Politica locale

Regionali Friuli Venezia Giulia

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Sul filo di lana, ma è una vittoria che pesa. E che vale doppio. Nel bel mezzo della bufera che ha investito il suo partito, Debora Serracchiani diventa governatrice del Friuli Venezia Giulia. Per un pugno di voti, meno di duemila sul secondo arrivato, ma bastano per mandarea casa il suo principale avversario, l’ uscente berlusconiano Renzo Tondo. E a far svanire i sogni di gloria dei grillini: meno del 20 per cento al candidato presidente Saverio Galluccio, ma va ancora peggio per la lista 5Stelle: 13 e rotti per cento, una mezza débacle dopo l’ exploit di due mesi fa, quando alle politiche il movimento diventò il primo partito in Friuli con uno squillante 27 per cento. E dopo il martellante “tsunami tour” di Grillo in Friuli, durato ben quattro giorni. Altro dato politico non trascurabile, e che va ben oltre la portata locale di questo voto: la Serracchiani si afferma proprio quando nel Pd la tensione è alle stelle, e attribuisce il merito di questa vittoria anche, forse soprattutto, alle sue battaglie contro “i vertici romani” del partito. Vittoria al cardiopalma, per la Serracchiani, che in una giornata per le memorabile vede progressivamente assottigliarsi i dieci punti di vantaggio su Tondo che i primissimi risultati, subito dopo la chiusura dei seggi, le assegnano. Governatrice per pochi decimali: 39,36, il ricandidato del centrodestra arriva al 39. Il tutto in un quadro non certo esaltante, se si guarda alla partecipazione. Vota solo la metà degli aventi diritto, il 50,5 per cento: 27 punti in meno rispetto alle politiche di febbraio. Adesso il primo partito è il Pd: sfiora il 27 per cento, e migliora di due punti abbondanti il risultato di febbraio. Va discretamente bene Sel, 4,4 per cento, e ancora meglio la lista Serracchiani, che è oltre il 5. Nel centrodestra cresce il Pdl, che è al 20 per cento e migliora il 18,6 delle politiche. Un altro 10 arriva dalla lista Tondo, mentre la Lega supera di poco l’ 8 per cento: che è un po’ meglio del 6,7 di febbraio, ma pochissimo rispetto alle regionali del 2008, quando il Carroccio aveva il 13. L’ Udc, alleata con Pdl e Lega, non raggiunge il 4, attorno all’ un per cento la Destra e i Pensionati, gli altri due partiti della coalizione. Ma i voti di lista del centrodestra superano di circa il cinque per cento lo score personale del candidato presidente. Risultato speculare, e opposto, a quel che succede ai grillini. E forse non è solo la matematica a lasciare immaginare che nel centodestra qualcuno si sia divertito con il voto disgiunto: croce sul partito del cuore e sul nome del candidato presidente 5Stelle. Respironi di sollievo, e grande soddisfazione nel Pd. Matteo Renzi, con cui la Serracchiani è tornata in piena sintonia la dice così: «E’ un giorno bellissimo per tutti noi».E il capogruppo alla Camera Roberto Speranza: «Risultato straordinario, significa che questo partito ha un futuro». Tondo maschera la delusione con una telefonata di complimenti alla Serracchiani. Mentre Luca Zaia, governatore leghista del vicino Veneto, si mostra preoccupato. E non solo perché la sconfitta di Tondo non contribuisce certo a favorire il progetto di macroregione del Nord: «E’ sicuramente un risultato che deve farci riflettere, perché il primo partito in Friuli è quello dell’ astensione».

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