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Decreto legge del governo a sostegno dell’editoria

Decreto legge del governo a sostegno dell'editoria

Decreto legge del governo a sostegno dell’editoria

Il consiglio dei Ministri ha dato il via libera ai due provvedimenti in tema di editoria: un decreto che riordina i contributi al settore; e un disegno di legge delega che ridefinisce il sostegno legislativo all’editoria dal 2014.

Il decreto legge, illustrato in Consiglio dei ministri dal sottosegretario con delega all’Editoria Paolo Peluffo, contiene norme per l’erogazione dei contributi pubblici fino al 2014, quando il sistema sarà modificato secondo le disposizioni contenute nel disegno di legge delega, approvato anch’esso dal Cdm. Per accedere ai contributi pubblici i quotidiani nazionali devono vendere almeno il 30% delle copie distribuite (per i quotidiani locali è il 35%). I costi ammessi sono solo quelli fondamentali di produzione e l’azienda deve essere in regola con il fisco.

Le linee guida del decreto legge sono: contribuire al conseguimento del pareggio di bilancio pubblico; indirizzare le imprese verso l’innovazione e verso comportamenti aziendali coerenti con la trasformazione del mercato; realizzare in pieno l’obiettivo di tutela del pluralismo e sostegno alla effettiva fruizione di prodotti editoriali reali.

Il provvedimento di urgenza si rende necessario in ragione del periodo transitorio, previsto dal decreto ‘Salva Italia’, degli ultimi 2 anni di contributo diretto a quotidiani e periodici ed è quindi connesso alla maturazione di legittime aspettative da parte delle imprese.

I requisiti di accesso al contributo, che verrà erogato nel 2014, vengono rimodulati aumentando il rapporto tra distribuzione e vendita. Per le testate nazionali (quelle cioè distribuite in almeno 5 regioni, con una percentuale di distribuzione in ciascuna non inferiore al 5% della distribuzione complessiva) il rapporto è aumentato dal 15% al 30%. Per quelle locali dal 25% al 35%. Questo meccanismo è mirato a far diminuire i costi di distribuzione e stampa, spingendo le imprese a rendere più efficiente la propria rete distributiva. In ogni caso, il contributo per ciascuna azienda non può superare quello calcolato in misura piena per l’anno 2010.

Si pongono fin da subito (contributi erogati nel 2013) alcuni limiti ai costi ammissibili per calcolare l’importo del contributo statale. I costi ammessi sono solo quelli fondamentali di produzione e quelli relativi ai livelli effettivi di vendita. Il contributo ‘variabile’ viene calcolato esclusivamente sulle copie vendute. Si escludono dal computo le copie diffuse in blocco e tramite ‘strillonaggio’. Inoltre, non sono più ammessi al calcolo del contributo le spese per materiali di consumo e promozionali e, in particolare, consulenze e ‘service’. Saranno rimborsati nella misura del 50% i costi relativi a giornalisti, personale, stampa, distribuzione. Per accedere al contributo l’impresa deve risultare in regola con gli adempimenti tributari verso lo Stato. I criteri per il calcolo dei contributi sono applicati anche ai giornali organi di partito e assimilati.

Per garantire l’adeguamento alle nuove esigenze del mercato dell’editoria, il decreto prevede inoltre che le imprese che hanno già ricevuto i contributi possano passare alla pubblicazione digitale, anche in via non esclusiva. Le imprese editrici che diffondono esclusivamente on line possono usufruire di un sostegno di durata biennale, a condizione che rispettino effettivamente la propria periodicità e siano accessibili (in digitale) anche a titolo oneroso. Il contributo consiste nella copertura del 70% dei costi e nella corresponsione di 0,10 euro per ciascuna copia venduta in abbonamento. E’ inoltre previsto un credito d’imposta di cui beneficeranno i punti di vendita che aderiranno ad una rete informatica che consentirà, tra l’altro, una maggiore efficienza delle imprese editoriali, attraverso la tracciabilità delle vendite e delle rese dei giornali.

Contestualmente all’approvazione del decreto legge, il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge delega che prefigura un nuovo sistema di sostegno all’editoria, a partire dal 2014, che tenga conto della strutturale trasformazione che tale ambito dell’economia sta attraversando con il diffondersi dell’editoria digitale.

I criteri direttivi del disegno di legge sono i seguenti: configurare una gamma di possibili incentivi coerenti con l’attuale situazione del mercato editoriale; sostenere l’innovazione, e in particolare le start up e le iniziative editoriali che puntano alla multimedialità, al fine di modernizzare e sviluppare il settore; viene istituita una Commissione per ridefinire i soggetti editoriali meritevoli di sostegno pubblico, in particolare alto valore culturale, politico-sociale, e tradizione a livello locale; viene istituito un Registro delle riviste di alta cultura; si favorisce, con attività di comunicazione e promozione, la diffusione della lettura, in particolare tra i giovani.

Categorie:Governo

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