Il suicidio di un ortottero ensifero.

Il suicidio di un ortottero ensifero
Ortottero ensifero? Si, un grillo. Il grillo: Beppe Grillo! Suicidio politico: si intende! Tutto inizia il 28 maggio, all’indomani delle elezioni amministrative, quando si scopre che il Movimento Cinque Stelle ha avuto un tracollo netto dei consensi.

Mi sarei aspettato una posizione netta di Grillo che dal suo blog invitava i parlamentari pentastellati che volevano tenersi tutto lo stipendio a conformarsi alle decisioni del movimento e a quanto promesso agli elettori. Infatti, già prima dei risultati elettorali c’era un malcontento poichè i parlamentari di Grillo non avevano rappresentato quell’ondata di novità che si ipotizzava all’inizio e avevano, tra le altre cose spinto il Pd a un governo con il Pdl e sopratutto armeggiato con scontrini e buste paga, invece di essere più trasparenti possibile.

Niente di questo: Grillo se l’è presa con gli italiani! “Chi vota per il Pd e per il Pdl è l’Italia del male, sono gli italiani del tengo famiglia. Chi vota i partiti che hanno distrutto l’Italia fa male anche a se stesso”. Una presa di posizione diretta, che però tende a negare la sconfitta elettorale. Infatti, poi segue un’analisi che tende ad analizzare come dal 2009 Pd e Pdl perdano consensi a Roma, mentre il M5S ne guadagni. Peccato che il Movimento nel 2009 era appena nato e nessuno lo conosceva.

Insomma, Grillo ha avuto una reazione scomposta, una completa crisi di nervi: figlia di chi forse mostra di non saper diventare un vero leader politico e che destina il suo mivimento ad essere una meteora nel panorama politico. Non basta più mandare a vaffanculo tutti; ma ci vogliono fatti. Questo lo si poteva fare quando si era fuori dal Parlamento e ci si poteva limitare a giudicare l’operato altrui. Ora si devono fare fatti e questi non si vedono.

Grillo, ultimamente se l’era presa con Milena Gabanelli, che aveva fatto un’inchiesta sui proventi del suo blog, senza riuscire a dare risposte alle domande, ma insultando colui che aveva proposto al Quirinale e da ultimo anche quel Stefano Rodotà che lui e i suoi avevano inneggiato con tanto di cartelli e cori a “Presidente della Repubblica di tutti” e considerandolo un “ottuagenario miracolato dal web” perchè aveva osato criticare la sua non ammissione della sconfitta elettorale e la sua gesdtione del movimento. Per la serie: chi mi critica non è più una persona perbene.

C’è da dire che anche Roberta Lombardi, al termine del suo trimestre da capogruppo alla Camera del M5S si è congedata con i suoi scrivendo una mail in cui diceva “Caro deputato del M5S. tra noi ci sono delle spie che passano delle informazioni ai giornalisti: se tu sei una di quelle, ricordati che sei una merda!”. Quanto passerà perchè i gruppi parlamentari del M5S si sfaldino e il partito si spacchi? Al tempo l’ardua sentenza!

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