader dei Verdi Adam Bandt, il primo del suo partito a entrare nell’assemblea eletta col maggioritario che penalizza i partiti minori.

Con l’elezione del conservatore Tony Abbott alla guida del governo australiano, la terra dei canguri pare fare un balzo indietro su temi ambientali e sociali. Il premier australiano infatti, all’avvio del suo nuovo esecutivo dove figura una sola donna, ha annunciato tagli degli enti che si occupano di cambiamento climatico istituiti dal passato governo laburista, avanzando necessità di riduzione delle spese. E’ stata subito abolita la Climate Commission, che forniva informazioni al pubblico sull’impatto del cambiamento climatico, e avviata la procedura di chiusura della Climate Change Authority, creata per consigliare il governo sugli obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni e sui livelli di tassazione delle emissioni.

Altro tema di particole interesse per il neo premier è quello dello stop all’immigrazione. Per fermare il flusso migratorio, Abbot intende respingere i barconi al largo delle coste australiane e rimandarli al mittente (soprattutto in Indonesia), impiegando la Marina. Che Abbot sia un conservatore duro e puro lo si evince dalla biografia e dal curriculum, ma l’auspicio è che non riporti l’Australia indietro di decenni sulle tematiche della sostenibilità. Per fortuna la coalizione conservatrice che è uscita vincitrice dalle elezioni del 7 settembre ha conquistato una solida maggioranza alla Camera bassa, ma non al Senato dove il nuovo premier dovrà fare i conti con la compagine laburista, con i verdi e il gruppo indipendente che nella passata legislatura si erano schierati a favore dei provvedimenti sui temi ambientali.

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