Governo

Governo Monti: nono mese

Governo Monti: nono mese

Mario Monti e Corrado Passera

Il Senato approva (con 274 sì, 14 no e 5 astenuti) il decreto sicurezza. Il Mezzogiorno viene cancellato dalle priorità del nuovo Fondo per l’ innovazione tecnologica, istituito dal decreto sviluppo. Le commissioni Attività produttive e Finanze della Camera hanno infatti approvato un emendamento della Lega Nord che va in tal senso. Stop anche a un emendamento Pd per il credito d’ imposta per le assunzioni al Sud. Al momento di discutere l’ articolo del decreto (il 23) che trasforma il Fondo speciale rotativo per l’ innovazione tecnologica (FIT) nel Fondo per la crescita sostenibile, il relatore Raffaele Vignali (Pdl) e il governo hanno espresso parere positivo su due identici emendamenti di alcuni deputati della Lega Nord che eliminano la dicitura “in particolare del Mezzogiorno” dal comma.

La Camera accorda al governo (con 475 sì, 80 no e 9 astenuti) la fiducia sull’approvazione del decreto crescita. Subito dopo il decreto è approvato con 382 sì, 68 no e 4 astenuti. Il presidente del Consiglio italiano Mario Monti non crede a una tempesta d’agosto sui mercati. Ma invita a vigiliare, tutti insieme. “L’importante intervento” di Mario Draghi mi ha rassicurato e se l’Europa proseguirà nel progetto di dare maggiore stabilità all’Eurozona “questo determinerà una ragionevole discesa dello spread”. Sui mercati ad agosto “non credo ci saranno cose straordinarie e credo che saremo tutti vigili e anche le autorità competenti lo saranno”, ha aggiunto rimarcando che nel mese estivo c’è maggiore volatilità perché i volumi “si assottigliano”. Via libera del Senato alla fiducia sul Decreto sviluppo. Nell’aula di Palazzo Madama il governo ha incassato la fiducia sullo stesso testo approvato dalla Camera e il provvedimento diventà così legge. I voti favorevoli sono stati 216, i contrari 33 e gli astenuti 4. Hanno votato no Lega e Italia dei Valori, a favore Pd, Pdl, Terzo Polo e Coesione Nazionale. I presenti in aula al Senato erano 254, i votanti 253. Essendo i senatori 320 (315 più i 5 senatori a vita) e sottraendo i votanti (253) il numero esatto degli assenti è stato di 67. “C’è grande soddisfazione, è un decreto importante, che tocca molti elementi dell’agenda crescita ed esce migliorato dal lavoro parlamentare e più ricco. Per questo ringrazio i due rami del Parlamento”. Il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, parlando con i giornalisti in Senato dopo il via libera definitivo al dl Sviluppo, si dice soddisfatto.

L’aula del Senato ha approvato (con 217 sì, 40 no e 4 astenuti), la fiducia al decreto legge sulla spending review, in cui è inserito  anche il dl sulle dismissioni immobiliari. Hanno votato a favore Pd, Pdl (ma con una decina di dissensi interni), Udc e Terzo polo. Hanno detto no Lega e Idv. Dopo un incontro col il ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, Cgil, Uil e Ugl, ma non la Cisl, hanno annunciato lo sciopero nel pubblico impiego per il 28 settembre, contro i tagli al comparto e migliaia di  esuberi in arrivo. Intervenendo a Radio Anch’io, su Radio Uno, il premier Mario Monti ha ribadito che la spending review “non è una manovra e non si tratta di tagli lineari fatti in modo cieco. Il ministro della Sanità, Renato Balduzzi, ha difeso l’operato dell’esecutivo in tema di farmaci. “Il testo uscito dalla limatura che abbiamo fatto – ha dichiarato a Prima di tutto, su Radio Uno – è un testo equilibrato. Per la prima volta nella nostra legislazione si parla esplicitamente del cosiddetto principio attivo. Il medico deve indicarlo nella ricetta.  Il decreto sulla spending review è legge. L’aula di Montecitorio ha approvato definitivamente il testo con 371 voti a favore, 86 contrari e 22 astensioni, dopo il sì alla fiducia arrivato in mattinata. Il decreto che taglia la spesa pubblica – 4,5 miliardi quest’anno, 10,5 il prossimo e 11 nel 2014 – non ha subìto modifiche rispetto al Senato. Tra le principali novità introdotte durante l’esame parlamentare, le tasse universitarie più alte per i fuoricorso, compensato dal blocco delle tasse per i meno abbienti fino al 2016; l’addizionale irpef più cara per le regioni in deficit sanitario; il tetto a 300mila euro per gli stipendi dei manager e dei dirigenti delle aziende partecipate dello Stato. Nella sanità, tagli ai posti letto negli ospedali: 3,7 ogni 1000 abitanti (oggi è 4). Nella PA, riduzione del 20% dei dirigenti pubblici, -10% del personale non dirigente. Buono pasto non oltre 7 euro.

L’incendio doloso della discarica di Bellolampo, la corsa a ostacoli per il noleggio dei compattatori: per il sindaco Leoluca Orlando ce n’è abbastanza per denunciare «pesanti condizionamenti della criminalità organizzata» nell’emergenza rifiuti «e pericoli per la salute dei cittadini e per l’ordine pubblico». Una richiesta d’aiuto che il primo cittadino ha messo nero su bianco in una lettera spedita ieri al premier Mario Monti e ai ministri dell’Interno Anna Maria Cancellieri e dello Sviluppo economico Corrado Passera.

Via libera del consiglio dei ministri al provvedimento sulla revisione della geografia giudiziaria. Viene data così attuazione alla delega conferita dal precedente esecutivo con la legge per la stabilizzazione finanziaria del 2011. Il testo definitivo prevede che i tribunali soppressi siano 31 anziché i 37 previsti in origine, e che le procure cancellate siano 31 invece che 38. Il presidente Monti ha poi sottoposto al consiglio dei ministri un provvedimento di sua iniziativa che definisce le regole per individuare le attività di rilevanza strategica per il sistema di difesa e sicurezza nazionale. In altre parole, spiega una nota di Palazzo Chigi, “il decreto definisce il perimetro e i contenuti del possibile esercizio dei poteri concessi dal decreto sulla golden share. Severino: “Contro mafia governo non arretra”. Sulla soppressione dei piccoli tribunali “le audizioni parlamentari dei procuratori distrettuali, le indicazioni espresse dal Csm, le richieste delle commissioni giustizia di Camera e Senato hanno segnalato la preoccupazione che la soppressione di tribunali in quelle aree potesse comportare rischi sul fronte della lotta alle mafie”.

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