Centrosinistra

Ma per il Pd Antonio Di Pietro è un nemico?

Ma per il Pd Antonio Di Pietro è un nemico?

Antonio Di Pietro

Intitolare un partito «L’Italia dei valori» mi è sempre sembrato pomposo e rischioso. Pomposo perché nominarsi «Italia» sa di camarilla patriottarda d’altri tempi. Rischioso perché la parola «valori» è una parola jolly, che allude a tutto (dalla santità ai gioielli della corona) e non vuoi dire niente. Eppure, grazie alle cattive maniere di Di Pietro, al suo modo ruvido di fare opposizione, o, forse, grazie alle carenze dei partiti limitrofi, una ragguardevole porzione di ODS (orfani della sinistra) e DDD (delusi della destra), si è fatta conquistare, permettendo al titolo pomposo e rischioso di quotarsi bene nel borsino elettorale. Naturalmente, se fin dal titolo, alludi addirittura alla perfezione morale nazionale, un po’ di manutenzione delle singole morali personali tocca metterla in conto. Se no, meglio eliminare «i valori». Resta l’Italia. E non le farebbe male un nuovo risorgimento.

Lidia Ravera, L’unità, 29.12.2010 Pag. 3

Prima o poi, penso fra poco, a causa delle incombenti elezioni, tornerà a divampare la questione Di Pietro. Che sono tante questioni. Provo a indicarle. Una è ciò che accade dentro l’Italia dei Valori, da cui sono appena usciti i due eroi di Berlusconi, Scilipoti e Razzi. Però se ci abbandoniamo a queste esplorazioni interne, pensate dove ci porterebbero Moffa o Polidori se seguissimo il loro scisma da Fli, che cosa ci direbbe Catone sulla Udc, e come mai il caso Carfagna, condito di insulti brucianti, si sia aperto e chiuso dentro il Pdl senza saperne o intravedere le ragioni. Tutto ciò senza tentare di esplorare l’incrocio di conflitti nel Pd. Spostiamo dunque a un altro tipico argomento a carico della Idv. Invece di fare politica cercano la rissa. Non sono oppositori, sono provocatori. Vogliono sempre rubare la scena. Per capire da che parte stare o come giudicare, si tratta di definire i due termini di ciascuna contrapposizione. “Fare politica” è un impegno sempre quieto ed educato? La “provocazione” è davvero altra cosa dalla opposizione? Se si mette intorno a ciò che succede oggi nella vita politica italiana la cornice della eccezionaiità (il comportamento di Berlusconi) e della emergenza (la gravita della situazione economica) si capisce che cene distinzioni sono futili o irrilevanti. Il vero problema è stato espresso una volta per tutte dal mitico Charlie Brown nell’indimenticabile fumetto dei “Peanuts”: “Ho bisogno di tutti gli amici che posso avere”. D’altra pane questo pensiero ha senso se ne segue un altro che non sempre e non per tutti è parola d’ordine del Pd:  Prima di tutto battere Berlusconi”. La situazione italiana richiama ormai un tipo di fascismo senza (per ora) violenza fsica, ma con forte azione di intimidazione continua, dalle imprese ai giornali, alla televisione alle scuole. Forse è il momento di pensare in termini di resistenza. La vera domanda è se insieme (io credo di sì) si affronta meglio il pericolo Berlusconi.

Furio Colombo, Il Fatto quotidiano, 21.12.10 Pag.19

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