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Cipro, vince la destra

Cipro, vince la destra

Cipro, vince la destra

Le elezioni del 22 maggio a Cipro hanno segnato il rafforzamento di Akel – Partito Progressista dei Lavoratori, di Andros Kyprianou, e di Disy, movimento democratico presieduto da Nicos Anastasiades, principale formazione di centrodestra alla opposizione, che diventa primo partito. Disy (ad. Partito Popolare Europeo) ha ottenuto il 34.3% (20 seggi, +2), Akel (ad. Sinistra Unita Europea – Sinistra Verde Nordica) 32.7% (19 seg., +1), Diko – Partito Democratico (ad. S&D – Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici) 15.8% (9 seg., -2), Edek – Movimento dei Socialdemocratici (ad. S&D) 8.9% (5 seg., -), Evroko – Partito Europeo 3.9% (2 seg.,-1), Kop – Movimento Ambientalista ed Ecologista 2.2% (1 seg., -).

Confrontando il numero assoluto dei voti nelle elezioni del 2006 e quelli dell’11, Disy ha ricevuto quasi 11mila voti in più; circa 1500 in più invece per Akel. Nella Camera dei Rappresentanti 56 seggi sono attribuiti con il sistema proporzionale; inoltre un seggio per ognuno dei gruppi religiosi: armeno, maronita e latino. La Costituzione prevede anche 24 seggi per i turco-ciprioti, vacanti però dal 1964 per loro decisione unilaterale. Tutti i partiti presenti nel Parlamento eletto nel ’06 si confermano nella nuova legislatura. La prima delle liste che non hanno ottenuto seggi è quella di Elam – Fronte nazionale del popolo (1.08%), formazione di destra nazionale fondata nel ’08. Ha votato il 78.7%, con un tasso di voti validi del 96%. Da notare l’astensione al 21.3%: sebbene al di sotto di quella di altri stati europei, è in crescita ed è passata dal 3% del 1996, al 4.1% del ’01, all’11% del ’06.

Akel ha considerato significativo l’incremento dei propri voti, in un contesto europeo in cui nelle elezioni recenti i partiti al governo hanno visto ridimensionare i consensi, come avvenuto ad esempio al Partito socialista in Spagna e alla Unione cristiano democratica in Germania, seppure in elezioni locali. Se per Edek il risultato è inteso come un riscontro positivo all’impegno del partito per la difesa dell’Ellenismo a Cipro e per uno sviluppo economico che assicuri la coesione sociale, Diko (al governo con Akel) ha invece prospettato l’avvio di una politica per il rafforzamento dell’area centrista. Al di sotto delle attese il dato degli Ecologisti, mentre Evroko prevede di una svolta programmatica per presentarsi in futuro come nuova destra democratica e patriottica.

A caratterizzare la campagna elettorale, la questione del negoziato per la riunificazione. Cipro è divisa da luglio 1974, quando la Turchia invase e occupò il 37% del territorio, autoproclamato nel 1983 “repubblica turca di Cipro Nord”, dichiarata illegale dall’Onu e non riconosciuta dalla comunità internazionale, tranne che dalla Turchia. Il presidente della Repubblica di Cipro Dimitris Christofias (segretario generale di Akel dal 1988 al 2009) ha confermato l’impegno per la riunificazione dell’Isola su base bi-comunale e bi-zonale, con una sovranità unica e singola cittadinanza. Ma ha evidenziato che dal lato turco-cipriota, la leadership attuale di Dervis Eroglu, è orientata invece verso la divisione dell’Isola in due stati. Il nodo è la linea della Turchia. Per questo motivo, Christofias ha sottolineato che la soluzione della questione di Cipro è ineludibile nel quadro del negoziato di adesione di Ankara alla Ue, entro cui è necessario che la Turchia adempia ai suoi obblighi, riconoscendo la Repubblica di Cipro e ritirando le sue truppe dall’Isola. La Repubblica di Cipro e l’area occupata a maggioranza turco-cipriota hanno avviato negoziati diretti dal settembre ’08.

Altro tema di rilievo nel dibattito elettorale, la fase economica attraversata dall’Isola. Le rilevazioni di Eurostat indicano un tasso di disoccupazione al 7.6% ad aprile ’11, in confronto al 7.3% di marzo (il livello più basso nell’area Euro si registra in Olanda e Austria, con il 4.2%; il più alto in Spagna, con il 20.7%). L’economia di Cipro ha segnato una crescita zero nel primo quarto del ’11, in confronto a un +0.4% alla fine del ’10. Il dato è stato effetto del tasso negativo nel settore delle costruzioni e della manifattura, mentre vi è stato un incremento nel turismo, commercio, sanità e istruzione. Turismo e costruzioni rappresentano circa il 30% del Prodotto interno lordo, il cui dato per l’intero ’11 è previsto all’1.5% (contro l’1% del ’10).

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