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Governo Berlusconi IV: venticinquesimo mese


Governo Berlusconi IV: venticinquesimo mese

Dennis Verdini e Silvio Berlusconi

Fabrizio Favata è stato arrestato per estorsione. La notizia è questa, e probabilmente messa così vi dirà poco, quindi occorre fare un piccolo ripasso delle puntate precedenti. Fabrizio Favata è – era – un imprenditore, lavorava in un’azienda che si chiama RCS (niente a che vedere col gruppo editoriale) il cui titolare si chiama Roberto Raffaelli. La società realizzava le intercettazioni per conto della procura di Milano, e un giorno – dice Favata – Raffaelli gli fa ascoltare un nastro con la voce di Piero Fassino. La dichiarazione è quella celebre sul caso Unipol: “Ma abbiamo una banca?”. Favata ha raccontato – alla Digos e ai giornali, prima l’Unità – di aver portato il nastro a casa di Berlusconi insieme a Raffaelli, e di averglielo consegnato la vigilia di Natale del 2005. Sperava di ottenere una ricompensa, un favore in un grosso appalto. Berlusconi – dice Favata – ascolta il nastro, sgrana gli occhi e dice: “Grazie, la mia famiglia vi sarà grata in eterno”. Pochi giorni dopo il Giornale pubblica il testo dell’intercettazione.

Alla fine il duo Giulio Tremonti & Silvio Berlusconi ha messo in piedi l’ennesimo paravento. Tante voci, smentite, per poi partorire il solito condono edilizio (e fiscale). Anche se opportunamente mascherato. Tranquilli, il TG1 non ve lo dirà. Ma basta leggere su Repubblica (da cui sono tratti i brani qui sotto) o su molti altri giornali (quasi tutti) per capire che la solfa è sempre la solita: chi fa i salti mortali per comperarsi una casa e ha pagato tutte le tasse che doveva è un pirla, chi se la costruisce abusiva e non paga mai nulla, alla fine, ha ragione e se la cava con un buffetto sulla guancia.

Fini sbarra la porta: «Fino a quando non ci saranno risposte politiche ai problemi che ho sollevato è prematuro fare incontri, soprattutto con intermediari», del resto, come dice il finiano Briguglio, «i capi parlano con i capi». Fini rifiuta di incontrare il coordinatore del Pdl Verdinie tra il presidente della Camera e Berlusconi la temperatura si fa sempre più polare, mentre il presidente della Ferrari Montezemolo, “sogno proibito” del Cavaliere per il ministero da cui si è dimesso Scajola, ha voluto sgombrare il campo da ogni ipotesi che lo riguarda: «La mia candidatura? Mi tolgo di mezzo»

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