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Fornero, mozione di fiducia respinta

Fornero, mozione di fiducia respinta

Elsa Fornero

L’aula della Camera ha respinto la mozione di sfiducia al ministro del Lavoro Elsa Fornero presentata da Idv e Lega. I no sono stati 435, i sì 88, gli astenuti 18.  A sostegno dell’esponente del governo sono mancati 61 voti del Pdl. Cinque deputati del Popolo della libertà hanno votato sì alla sfiducia e sono Cirielli, Miserotti, Mussolini, Pili e Rampelli. Sedici sono stati gli astenuti mentre 40 i deputati che non hanno votato, di cui 9 in missione. Tra gli assenti, Berlusconi, Corsaro, Bianconi, Crosetto, La Russa, Tremonti e Verdini.

“Mi ha creato sofferenza, però lo abbiamo superato. Ora continuerò a lavorare con l’impegno di prima. A chi mi accusa voglio dire che non ho mai mentito”, ha detto Fornero al termine della votazione. A dare al ministro della bugiarda era stato in particolare Antonio Di Pietro. “Ha commesso un imbroglio gravissimo, ha affermato il falso, mentendo sapendo di mentire”, ha detto il laeder dell’Italia dei valori nel corso della sua dichiarazione di voto. Riferendosi alla questione esodati, Di Pietro, leggendo una dichiarazione del ministro sul numero di coloro che rischiano di non avere né lavoro né pensione, ha aggiunto: “Carta canta”.

Dall’Idv è arrivata poi una “grave accusa politica perché lei aveva ricevuto una relazione da parte dell’Inps che fissa in 390 mila gli esodati, quindi ha riferito il falso e quindi non merita di fare il ministro”. Altra accusa è di quella di “arroganza: ha detto che il lavoro non è un diritto, non può fare il ministro chi viola la Costituzione, ancora più gravemente offensiva la successiva giustificazione, cioè che i giovani devono fare sacrifici per avere un lavoro”.

A difendere Fornero era sceso in campo ieri il ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda.  “Il governo è presente per testimoniare pieno appoggio al ministro per il Lavoro e respingere le motivazione della mozione”, ha detto Giarda prendendo la parola a Montecitorio.

Il ministro, ha commentato dopo il voto il leghista Roberto Maroni, “non ha la fiducia dei gruppi politici che però non la sfiduciano perché hanno timore che caschi il governo. E’ il solito atteggiamento della politica italiana”. “In aula, con il nostro capogruppo dozzo, abbiamo usato le parole di chi, negli altri partiti, nelle scorse settimane, ha sfiduciato la Fornero e oggi si rimangia quello che ha detto”, conclude il segretario del Carroccio.

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