Europa

Pareggio elettorale in Bulgaria: anche Sofia è senza una maggioranza

Pareggio elettorale in Bulgaria: anche Sofia è senza una maggioranza

Boiko Borisov

Anche in Bulgaria non c’è una maggioranza: i primi risultati ufficiali, in linea con gli exit poll, danno per certa l’assenza di una chiara vittoria nelle elezioni politiche di ieri, con il partito conservatore dell’ex primo ministro Boiko Borisov al 31,4% e il partito socialista al 27,3%. Una spaccatura che può portare difficoltà a formare un esecutivo e a un aggravamento della crisi in questo Paese già in difficoltà.

E’ stata una giornata di tensione per la Bulgaria, un paese dove gli scontri sociali si sono fatti molto forti negli ultimi mesi, con il governo che ha imposto misure molto pesanti e aumenti delle tasse per seguire il rigore imposto dall’Ue, scatenando proteste e violenze di piazza. Scontri che sono avvenuti anche ieri: decine di persone hanno affrontato la polizia davanti al press center elettorale dove i leader dei partiti hanno tenuto le conferenze stampa post-voto.

Il voto. 
Sette milioni di elettori si sono recati alle urne per scegliere tra 36 diversi partiti. Il sistema elettorale bulgaro è un proporzionale con soglia di sbarramento al 4%. Oltre al Gerb di Borisov e ai socialisti, altri tre partiti dovrebbero riuscire a ottenere seggi nel Parlamento.

Pareggio elettorale in Bulgaria: anche Sofia è senza una maggioranza

Pareggio elettorale in Bulgaria: anche Sofia è senza una maggioranza

Tuttavia, dalla crisi politica, non sembra che l’opposizione socialista stia traendo particolare vantaggio. Apparentemente i delusi e i disillusi stanno ingrossando l’esercito di coloro che si dovrebbero astenere dal voto. Secondo un sondaggio condotto dall’istituto scala, il 18 per cento degli elettori ha già detto che non andrà a votare, mentre il 35 per cento sta accarezzando l’idea di restare a casa. (Segue)

Lo scandalo. La campagna elettorale è stata segnata da uno scandalo intercettazioni che ha coinvolto l’ex premier Borisov, una specie di “watergate” alla bulgara. Lo scandalo è stato innescato da una denuncia di Sergey Stanishev, l’ex primo ministro e leader del partito socialista bulgaro, che ha denunciato l’utilizzo illegale di intercettazioni ai danni di politici ed altri esponenti dell’opposizione. Nei giorni scorsi, Borisov è stato interrogato dalla procura.

Come se non bastasse, sabato la procura ha sequestrato 350mila schede elettorali stampate in più rispetto al numero legale. Un intervento che fa ovviamente sospettare un tentativo di alterare il voto.

La situazione economica. La crisi ha colpito duramente la Bulgaria, il più povero degli ex Stati del blocco sovietico tra quelli entrati nell’Ue. Il salario medio è di 400 euro al mese, e oltre il 22% dei bulgari vive sotto la soglia della povertà. La disoccupazione, che ufficialmente è al 12 percento, secondo altre stime sarebbe al 18 percento.

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