Ambiente

Governo Berlusconi IV: trentaseiesimo mese


Governo Berlusconi IV: trentaseiesimo mese

Silvio Berlusconi

Nello Musumeci, esponente de La Destra rimasta fuori dal Parlamento dopo le elezioni politiche del 2008, viene nominato dal Consiglio dei ministri Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali come rappresentante esterno. Il Consiglio dei ministri nomina 9 nuovi sottosegretari: Catia Polidori (IR) diventa Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico, Giampiero Catone (IR) diventa Sottosegretario all’Ambiente, Bruno Cesario (IR) diventa Sottosegretario all’Economia e alle Finanze, Daniela Melchiorre (LD) diventa Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Aurelio Misiti (indipendente del gruppo Misto alla Camera, ex MpA) diventa Sottosegretario alle Infrastrutture, Riccardo Villari (CN) diventa Sottosegretario ai Beni Culturali, Luca Bellotti (PdL) diventa Sottosegretario al Lavoro, Roberto Rosso (Pdl) diventa Sottosegretario all’Agricoltura e infine Antonio Gentile (PdL) nuovo Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze con lo spostamento di Sonia Viale (LN) al Ministero dell’Interno.

La Camera è chiamata ad esprimersi se autorizzare (dopo averne già concesso l’intervento) un’azione militare più incisiva (tramite l’invio di bombardieri come chiesto da altre forze internazionali) sul suolo libico. Dopo le forti tensioni nella maggioranza tra il Pdl favorevole e la Lega fortemente contraria il Governo riesce a far approvare la mozione di maggioranza che autorizza “azioni mirate contro specifici obiettivi militari in Libia” chiedendo allo stesso tempo al Governo di impegnarsi per “fissare un termine temporale certo entro cui concluderle”.

“Siamo assolutamente convinti che l’energia nucleare è il futuro per tutto il mondo. La moratoria è servita per avere il tempo che la situazione giapponese si chiarisca e nel giro di 1-2 anni l’opinione pubblica sia abbastanza consapevole da tornare al nucleare“, parola di Silvio Berlusconi. Che lo stop del governo sul nucleare fosse solo un espediente per far fallire i referendum del 12 e 13 giugno lo avevano denunciato in molti. La “confessione” ufficiale arriva oggi dalle dichiarazioni del premier rese durante il summit bilaterale con il presidente francese, Nicolas Sarkozy.

È l’ ora di Giulio Tremonti. Questa volta è lui che il premier Silvio Berlusconi eleva al rango di possibile successore. L’ ennesimo annuncio e l’ ennesimo delfino arrivano a soli 20 giorni dall’ indicazione di Alfano. Per il premier quella di ieri non è stata una giornata qualunque. Il voto sulla Libia e la pace ritrovata con il leader della Lega Umberto Bossi. Poi nel pomeriggio un fiume di interviste pre-elettorali. A Porta a Porta affida il messaggio grazie al quale, dopo giorni di polemiche, riesce a riportare la scena mediatica su se stesso e in un colpo solo ad ammansire la Lega (che in Tremonti vede qualcosa di più che un amico), a stoppare le guerre tra correnti nel Pdl e a dare l’ impressione di armonia a pochi giorni dal voto. «Vedremo alla fine di questa legislatura se il centrodestra avrà la necessità di candidarmi ancora. Non mi tirerò indietro, ma se invece verranno fuori altre personalità – e ne abbiamo diverse, Tremonti in primis – che sondaggi alla mano possano suscitare consenso elettorale sarei felice di lasciare il governo e occuparmi del Pdl».

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