Musica

Paola Turci: “In Italia c’è il vuoto culturale”

Paola Turci

Dopo l’amore (nel 2009 con Attraversami il cuore) e l’universo femminile (in Giorni di Rose, 2010) scritto con la collaborazione delle sue colleghe-amiche (Carmen Consoli, Nada, Marina Rei, Fiorella Mannoia), il tema del terzo capitolo saranno gli altri: «La storia degli altri è il titolo provvisorio e rappresenta uno sguardo sul mondo, racconto quello che accade agli altri, non il mio microcosmo, il mondo che non mi piace e quello che vorrei». In Utopia, scritta da Francesco Bianconi, voce dei Baustelle, si parla di “salotti bene” in cui si fuma e si parla di polvere: «E’ una canzone solare e di grande respiro con un testo ironico e a tratti sferzante nei confronti dei salotti buoni, dello snobismo intellettuale e dell’immobilità di pensiero, contrapposti ai colori dell’immaginazione, alla capacità di volare alto e di sognare e credere nelle utopie. Parla del vuoto culturale di questi anni, delle cene a base di bunga bunga dei politici, dello sfrenato individualismo che dilaga, delle canzoni leggere fatte solo per vendere. Mi trovo molto bene con Bianconi, mi affascina, è molto diverso da me: io sono molto terrena, non sono ironica, lui riesce a dire cose dure e pesanti circondate da una leggerezza che fa piacere. Per certi versi, mi ricorda Giorgio Gaber, per il garbo e l’ironia».

Qualche segnale di svolta Paola Turci lo intravede nella nuova voglia di partecipazione, nelle manifestazioni “Se non ora quando” per rivendicare la dignità delle donne, nella vittoria dei referendum, ma ancora la nottata ha da finì. «Difficile che qualcosa cambi in una pozza di fango come quella in cui siamo caduti, c’è sempre il rischio di una ricaduta – commenta – Il “berlusconismo” ha attecchito ovunque, ci ha devastati, addormentati, e per risvegliarci ci vuole tanto tempo e schiere di persone oneste. La finta piacevolezza del “berlusconismo” ci ha portato l’individualismo, la rincorsa di interessi personali. Rinascere non è facile. Certo, siamo usciti anche dalle guerre, ma sarà più faticoso uscire da questo impigrimento, da questo vuoto di pensiero».

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