Cronaca

Attentato al consigliere udc Musy

Attentato al consigliere udc Musy

Alberto Musy

Cinque colpi di pistola a tamburo sparati in rapida successione mentre rientrava a casa, nel cuore di Torino, dopo aver accompagnato la figlia a scuola. Tre proiettili vanno a segno e feriscono gravemente Alberto Musy, capogruppo Udc e candidato sindaco del capoluogo piemontese alle ultime amministrative. E’ il film dell’agguato di ieri mattina in via Barbaroux, ancora misterioso il movente. Tutte le piste sono infatti prese in considerazione dagli investigatori, anche se quella di matrice politica sembra per ora reggere poco. L’esponente politico, docente universitario e avvocato civilista, e’ stato operato per rimuovere un ematoma cerebrale. Al momento del ricovero in ospedale, il paziente – riferisce il bollettino sanitario – era in stato di coma con midriasi bilaterale e assenza di risposte motorie alla stimolazione dolorosa. L’esame con la Tac encefalica ha evidenziato una frattura parietale destra e un voluminoso ematoma subdurale acuto, con segni di grave compressione encefalica destra. L’intervento neurochirurgico e’ stato immediato per evacuare l’ematoma e assicurare un’adeguata decompressione dell’encefalo e inserire i monitoraggi. Poi sono intervenute altre due equipe chirurgiche per rimuovere uno dei proiettili che erano all’altezza della scapola destra. Un secondo proiettile, vicino alla scapola sinistra fratturata, verra’ rimosso successivamente.

Secondo le prime ricostruzioni, a sparare sarebbe stato un uomo con indosso un casco integrale, entrato nel cortile dello stabile con la scusa di consegnare un pacco e fuggito subito dopo l’agguato. Ma non ci sono testimoni del momento piu’ drammatico. Poco prima di perdere i sensi, Musy avrebbe detto alla moglie Angelica, subito scesa in strada per soccorrerlo, di essere stato “seguito”. Digos e Squadra mobile del capoluogo piemontese sono stati impegnati per l’intero giorno ad ascoltare testimoni e familiari per cercare di chiarire se l’episodio sia riconducibile all’attivita’ politica o invece piu’ probabilmente a quella professionale o a questioni private. Immediate le reazioni in citta’ e a livello politico nazionale. “Un fatto molto grave”, l’ha definito il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, aggiungendo “e’ stato un agguato, ma non abbiamo elementi per dire che matrice abbia”. Il ministro ha fissato per stasera al Viminale la riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza. “Aggressioni come quella di cui sei rimasto vittima – scrive il presidente del Senato, Renato Schifani, in un messaggio inviato al consigliere – avvelenano il clima politico e la convivenza civile”. E il presidente della Camera, Gianfranco Fini, s’affida a twitter per esprimere il suo “Vicini a Musy e alla sua famiglia. Forza Alberto”. “L’intera citta’ – dice il sindaco di Torino, Piero Fassino – respinge questo atto cosi’ efferato di violenza”. Il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, parla di “gravissimo episodio di violenza”. Solidarieta’ a Musy e’ stata espressa da tutti i gruppi politici. Di “sgomento e riprovazione” parlano i segretari di Cgil, Cisl e Uil di Torino; rettore, prorettore, direttore amministrativo e l’intera comunita’ accademica dell’Universita’ di Torino auspicano che “possa essere fatta al piu’ presto piena luce su un episodio che rischia di portare indietro di decenni le lancette della nostra storia”, invitando al tempo stesso “tutte le istituzioni, cui competono responsabilita’ di governo, amministrative, di formazione o di educazione culturale ed etica” ad aprire una “seria riflessione sul generale deterioramento del clima di convivenza di cui l’attentato al consigliere Musy, quali che ne siano le reali motivazioni, e’ riprova tanto palese quanto spaventosamente allarmante”.

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