Ambiente

Referendum Nucleare: Sardegna contraria, apripista nazionale

Referendum Nucleare: Sardegna contraria, apripista nazionale

Referendum Nucleare: Sardegna contraria, apripista nazionale

La Sardegna ha tracciato il percorso nazionale sul referendum nazionale sul nucleare che si terrà 12 e 13 giugno prossimi, unitamente ai due per l’acqua pubblica e quello sul legittimo impedimento. Il quesito posto agli elettori sardi era: «Sei contrario all’installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti?».

Quello tenuto sull’isola sarda era consultivo, e la consultazione ha bocciato l’idea di ospitare centrali nucleari. Il quorum (fissato al 33%) è stato raggiunto e superato, con oltre il 60% degli elettori che si è espresso con un plebiscito di voti contrari, prossimi al 98%. Nonostante il silenzio quasi totale della grande informazione: domenica attivisti sardi denunciavano: «oggi, 15 maggio, in Sardegna si votano i referendum regionali sul nucleare e qui nessuno ne sa nulla. I politici regionali non hanno fatto sentire la loro voce, nessun manifesto, alcun volantinaggio, nessuna propaganda, tutto nel silenzio. I pochi che sanno dei referendum sono convinti che siano solo i nazionali del 12/13 giugno. Aiutate la Sardegna, fate girare la notizia, grazie». Dopo quello su incompatibilità e compensi dei consiglieri regionali degli anni ‘90 e quello più recente sulla legge Statutaria, è il primo referendum regionale valido.

Il risultato dei “NO”, dunque, non può essere discusso, e quei “NO” faranno da apripista ai “SI” sul referendum abrogativo nazionale che si svolgerà tra un mese. Per il Comitato “Vota Sì per fermare il nucleare”, formato da più di ottanta associazioni riunite in vista del referendum del 12 e 13 giugno, il raggiungimento del quorum è «un ottimo risultato, aver superato la soglia del quorum è già un risultato molto importante. E non solo per la Sardegna». A proposito del referendum nazionale, intanto, si attende che la Camera voti domani, secondo l’attuale calendario di Montecitorio, un emendamento al decreto legge omnibus, già approvato dal Senato, che sopprime tutte le norme sulla costruzione di nuove centrali.

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