Economia

Il Senato approva il decreto semplificazioni e sviluppo.

Il Senato approva il decreto semplificazioni e sviluppo.

Corrado Passera

Il Senato approva (con 246 sì, 33 no e 2 astenuti) il decreto semplificazioni e sviluppo.

Il governo ha posto la fiducia numero 13 al decreto Semplificazioni su un testo che recepisce le modifiche della commissione Affari costituzionali del Senato, compresa quella concordata ieri tra esecutivo e gruppi parlamentari per eliminare il rischio di depenalizzazione dei reati ambientali. Si vota questa mattina a Palazzo Madama. Il 18 aprile il decreto sarà alla Camera. Il ministro Patroni Griffi ha chiarito che dalla norma che ripristina il Fondo imprevisti della Protezione civile «non deriverà alcun aumento delle accise della benzina».

L’ok del Senato alla fiducia vale anche come voto sul merito del provvedimento. La legge di conversione dovrà tornare alla Camera, a seguito delle modifiche introdotte a palazzo Madama, per l’approvazione definitiva entro la prossima settimana. L’approdo del decreto nell’aula di Montecitorio è previsto per lunedì prossimo, 2 aprile. Il decreto deve essere convertito in legge entro il 9 aprile ma, secondo quanto auspicato dal governo, il via libera definitivo dovrebbe arrivare già martedì 3 aprile.

Credit crunch. L’azienda Italia ha un problema “di credit crunch”: “dobbiamo agire subito”, ha affermato Passera. “Il tema del credito è diventato – sono parole del ministro un ‘super tema’ per una seria di gravi cause: mancanza di liquidità, aumento delle sofferenze, regole bancarie che hanno tolto altro capitale alle banche e si è creato un vero e proprio credit crunch. Dobbiamo agire subito”

Semplificazioni. Sulle semplificazioni ”l’idea è di presentare ogni 2-3 mesi un pacchettone che tocchi la vita delle famiglie, ma soprattutto delle imprese, e in particolare delle Pmi”, ha aggiunto il ministro. “Sappiamo quanto bisogno c’è” di semplificazioni, ha detto.

Infrastrutture. Per quanto riguarda, poi, le infrastrutture, l’obiettivo “è di poter vedere nel corso dei prossimi 12 mesi un ammontare complessivo tra 40 e 50 miliardi di lavori indirizzati e il più possibile avviati”, ha detto ancora il ministro, che ha ricordato i “22,5 miliardi di delibere del Cipe che probabilmente metteranno in moto qualcosa che assomiglia a 30 miliardi nel corso dei prossimi cinque anni; è un primo esercizio. Tutto quello che si era accumulato, che si era bloccato, che non era utilizzato delle risorse disponibili lo abbiamo messo in moto. Adesso dobbiamo ovviamente trovare altre risorse, ad esempio spingere sugli impegni di investimento che per esempio il mondo dei concessionari autostradali ha”.  Lo stesso ministro ha poi fatto presente che il Governo punta sugli investimenti autostradali.

Non pagato Pa. Passera rileva Che l’ammontare del “non pagato” da parte della Pubblica amministrazione alle imprese, tra crediti pubblici e privati raggiunge i 100 miliardi. Una somma, avverte, che si traduce in indebitamento bancario. Su questo versante Passera indica l’impegno ad “adottare la direttiva europea dei pagamenti: magari non saranno 30 giorni ma quand’anche fossero 90, sarebbe un miglioramento clamoroso”. Secondo il ministro “se riuscissimo, nei prossimi mesi, a rimettere in moto una metà dello scaduto, sarebbe in termini di impatto sulla finanza e sui conti economici, perche 100 miliardi di indebitamento ai tassi attuali sono una cifra enorme di oneri finanziari, metteremmo in moto molto”.

Competitività.
  ”Non credo che siano veramente rappresentative quelle classifiche che ci pongono all’80mo, 90mo posto nell’attrattività, però sicuramente non siamo tra i Paesi capaci, dal punto di vista fiscale, amministrativo, della interlocuzione con la Pubblica amministrazione di attirare investimenti dall’estero”, ha spiegato Passera. ”Ci proponiamo – ha annunciato – di portare nel corso dei prossimi mesi anche a livello di World Bank, dove si concentra il  confronto tra Paesi, i programmi per dimostrare che l’Italia è più attraente di quanto si pensi”.

Beauty contest. Per il Beauty contest “ho espresso più volte la mia opinione, che non è una cosa buona cedere gratuitamente beni dello Stato. Ho chiesto tempo per interloquire con tutti, ci siamo dati un mese di tempo per formulare la proposta. La proposta sarà in linea con quello che ho detto fin dall’inizio”, ha ribadito il ministro dello Sviluppo economico.

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