Regionali in Lombardia, Lazio e Molise

Regionali in Lombardia, Lazio e Molise

È Roberto Maroni a conquistare il Pirellone. A Umberto Ambrosoli non è bastato dominare a Milano – dove vola al 48 per cento – e in tutta la provincia. Non è riuscito a sfondare nelle altre province. Il candidato della Lega e del Pdl vince con il 43 per cento. Per l’ ex sindaco Gabriele Albertini è un flop: la percentuale che raggiunge alle Regionali è attorno al 4 per cento, meno della metà del risultato di Monti alle Politiche. Con questo esito, il suo gruppo non potrebbe non entrare neppure in Consiglio regionale. Anche la candidata del Movimento 5 Stelle, Silvana Carcano, si ferma al 13 per cento, molto al di sotto dei livelli dei grillini alla Camera e al Senato. Dopo la vittoria, il leader della Lega ha esultato: «Missione compiuta, ora la macroregione del Nord».  Dal verde al blu del cielo di Lombardia: cambio di sfondo nella sala stampa allestita nella sede della Lega di via Bellerio per seguire i risultati delle elezioni regionali. Lunedì, per l’ esito delle elezioni politiche, dominavano i cartelloni bianchi con scritta verde «Prima il Nord», ieri sono stati invece portati in sala stampa i cartelloni con la scritta bianca «La Lombardia in testa», su sfondo blu, che hanno accompagnato Maroni nella campagna elettorale per la corsa a Palazzo Lombardia.

Lo tsunami c’ è stato e il vento ha soffiato sulle vele del centrosinistra di Zingaretti. La parola ai numeri. Il nuovo governatore ha conquistato 343.430 voti in più di quanto ha fatto la coalizione di centrosinistra alle politiche. In percentuale un secco +10,81. In sostanza dalle urne per la Camera a quelle per le regionali si è passati nel Lazio da 987.968 preferenze, il 29,84%, a 1.330.398, il 40,65. In proporzioni molto minori il fenomeno si è ripetuto anche nel campo del centrodestra, dove Storace ha guadagnato, rispetto i risultati della sua coalizione alle politiche, ben 35.035 voti, ovvero un +1,39%. Paradossalmente a perdere voti nello stesso election day rispetto a quelli presi alle politicheè stato il candidato governatore dei grillini Barillari. E non ne ha persi per strada nemmeno pochi. Mentre infatti alla Camera il M5S ne ha presi 928.798, il 28,06%, a mettere la scheda nell’ urna con il segno su Barillari sono stati in 661.865, ovvero solo il 20,22%. Insomma 266.933 elettori in meno, un secco -7,84. Segno che Zingaretti e Storace sono riusciti ad avere un effetto catalizzatore verso elettori che alle politiche avevano votato in modo diverso. In perdita anche la coalizione Monti guidata alla Regione dall’ avvocato Giulia Bongiorno, che si attesta a 154.986 voti, il 4,73%, molto meno dei 291.403, l’ 8,80%, presi alla Camera. Il saldo è in negativo -136.417, ossia 4,07. Passiamo al confronto diretto tra i due sfidanti sul ring della Pisana. Ebbene, Zingaretti batte Storace di 370.713 voti. E mentrea Frosinonee Latina prevale Storace e il rivale fa il risultato a Rieti e Viterbo, è nella provincia e nel Comune di Roma che la distanza tra i voti è più significativa. Con un gran successo per Zingaretti su entrambi gli scenari. Nei centri della provincia infatti il candidato del centrosinistra guadagna un distacco di 392.454 elettori, che diventa di 323.174 nel Comune dove spunta addirittura un 45,35%. Infine il paragone tra la differenza di voti tra il centrosinistra e il centrodestra nella sfida tra Zingaretti e Storace, ripetto alle altre, quella Bonino-Polverini del 2010 e Marrazzo-Storace del 2005. Ebbene, il risultato di Zingaretti non ha paragoni e registra un distacco, come abbiamo già detto, di 370.713 voti. La Bonino invece perse con la Polverini per 77.650 preferenze. In ultimo Marrazzo, che riuscì a battere l’ ex governatore Storace con un vantaggio di 106.789 schede. Nel Comune di Roma, per continuare il paragone, mentre Zingaretti distacca il rivale di 323.174, La Bonino prevalse sulla Polverini per 114.587 voti e Marrazzo su Storace di 200.877. In Provincia invece si va dai 392.454 di Zingaretti agli 81.324 della Bonino fino ai 205.133 mila voti di vantaggio di Marrazzo.

Il candidato di centrosinistra Paolo Frattura si è aggiudicato la presidenza della Regione Molise con il 44 per cento dei consensi dopo oltre metà scrutinio, contro il 27 per cento dello sfidante di centrodestra, il governatore uscente Michele Iorio. La vittoria di Frattura, sostenuto da dieci liste (Pd, Idv, Sel, Comunisti, Udeur, Socialisti, Rialzati Molise, Unione per il Molise, Noi per il Molise, Guerriero Sannita), ha così ribaltato il risultato delle elezioni del 2011, vinte da Iorio per un pugno di voti e poi annullate dal Consiglio di Stato per irregolarità. «I fatti ci stanno dando ragione. Noi in questa vittoria abbiamo creduto fin dall’ inizio», ha detto Frattura commentando il netto vantaggio. Al terzo posto Antonio Federico, il candidato del Movimento 5 Stelle, con il 15 per cento.

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