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Un posto nella musica per Chiara

Un posto nella musica per Chiara

Un posto nella musica per Chiara

Proclamazione unanime a X Factor e attesa fin dalle prime puntate dal talent show. Perché Chiara Galiazzo era obbiettivamente l’unica che meritava pienamente la vittoria. Senza se, senza ma. Una voce spiazzante, cover di brani rivisitati e personalizzati. C’era tutto. Poi, dopo poche settimane l’annuncio un po’ a sorpresa: sarà in gara a Sanremo. Nei Big.

Un vero e proprio lancio nell’Olimpo dei nomi che contano. Troppo presto? Doveva partecipare nei Giovani? Polemiche che ormai fanno parte del passato. Ma quello del palco dell’Ariston, per Chiara, rappresentava il trampolino di lancio nei “Grandi”. Noi che seguivamo X Factor sappiamo della sua timidezza e genuinità, caratteristiche che la rendono, forse, ancora più apprezzabile. Chi invece non la conosceva affatto ha sicuramente apprezzato la sua voce ma difficilmente ne sarà rimasto ‘folgorato’ dal personaggio come lo siamo stati noi nel suo percorso nel talent show. Perché in tutte quelle puntate, lei era un gradino sopra tutti. Lo è ancora, forse le canzoni che ha presentato non erano abbastanza personali o personalizzate. Quello che resta certo è capire quale evoluzione prenderà adesso la sua carriera. X Factor l’ha vinto, a Sanremo c’è (già) stata e l’album è stato pubblicato. Le vendite la premieranno come meriterebbe? Nel frattempo, facciamoci un’idea di quello che troviamo all’interno nel disco “Un posto nel mondo”

Iniziamo con le canzoni che già conosciamo da Sanremo. Prima traccia con “Il futuro che sarà“, scritta da Bianconi dei Baustelle, inizialmente prevista come voce e pianoforte. Successivamente è stata modificata, con un risultato finale da atmosfere quasi gitane e da sapore di tango, vintage. Continuiamo con “L’esperienza dell’amore” il pezzo scartato a Sanremo, una ballad che effettivamente convince meno della precedente: sembra sempre sul punto di esplodere ma non prende mai veramente quota.

Cuore nero” è un tripudio di chitarre elettrice, pianoforte con un sound malinconico verso un futuro incerto (“Prima avevo un nome per le cose che ora si confondono e che mi sfuggono, forse sto costruendo un’autostrada per un mondo che non c’è”. Troviamo un sapore più sbarazzino per “Vieni con me” che contiene il verso da cui prende il nome l’album (“Se stai cercando anche tu come me un posto nel mondo di comete e lucciole”), pezzo specchio del lato stralunato della cantante. Featuring importante in “Mille passi”, brano interpretato con Fiorella Mannoia che lei stessa ha fatto ascoltare ai suoi fan su Facebook (Questa é la canzone che ho tradotto e adattato per Chiara. In originale si intitola Mil Pasos, in italiano naturalmente..”Mille Passi“. C’é anche un piccolo mio intervento). Una canzone ben costruita tra chitarre e archi che la candida a singolo da rilasciare al più presto. Molto bello e intenso lo scambio di voci tra Chiara e Fiorella.

Artigli si concentra principalmente sulle vocalità, rendendo la musica un accompagnamento delicato e mai invadente. Intensa, col pianoforte che rende il tutto ancora più raccolto, quasi fosse cantato, in privato, al cielo. Si cambia ritmo con “Arrendermi” tra chitarra, basso e anche un ukulele per poi trovare “Qualcosa da fare” con un pezzo orecchiabile e, allo stesso tempo, innocuo. E’ una Chiara più ‘dura’ e quella che ascoltiamo in “Quello che non sa” (“Sparami a sangue, feriscimi a salve”). C’è Bungaro nel pezzo “Trasparente” in un brano romantico con una Chiara innamorata e intensa, di due corpi “liberi distanti ma vicini”.

Penultima canzone è il singolo d’esordio di X Factor, “Due Respiri“, scritta da Eros Ramazzotti, ballatona nota a tutti che anticipa l’ultimo pezzo, la fumettosa ed ironica Supereoe (“Supereroe pugni di plastica, Supereroe togli la maschera”)

E’ complicato recensire un disco come questo. Da un lato troviamo la voce di Chiara, potente, convincente e capace, dall’altra abbiamo un disco creato in pochi mesi, dopo la vittoria di un talent e prima di una partecipazione a Sanremo. Ci sono brani che colpiscono (il duetto con la Mannoia in Mille Passi e l’intensa Artigli), dall’altra altri pezzi meno di impatto (la stessa L’esperienza dell’amore sanremese o Quello che non sa). Un posto nel mondo se lo merita sicuramente, anche in quello della discografia. L’album d’esordio per seguire la scia della ribalta c’è, se accompagnato da mosse azzeccate (che diventi singolo una delle due canzoni migliori!) la conferma potrebbe esserci. In attesa di uno stile più uniforme e di una personalità e un personaggio ben supportato. Appello personale: nel prossimo disco, qualche canzone in inglese non sarebbe una mossa sbagliata, anche perché Chiara potrebbe essere interessante anche all’estero.

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