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L’Islanda legalizza le nozze gay. E la premier si sposa.

L’Islanda legalizza le nozze gay. E la premier si sposa.

Johanna Siguardottir e Jonina Leosdottir

Pacs? Coppie di fatto? Sono solo due dei tanti nomi adottati dai politici italiani per rendere più accettabile, alla chiesa cattolica, l’idea dei matrimoni tra persone omosessuali. In Islanda, invece, sono stati più diretti e senza mezzi termini: ieri è stato infatti convertito in legge un testo approvato il 12 giugno all’unanimità dal parlamento, che prevede la possibilità di celebrare matrimoni omosessuali, a vantaggio delle coppie gay che risultano legate da unioni civili (già possibili da anni nel paese nordico). Il tutto presentando una semplice domanda di riconversione in matrimonio della preesistente unione civile.

La prima a trarre vantaggio da questa legge è stata – neanche a dirlo – proprio il primo ministro islandese, l’amatissima Johanna Siguardottir. Classe 1942, ex-hostess, già madre di due figli (avuti dal primo matrimonio con Porvaldur Steinar Johannesson) la Siguardottir è dal 2002 unita civilmente con Jonina Leosdottir, autrice e sceneggiatrice di 12 anni più giovane; il giorno stesso della conversione del testo in legge, stando alle fonti, la Siguardottir avrebbe sposato quella che è ormai da anni la sua compagna dichiarata.

Nessuna cerimonia solenne per la premier islandese e compagna: solo un paio di firme su un documento che chiede, e automaticamente ottiene, la conversione in matrimonio dell’unione civile. Il primo capo di governo al mondo dichiaratamente omosessuale ha così raggiunto un risultato che in altri paesi (si pensi all’Italia e agli Stati Uniti) sembra ancora impensabile; il tutto senza intaccare minimamente il suo indice di popolarità, elevatissimo sin dalla sua elezione a primo ministro, avvenuta nel febbraio 2009.

L’Islanda si aggiunge dunque all’elenco dei paesi in cui sono possibili i matrimoni tra persone omosessuali: leggi simili erano già state varate in Danimarca (prima al mondo, nel lontano 1989), OlandaSpagna,FinlandiaSvezia e addirittura in cinque stati Usa. Tutto questo mentre la gerontocrazia italiana sta a guardare con le mani in mano, gli episodi di intolleranza verso gli omosessuali  – specialmente a Roma – si moltiplicano e il “machismo” all’italiana, incarnato dal premier Berlusconi, giunge al parossismo della sua stessa immagine, fino a rasentare il ridicolo. È in giorni come questi che la politica italiana, più che mai, sembra anacronistica, tanto è preistorica e lontana dalle esigenze della gente.

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