Giustizia

Scajola si è dimesso

Scajola si è dimesso

Claudio Scajola

«Vivo da 10 giorni una grande sofferenza. Ora devo difendermi e non posso più continuare a fare il Ministro», esordisce Claudio Scajola annunciando le dimissioni. Ora sarà compito del premier e del Consiglio dei ministri accettarle o meno. È infatti convinzione ferma a palazzo Chigi che non possano bastare indiscrezioni di stampa per interrompere le attività di cariche istituzionali. Nelle ultime ore, però, si sono fatte più insistenti le voci sui possibili successori: il più gettonato è il nome del vice di Scajola con delega alle comunicazioni, Paolo Romani. Ma si sarebbe detto disponibile anche Giancarlo Galan, appena insediato al ministero dell’agricoltura.

Al premier Silvio Berlusconi va l’interim del ministero dello sviluppo economico dopo le dimissioni di Claudio Scajola. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto al Quirinale Berlusconi, che gli ha sottoposto per la firma il decreto con il quale si accettano le dimissioni. Scajola è coinvolto in polemiche per una compravendita di una casa al Colosseo.
Dopo le dimissioni, si è aperto ora il totonomine sul successore. Un invito alla cautela viene dalla Lega. “Queste cose le decide Berlusconi”, ha dichiarato il ministro per la semplificazione, Roberto Calderoli, commentando la dichiarazione dell’ex vice capogruppo Pdl alla Camera, Italo Bocchino, secondo il quale non vi sono le condizioni per una “successione leghista” al ministero dello sviluppo economico.

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