Economia

Draghi al vertice della Bce

Draghi al vertice della Bce

Mario Draghi

I ministri europei designano il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi,  al vertice della Bce. “E’ una decisione presa all’unanimità”, annuncia in nottata Jean Claude Juncker, presidente dell’Eurogruppo. “Draghi  gode di una eccellente reputazione internazionale ed europea. Come banchiere centrale, ha dato prova di avere a cuore l’euro, l’unione monetaria, la sua costruzione e la sua integrazione. E’ il degno successore di Jean Claude Trichet”.

La designazione sarà formalizzata oggi dall’Ecofin. Poi dovrà passare al vaglio del Parlamento europeo e ricevere il parere preventivo della stessa Bce. Infine, nel consiglio europeo del 24 giugno, avrà l’imprimatur politico dei capi di stato e di governo della Ue. Si chiude così un vertice delicatissimo, scompaginato nell’agenda e nei tempi dai contraccolpi del caso Strauss Kahn: “Un amico, sono rattristato”, commenta Juncker. Nel pomeriggio si era anche pensato che Draghi potesse andare proprio al Fmi, in sostituzione del direttore generale, tuttora in manette negli Usa. Ma da Roma è subito arrivata la smentita: “Non è interessato”.

Draghi passerà a Francoforte, come previsto. Ma nel board della Bce l’Italia occupa già un posto con Lorenzo Bini Smaghi. E poiché nessun paese ha due rappresentanti, “è logico che uno dei due  –  evidentemente non il presidente – lasci elegantemente”, chiosa la francese Christine Lagarde ricordando che Sarkozy, al termine di un recente incontro con il premier Berlusconi, guardava proprio a questa poltrona in cambio del sostegno a Draghi. L’interessato tuttavia non sembra intenzionato ad abbandonare la posizione: “‘Il mio mandato scade nel 2013, ho in programma di continuare”, fa sapere.

Bini Smaghi è uno dei candidati alla successione di Draghi. Un altro, appoggiato dal ministro Giulio Tremonti, è il direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli. Se dipendesse dal governatore, invece, l’assetto ideale della Banca d’Italia del domani sarebbe tutto “interno”, come da tradizione, con il direttore generale Fabrizio Saccomanni nel ruolo di governatore, al suo posto il vice Ignazio Visco e Bini Smaghi inserito nel Direttorio. Si parla anche di un compromesso con Saccomanni governatore pro tempore, pronto poi a passare il comando a Bini Smaghi. Si vedrà: la partita è aperta.

Per legge, nella selezione del governatore la politica ha il suo peso. La nomina avviene infatti con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del presidente del Consiglio, sentito il consiglio dei Ministri e il consiglio superiore dell’Istituto. Draghi si insedierà alla Bce il prossimo 1 novembre. Juncker esclude che Trichet anticipi l’uscita: “Sarà al suo posto fino alla fine del mandato”.

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