Il Ps esce da Sinistra e libertà

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Il Ps esce da Sinistra e libertà

Il giorno 29 ottobre è approvato il regolamento per l’assemblea nazionale di dicembre. Il 5 novembre una nuova riunione del CN delibera che «Sinistra e Libertà sarà presente in 12 regioni e nei comuni capoluogo e le province chiamate al voto» nella primavera 2010 e al Congresso del PSE di Praga del successivo 7-8 dicembre. Viene anche definito l’ordine del giorno dell’Assemblea del 19 dicembre.

Il 13 novembre SL entra in una crisi pesante quando di comune accordo fra loro, i tre tesorieri di SD, PS ed Ecologisti decidono l’oscuramento del sito Internet di SL. Il motivo è che il PS contesta la pubblicazione di un deliberato del coordinamento nazionale del giorno prima. Tale deliberato, pubblicato comunque nei siti degli altri soci, non piace al PS perché a suo dire «modificava e stravolgeva il deliberato del coordinamento nazionale del 29 ottobre». In pratica, secondo una ricostruzione di Repubblica.it, nel nuovo deliberato si impegnava SL a presentarsi col proprio simbolo in tutte le regioni chiamate al voto nel 2010, mentre il PSI chiedeva un’eccezione, già accordata nel deliberato del 5 novembre, per la Toscana, dove il partito di Nencini avrebbe già un accordo per presentarsi col PD. Nella serata del 13 viene lanciato il sito sinistraeliberta.eu in sostituzione di sinistraeliberta.it, di cui il PSI è proprietario.

Nel frattempo il PS sospende le attività connesse a Sinistra e Libertà, ma non ne fuoriesce ufficialmente in attesa di un «chiarimento». Solo la corrente Socialismo e Sinistra è per continuare l’esperienza di Sinistra e Libertà, ma evita ogni scissione.

Intanto anche dentro Sinistra Democratica si medita se e come l’esperienza di SL possa continuare rinviando ogni decisione a un prossimo Consiglio Nazionale. Il 20 novembre Antonello Falomi dichiara che «la Sinistra e Libertà che hanno conosciuto gli elettori alle elezioni europee è formalmente e ufficialmente finita»[65][66].

Il 5 dicembre il Consiglio Nazionale del PS sancirà ufficialmente che nel caso SL divenisse «un partito che ambisca ad assumere unilateralmente nome e simbolo di Sinistra e Libertà che, al contrario, era e resta patrimonio unitario», allora sarebbe «rottura irreversibile». Ogni ulteriore decisione definitiva è comunque rinviata a un congresso nazionale da tenersi dopo le elezioni regionali del marzo 2010. All’interno del PS Socialismo e Sinistra e Labur si oppongono alle scelte del proprio segretario, ma non daranno luogo ad alcuna scissione.

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