Governo

Governo Berlusconi IV: ventisettesimo mese


Governo Berlusconi IV: ventisettesimo mese

Gianfranco Fini

Nicola Cosentino lascia la carica di Sottosegretario all’Economia del Governo Berlusconi per non esporre l’esecutivo a quella che si annuncia una resa di conti interna al Pdl, in Campania fra lui e Italo Bocchino, e a livello nazionale fra il Premier Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Cosentino respinge ogni accusa di dossieraggio ed associazione segreta, punta il dito contro Italo Bocchino e Gianfranco Fini chiamati per nome e cognome, ispiratori di “manovre interne” al Pdl “contro il cambiamento” che Cosentino e Berlusconi “fermeranno insieme”: da presidente del Pdl il Premier, da coordinatore campano l’ormai ex sottosegretario. Perchè “risibile” appare a Cosentino il tentativo di Fini e Bocchino di far passare la richiesta di sue dimissioni come difesa della legalità: trattasi invece, a giudizio di chi era e resta il coordinatore del Pdl in Campania, del tentativo di “aumentare il potere di Bocchino” nella regione. Silvio Berlusconi condivide la scelta di Cosentino, ma allo stesso tempo si dice convinto della sua “totale estraneità” alle accuse che gli sono state rivolte.

La Camera approva (con 245 sì e 219 no) il Rendiconto generale del Bilancio dello Stato. Viene inoltre approvato (con 242 sì, 219 no e 1 astenuto) la Legge di assestamento del Bilancio. Il bilancio è un documento giuridico-contabile in cui sono riportate le entrate e le spese pubbliche relative all’attività finanziaria dello Stato in un periodo di tempo determinato, cioè bilancio annuale se riferito ad un anno o bilancio pluriennale se riferito a più anni. L’insieme delle operazioni contabili che vengono effettuati in un determinato anno si chiama esercizio finanziario.

La Camera approva (con 484 sì, 25 no e 11 astenuti) il ddl sul rifinanziamento delle missioni all’estero; contraria solo l’IdV. In discussione oggi un decreto-legge che stanzia per il semestre già in corso, dal 10 luglio al 31 dicembre, la somma di oltre 700 milioni di euro e che disciplina – cito dal titolo completo del decreto-legge, questa volta – « interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace, di stabilizzazione e delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia ».

Con un documento votato dalla maggioranza dei componenti dell’ufficio di presidenza del Pdl, ad eccezione dei tre esponenti finiani, arriva la sfiducia del presidente della Camera decretandone, di fatto, l’espulsione dal partito che aveva contribuito a fondare, e sancisce la rottura tra Fini e Berlusconi, che afferma: “I comportamenti di Fini sono incompatibili con i valori del Pdl e con i nostri elettori. Viene quindi meno la fiducia anche per il suo ruolo di garante come presidente della Camera”. Fini dovrebbe anche tenere una conferenza stampa per parlare agli italiani e spiegare, avrebbe sempre detto ieri ai suoi, che l’incarico di Presidente della Camera non è nelle mani del Premier Berlusconi e che non intende lasciarlo. Il nome del nuovo gruppo che nascerà alla Camera sarà annunciato nel pomeriggio a Montecitorio; dovrebbe però trattarsi di «Azione nazionale», creando quindi una nuova An. E’ nato quindi “Futuro e libertà per l’Italia” che garantirà, a volte, i numeri per andare avanti alla maggioranza pidiellina la quale a sua volta sostiene di averli comunque. Ma 33 deputati non più allineati totalmente alle posizioni preminenti nel PdL non sono pochi. Il divorzio tra Berlusconi e Fini è avvenuto, le acque nel Pdl si son rotte, Silvio assicura di essersi tolto un peso dallo stomaco, Gianfranco non resta con le mani in mano e, nell’evoluzione che naturalmente seguirà in tutte queste ore, ci soffermiamo su due posizioni opposte da centro destra, espresse da due giornalisti, per ragioni diverse, vicini al premier. Bossi (Lega): ”La Lega fortunatamente ha qualcosa come 20 milioni di uomini pronti a battersi fino alla fine. Se non c’e’ democrazia nel Paese, la portiamo noi. Noi preferiamo andare ad elezioni piuttosto che avere un governo tecnico”. Costituito il gruppo dei ‘finiani’ al Senato. Confermate le indiscrezioni che vedevano 10 senatori fuoriuscire dal gruppo del Pdl a palazzo Madama per costituire il nuovo gruppo parlamentare fedele al presidente della Camera, Gianfranco Fini. Presso l’ufficio del senatore Mario Baldassarri si è riunita una piccola pattuglia di senatori per espletare le formalità: i senatori dovranno firmare le dimissioni dal gruppo del Pdl e consegnarle al presidente del gruppo Maurizio Gasparri, successivamente dovranno presentare la richiesta di nascita del gruppo al presidente del Senato, Renato Schifani.

La Camera respinge (con 229 sì, 299 no e 75 astenuti) una mozione di sfiducia del centro-sinistra e dell’UdC nei confronti del Sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, coinvolto nella vicenda P3. Fondamentale per l’esito del voto è l’astensione del gruppo Futuro e Libertà per l’Italia. Alla fine invece la Camera dei deputati ha respinto la mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo. Ma il risultato della conta non basterà ad evitare le polemiche, fuori e dentro il governo. Polemiche, in realtà, presenti fin dalle prime battute in aula.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.