Europa

Uk: vincono i conservatori

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La campagna elettorale più incerta della storia recente britannica si conclude con il risultato che, quando la corsa è iniziata, sembrava scontato. David Cameron, dopo una corsa in ottovolante nei sondaggi che lo ha portato prima in alto, poi in basso e infine lo ha visto risalire, ha vinto le elezioni, riportando in testa i conservatori per la prima volta in 13 anni. Il leader dei Tory sente tintinnare le chiavi di Downing street, pur non avendole ancora in tasca, perché non ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi (326), necessaria a governare. Ci è andato vicino, però: secondo il primo exit poll, diffuso da Bbc e Sky ieri sera alla chiusura delle urne, Cameron ha preso 307 seggi, il candidato laburista e premier uscente Gordon Brown è al secondo posto con 255 seggi, il liberaldemocratico Nick Clegg, protagonista dei dibattiti televisivi, è terzo, sorprendentemente con appena 59 seggi, perfino meno di quelli che aveva nel parlamento odierno. «Con questi risultati possiamo governare», è il primo commento, a caldo, del leader dei Tory.

Dalle urne è uscito dunque, come prevedevano in molti, un hung parliament, un parlamento appeso, come si dice in gergo: senza una maggioranza. Forte di una solida maggioranza relativa, tuttavia, Cameron proverà a governare lo stesso, formando un governo di minoranza, appoggiato dall’ esterno dagli unionisti protestanti dell’ Irlanda del nord (che potrebbero avere una decina di seggi)e da qualche partitino minore. Ha anche l’ opzione di negoziare un accordo di coalizione con i Lib-dem di Clegg, sebbene molte divergenze li separino su questioni fondamentali, come l’ Europa e la riforma del sistema elettorale (che i liberaldemocratici vorrebbero cambiare in senso proporzionale). Ma è comunque lui il vincitore morale. Dopo tre

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elezioni in cui hanno prevalso i laburisti, sempre guidati da Tony Blair, stavolta prevalgono i Tory. Come non succedeva più dai tempi della Thatcher e di Major. La fine di un’ era. In teoria Brown, pur sconfitto, può provare a stringere un accordo con Clegg e formare lui un governo di coalizione, ma – se gli exit poll sono esatti – sommando i seggi dei due partiti non supererebbe lo stesso la soglia dei 326 seggi: ossia non avrebbe la maggioranza assoluta. Al massimo potrebbe formare, anche lui, un governo di minoranza. Ma il suo distacco da Cameron è ampio e il risultato dei Lib-dem deludente. Una notte di febbrili consultazioni dietro le quinte, per decidere chi governerà, scandisce la transizione del potere.

Al punto che la regina Elisabetta ha stabilito una procedura insolita, per lei abituata da oltre mezzo secolo a dare il benvenuto al vincitore la mattina dopo le elezioni: stamane, invece, Sua Maestà riceverà a Buckingham Palace il premier in pectore solo «dopo le ore 13», sostanzialmente per dare un po’ più di tempo a Cameron e Brown per riflettere sull’ esito del voto, per farne decantare il significato. Una piccola variazione al protocollo, vista da lontano; una rivoluzione, vista da vicino, per una nazione legata alle tradizioni come la Gran Bretagna. In fondo sta a Brown decidere se dimettersi, o puntare i piedi e provare ostinatamente a resistere. Sarebbe un’ anomalia. Una stranezza. Del resto, dal 1945 ad oggi, questaè solo la seconda volta che un’ elezione si conclude con un hung parliament: il precedente, nel ‘ 74, durò poco e finì male. Neanche stavolta, in effetti, si esclude un ritorno alle urne nel giro di mesi, di un anno o poco più. Cameron ha votato per primo, alle 10 del mattino, nel suo collegio elettorale vicino a Oxford, insieme alla moglie Samantha, incinta di cinque mesie in tacchi alti: se lui diventerà premier, ci sarà una “first lady” con neonato e pannolini a Downing street. Brown ha votato in Scozia un’ ora dopo, Clegg poco più tardia Sheffield, nel nord dell’ Inghilterra. L’ affluenza è stata più alta che nel 2005, effetto dell’ interesse suscitato dai dibattiti tivù, la novità che ha incendiato la campagna elettorale. Sono aumentati anche i voti spediti per posta: nell’ incertezza del risultato, potrebbero avere un peso cruciale. L’ incertezza ha inoltre quadruplicato le scommesse: nel 2005 i bookmaker accettarono puntate per 10 milioni di sterline sulle elezioni, quest’ anno ci sono state 40 milioni di sterline di puntate. Qualcuno ha vinto, qualcuno ha perso, scommettendo su Downing street.

Il candidato Nigel Farage è rimasto ferito in un incidente aereo avvenuto quando lo striscione legato al velivolo è finito nel motore. L’ incertezza sull’ esito elettorale ha spinto la regina a rinviare a dopo le 13 di oggi l’ incontro con il vincitore del voto. Dopo la morte di uno dei candidati, le elezioni nel collegio di Thirsk and Malton sono state fatte slittare al 27 maggio. La Bbc ha ricordato ieri agli elettori le regole del bon ton ai seggi: niente Tshirt dei partiti politici, ma si può andare a votare in pigiama

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