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Terremoto in Emilia Romagna

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Terremoto in Emilia Romagna

Trecento sfollati hanno passato la notte in una palestra di Crevalcore. Oggi scuole chiuse a San Giovanni in Persiceto, Pieve di Cento, Crevalcore, Galliera, San Pietro in Casale e Castello d’ Argile. Chiuse in via precauzionale anche le chiese in tutte le zone colpite dal sisma. Gli sfollati in tutta la regione sono migliaia. Il giorno dopo il terremoto di magnitudo 5.9 che è costato la vita a 7 persone e ha terrorizzato tutta l’ Emilia, Bologna organizza la macchina dei soccorsi. Il conto della tragedia è altissimo. Quattro operai che facevano il turno di notte (Nicola Cavicchi, 35 anni, residente a San Martino, il collega Leonardo Ansaloni, 51 anni di Reno Centese, Gerardo Casaro, 59 anni di Molinella e Tarik Naouch, 29 anni, di origini marocchine ma residente a Crevalcore) e un’ anziana di 103 anni, Nerina Balboni, sono morti sotto le macerie nel ferrarese. Una cittadina tedesca di 37 anni, Gabi Ehsemannè morta per lo spavento a San Pietro in Casale. All’ elenco delle vittime si è aggiunta anche Anna Abeti, un’ anziana di 86 anni di Vaigano Mainarda, in provincia di Ferrara, morta per un ictus dopo il terremoto. La macchina dell’ emergenza è partita subito, dopo appena 20 minuti dalla prima scossa alle 4.03. Alle 4.25 di mattina il prefetto Angelo Tranfaglia ha convocato un tavolo di crisi per gestire i soccorsi.

Il presidente della Regione Vasco Errani ha invocato lo stato di emergenza nazionale e ha deciso la chiusura delle scuole in tutti i Comuni colpiti. Il cardinale Carlo Cafarra, lo ha imitato, ordinando la chiusura delle chiese. Sotto le Due Torri, sabato notte, in pochi hanno continuato a dormire. La gente si è riversata per le strade impaurita, in pigiama. Centinaia le chiamate al 113 e al 118. Ma è a Crevalcore che si è registrato l’ epicentro della paura. «Il Comune è inagibile – spiega il segretario cittadino del Pd Federico Ghelfi- dalla prossima settimana sposteremo gli uffici nella biblioteca. Per fortuna non ci sono stati feriti, ma la gente è terrorizzata, non vuole tornare a casa, in molti stanotte dormiranno in macchina oppure in palestra, nel centro di accoglienza». Solo alcune di queste persone sono tecnicamente evacuate, vale a dire costrette ad abbandonare la propria casa perché dichiarata inagibile. Molti di loro hanno solo paura: non si sentono più al sicuro nelle loro case. Nella frazione di Ronchi, in mattinata trentacinque persone sono state evacuate da una comunità di recupero per tossicodipendenti. La struttura che li accoglieva è stata dichiarata inagibile e gli ospiti sono stati trasferiti in altri centri analoghi a Modena e nel Parmense. Ad aggravare la paura, gli sciacalli: a Crevalcore come in altri Comuni del ferrarese, ieri girava un’ auto che invitava i cittadini a uscire di casa annunciando scosse imminenti, per poter approfittare delle case incustodite seminando il panico. Ma il terremoto non è finito alle 4 di mattina. Le scosse sono proseguite per tutta la giornata. Sono state nove in tutto quelle sopra 4 di magnitudo: la prima alle 4.03 e l’ ultima, la più forte (di magnitudo 5.21), alle 15.21, con epicentro tra Modena e Bologna.

Proprio sotto le Due Torri, dopo la scossa del pomeriggio, molti fedeli hanno abbandonato la funzione nella basilica di San Pietro, dove erano raccolti per adorare la Madonna di San Luca, prima che facesse ritorno al santuario. Per aiutare i cittadini più colpiti, il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Enrico Aimi, ha chiesto l’ esenzione dall’ Imu per i proprietari degli immobili danneggiati. «Per molti cittadini – sostiene Aimi – un doppio sisma avrebbe conseguenze disastrose: dopo quello economico anche quello tellurico rappresenta una situazione angosciante e insopportabile». Come prevedibile, i trasporti hanno subito ritardi e rallentamenti fino a sera. La prima scossa ha bloccato per alcune ore la circolazione dei treni, cheè ripresa solo alle 7.45 di mattina, causando oltre tre ore di ritardo per i convogli in partenza da Bologna. I disagi si sono protratti per tutta la giornata: alle 20 i treni registravano ancora ritardi di circa 90 minuti. A ostacolare i soccorsi, la pioggia, che da ieri sera cade sugli sfollati e che anche oggi non darà tregua.

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