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Ru486, Governo mette paletti a uso pillola, opposizione insorge

Ru486, Governo mette paletti a uso pillola, opposizione insorge

Ru486, Governo mette paletti a uso pillola, opposizione insorge

Il Governo mette i paletti all’uso della Ru486. Come annunciato, il ministro del Welfare ha impiegato meno di 24 ore ad inviare all’agenzia del farmaco (Aifa) il “parere” richiesto dalla commissione Sanità del Senato a conclusione di un’indagine conoscitiva sulla pillola abortiva. Sacconi conclude la sua lettera chiedendo all’Aifa di valutare “se sia necessario riconsiderare la delibera” che, a fine luglio, dava il via libera alla commercializzazione della Ru486 in Italia. Insorge l’opposizione, che denuncia una “forzatura” e bolla come “talebana” la maggioranza. Sacconi ritiene che la pillola possa essere usata ma “solo se l’intera procedura abortiva, e fino all’accertamento dell’avvenuta espulsione dell’embrione, sia effettuata in regime di ricovero ordinario”. Sacconi cita, peraltro, la delibera dell’Aifa di luglio. Con l’uso della pillola – scriveva l’agenzia del farmaco – “deve essere garantito il ricovero” in una delle strutture sanitarie individuate dalle legge 194 “dal momento dell’assunzione del farmaco sino alla verifica dell’espulsione del prodotto del concepimento”. Nella lettera al presidente dell’Aifa Sergio Pecorelli, inoltre, il responsabile del Welfare raccomanda un “attento monitoraggio del percorso abortivo in tutte le sue fasi” sia per “ridurre al minimo le reazioni avverse” che per “disporre di un rilevamento di dati di farmacovigilanza che consenta di verificare il rispetto della legge” 194 sull’aborto. Conclude, Sacconi: il consiglio di amministrazione dell’Aifa “valuti se sia necessario riconsiderare la delibera adottata” al fine di “evitare ogni possibile contrasto con la legge 194”. Dura la replica dell’opposizione. Il parere del governo, secondo la capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro, “costituisce una forzatura nei confronti della delibera dell’Aifa e dimostra che la vera volontà dell’esecutivo e della maggioranza era quello di frenare l’utilizzo della Ru486 e quello di giungere ad una modificazione surrettizia della legge 194”. “Non sarebbe il caso che il governo si occupasse delle vere emergenze della nostra sanità invece di insistere nel dare indicazioni ai medici?”, si domanda Ignazio Marino del Pd. Maggioranza e governo “non hanno alcun ritegno a mistificare spudoratamente e a stravolgere la realtà, quando questa non ha nulla a che vedere con i loro furori ideologici di novelli talebani”, secondo Silvana Mura dell’Italia dei valori, che aggiunge: “La legge 194 non c’entra niente”. L’ex ministro della Salute Livia Turco, invita l’Aifa a respingere “questa inaccettabile prepotenza” e ritiene che Sacconi e il sottosegretario Roccella stanno “stravolgendo” la legge 194. Arriva a stretto giro di posta la replica del presidente dei senatori del Pdl. “Napolitano invita al senso di responsabilità e Livia Turco aggredisce il ministro Sacconi che sulla Ru486 applica la legge, ascolta il Parlamento, difende la legge 194, tutela la salute delle donne”, afferma Maurizio Gasparri. “E’ triste vedere così forsennato il ‘partito della morte’. Ma la legalità prevarrà”.

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