Centrodestra

Faccia a faccia Berlusconi-Fini

Faccia a faccia Berlusconi-Fini

Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi

Maggiore coinvolgimento di Fini nelle scelte di governo e sulle iniziative parlamentari, compatibilmente con il ruolo istituzionale del presidente della Camera.E un no- anche se con sfumature diverse – alla politica «dei due forni» adottata dall’Udc di Pier Ferdinando Casini in vista delle elezioni regionali. Sono queste le conclusioni dell’incontro a Montecitorio tra Fini e Berlusconi: le differenze restano, soprattutto in materia di Giustizia e di rapporti con l’opposizione, il «patto della concertazione» è stato siglato e disatteso più volte dalla fondazione del partito, ma il summit a tavola è servito ai due co-fondatori per fare il punto della situazione e registrare una base di convivenza dopo gli attriti continui degli ultimi mesi.

Una tregua in cui sostanzialmente ognuno è rimasto sulle sue posizioni con l’impegno di vedersi più spesso: «Tutte le settimane? Berlusconi ha detto che si vedranno tutte le volte che il presidente della Camera vorrà invitarlo», fa presente il ministro La Russa, presente al pranzo della tregua. Comunque sarà Letta a informare Fini sulle iniziative del governo e i coordinatori sulle attività del partito.

L’ultima volta si erano visti all’ospedale San Raffaele dove Fini era andato a trovare Berlusconi ferito. Ieri è stato il presidente del consiglio a rendere la visita. All’ora di pranzo – solo uova strapazzate e niente ravioli per il premier ancora alle prese con problemi di masticazione- nello studio di Fini si sono seduti a tavola con Gianni Letta, il mediatore, Ignazio La Russa, coordinatore del Pdl in quota An, e Italo Bocchino, vicecapogruppo alla Camera, finiano e in predicato di assumere un ruolo più rilevante nel partito. «Nessun cambio in vista negli assetti di partito», assicura il ministro La Russa e del resto lo stesso Fini avrebbe assicurato a Berlusconi che gli organigrammi di partito vanno bene così. «Sia Fini che Berlusconi non hanno nascosto l’esistenza di problemi, – ha raccontato La Russa dopo il pranzo – sviluppando un ragionamento su un piano di cordialità ma senza nascondersi». «Non si trattava di discutere del singolo problema aggiunge Bocchino – ma dei rapporti di fondo». Ma i continui attacchi del Giornale diretto da Feltri a Fini sono stati argomento della tesa discussione: «Se mai – ha confermato il vicecapogruppo – si è parlato del fuoco amico e della necessità di non criminalizzare nessuno ma di lavorare tutti per un rasserenamento anche su questo terreno». Anche se con accentuazioni diverse (Fini ha raggiunto un accordo di ferro con Casini per la Polverini nel Lazio) i due co-fondatori del Pdl hanno manifestato la loro insofferenza per la politica del leader dell’Udc che si muove tra le alleanze con il centrodestra e con il centrosinistra. «Anche per noi è profondamente sbagliata la linea del Pdl, che ha appaltato il nord alla Lega. Se non fosse così, non saremmo all’opposizione», replica il segretario dell’Udc Cesa. Comunque per quanto riguarda le alleanze «se i candidati del Pdl non vogliono accordarsi con noi non c’è problema».E Casini avrebbe minacciato di rompere le alleanze in Campania e Puglia

1 risposta »

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...