Centrodestra

Brancher si dimette

Brancher si dimette

Aldo Brancher

Aldo Brancher, durante una dichiarazione spontanea al processo che lo vede coinvolto, annuncia le sue dimissioni da Ministro per la Sussidiarietà e il Decentramento.

Il ministro Aldo Brancher ha annunciato nell’aula del tribunale di Milano le proprie dimissioni da ministro. Brancher ha anche rinunciato al legittimo impedimento nell’ambito del processo per la tentata scalata alla Antonveneta. Nell’anticipare le sue “dimissioni irrevocabili” da ministro “al fine di consentire una rapida chiusura della vicenda che mi riguarda”, ha chiesto di poter essere giudicato con rito abbreviato incondizionato. Nel corso della breve dichiarazione spontanea Brancher ha spiegato al giudice della quinta sezione penale, Anna Maria Gatto, che “la mia presenza è un segno di rispetto per il tribunale. Sono qui a difendere la mia innocenza”.

QUI DIFENDO MIA INNOCENZA,BASTA STRUMENTALIZZAZIONI – Aldo Brancher in tribunale a Milano ha detto di essere venuto in aula per difendere la sua innocenza e ha spiegato ai giudici di aver fatto una scelta “prima di tutto nel rispetto dalla mia famiglia e anche perché finiscano le strumentalizzazioni e le speculazioni”. E’ questo un passaggio delle dichiarazioni spontanee rese davanti al giudice della quinta sezione penale, Anna Maria Gatto, dell’ormai ex ministro Aldo Brancher che oggi alla ripresa del processo per il tentativo della scalata ad Antonveneta in cui è imputato insieme alla moglie, ha anche preannunciato le sue dimissioni da ministro. Brancher nel comunicare di aver rinunciato al legittimo impedimento ha detto: “pensavo di dover privilegiare per un breve periodo gli obblighi verso il mio Paese ma siccome questa scelta è stata indebitamente strumentalizzata ho fatto diverse scelte: prima di tutto nel rispetto della mia famiglia e poi anche perché finiscano le strumentalizzazioni e speculazioni”. Poi ha confermato la rinuncia al legittimo impedimento già annunciata dai suoi legali, le dimissioni da ministro e la scelta del rito abbreviato incondizionato.

BERLUSCONI: HO CONDIVISO SUA DECISIONE DIMISSIONI – “Ho condiviso con Aldo Brancher la decisione di dimettersi da Ministro”. Lo afferma il premier Silvio Berlusconi in una nota. “Conosco e apprezzo ormai da molti anni l’on. Brancher- prosegue- e so con quanta passione e capacità avrebbe potuto ricoprire il ruolo che gli era stato affidato. La volontà di evitare il trascinarsi di polemiche ingiuste e strumentali dimostra ancora una volta la sua volontà di operare esclusivamente per il bene del Paese e non già per interessi personali. Sono certo che superato questo momento l’on. Brancher potrà, come sempre, offrire il suo fattivo contributo all’operato del Governo e alla coalizione”.

BOCCHINO: CHAPEAU, BERLUSCONI STA ASCOLTANDO FINI – “Chapeau a Brancher. Con le sue dimissioni e la rinuncia al legittimo impedimento il ministro ha sgombrato il campo dagli equivoci e favorito la soluzione di uno dei problemi più spinosi interni al Pdl”. Lo afferma Italo Bocchino del Pdl. “Ci fa piacere aver avuto ragione – spiega – difendendo in maniera pignola il principio di legalità che non può essere offuscato dal sospetto di una nomina vera a sottrarre l’imputato dal suo giudice naturale. Il primo atto del ‘ghe pensi mi’ berlusconiano va incontro alle nostre richieste e siamo fiduciosi che lo stesso accadrà su intercettazioni, manovra e vita interna del Pdl”.

DONADI, DIMISSIONI SONO VITTORIA DI IDV – “Le dimissioni del ministro al legittimo impedimento sono una grande vittoria di Italia dei Valori e della determinazione che ha avuto, e del Pd che con noi ha scelto di percorrere la via della mozione di sfiducia” lo afferma Massimo Donadi, presidente dei deputati di IDV. “Questa è la riprova che quando in gioco ci sono valori non negoziabili e grandi battaglie da combattere per la difesa della democrazia, della legalità e dei valori della Costituzione non bisogna aver paura di andare avanti con forza e determinazione, anche se in partenza appaiono posizioni minoritarie”, aggiunge Donadi. “Questa è una lezione per chi sta all’opposizione solo a parole e non muove un dito se non ha la garanzia di vincere” conclude il presidente dei deputati Idv.

BINDI, MAGGIORANZA ALLO SBANDO EVITA SFIDUCIA  – “La vicenda ministeriale di Brancher nasce e muore nelle aule giudiziarie. Le sue dimissioni sono un atto dovuto, ma annunciarle in un tribunale anziché in Parlamento conferma tutta la strumentalità della sua nomina: Brancher era, infatti, solo il ministro del legittimo impedimento”. Lo afferma Rosy Bindi (Pd), vicepresidente della Camera. “Per governo e maggioranza – spiega – si tratta di una vera e propria resa alle ragioni della correttezza istituzionale per evitare lo scorno di una più grave sfiducia parlamentare che sarebbe certamente arrivata con l’iniziativa delle opposizioni. Berlusconi cerca così di chiudere almeno uno dei tanti fronti critici per il governo. Ma la maggioranza è allo sbando e la fine della carriera politica di Brancher lo conferma”.

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