Bersani – Di Pietro – Vendola: un centrosinistra ancora immaturo.

Nichi Vendola, Pierluigi Bersani e Antonio Di Pietro

Io questo editoriale a differenza degli altri cercherò di non esprimere miei giudizi; tanto chi segue questo blog sa benissimo come la penso e se non lo sapesse basta guardare gli editoriali esposti in home page.

Bersani - Di Pietro - Vendola un centrosinistra ancora immaturo
Nichi Vendola, Pierluigi Bersani e Antonio Di Pietro

La sinistra italiana è da molti anni una commedia di quart’ordine in cui cambiano periodicamente i protagonisti; ma che noncambia assolutamente la sua trama. In questo periodo ci sono tre protagonisti assoluti: Pierluigi Bersani, Antonio Di Pietro e Nichi Vendola. Questi tre personaggi invece di creare una solida alternativa al berlusconismo lo rendono più forte ( e ce ne vuole) insultandosi reciprocamente a vicenda e delegittimandosi. Sia chiaro: il centrosinistra ha senz’altro la possibilità di vincere le politiche del 2013; ma poi (se la situazione rimane l’attuale) governerebbe peggio che nel 2006/2007.

Non si contano gli insulti che si sono scambiati reciprocamente. Bersani ha dichiarato che vuole testare l’affidabilità di Vendola. O quando Bersani fa astenere il Pd da un emendamente Idv sull’abolizione delle province in nome della lotta agli sprechi (che il Pd dice di voler combattere). Se Di Pietro cerca di spingere Bersani a iniziare un percorso comune e a convocarli; quest’ultimo risponde che le elezioni sono ancora lontane e che il Pd potrebbe allearsi anche con il Terzo Polo. Non parliamo poi delle scaramucce anti Idv a Milano nella formazione della giunta Pisapia come riparazione della vittoria di De Magistris a Napoli. Non aiuta nemmeno la dichiarazione di Di Pietro che dice che alle primarie bisogna costruire il il programma in comune per evitare “candidati alla Vendola”. Non serve però nemmeno quando Vendola dichiara che Di Pietro vuole riposizionarsi perchèSel e Pd stanno erodendogli tutti i consensi o a Bersani che non capisce la gente.

Si può sperare solo che in questi due anni scarsi il loro egoismo si trasformi in voglia di far voltare pagina e ridia la speranza a un popolo che non ce la fa più di leggi ad personam, di corna a vertici internazionali o di barzellette governative. Perchè se è vero che l’Italia non si merita Berlusconi; è anche vero che non si merita un’opposizione così!

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