Primarie Pd: Bersani nuovo segretario

Primarie Pd: Bersani nuovo segretario
Primarie Pd: Bersani nuovo segretario
Pierluigi Bersani

La Direzione Nazionale del partito ha fissato il congresso (“convenzione” secondo lo statuto del partito) all’11 ottobre 2009 e le nuove elezioni primarie per il 25 ottobre[1]. Inizialmente il segretario uscente Dario Franceschini non si era espresso sulla possibilità di ricandidarsi alla guida del partito ma il 24 giugno annuncia ufficialmente la sua candidatura per il Congresso e per le primarie[3] polemizzando con una parte del partito riferendosi in modo indiretto all’ex Presidente del Consiglio Massimo D’Alema. L’ex ministro dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani annuncia la sua candidatura, ricevendo l’appoggio di D’Alema.

L’europarlamentare Debora Serracchiani, che nel collegio del Friuli Venezia Giulia ha ottenuto più voti del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, annuncia il suo appoggio al candidato uscente, nonostante alcuni esponenti avessero auspicato una sua candidatura. Il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, dopo un’apertura relativa alla possibilità di presentarsi come candidato, ribadisce la sua non partecipazione al processo elettorale del partito.

Ignazio Marino, noto chirurgo di fede cattolica (anche se non sempre in sintonia con il Magistero[7]), ribadisce la volontà di presentarsi alle primarie del PD[8] divenendo il terzo candidato in corsa. Ciò ha creato diverse polemiche specialmente nell’area teodem del partito, all’epoca guidata da Paola Binetti, a causa delle proposte del professore in tema di testamento biologico. Mario Adinolfi, dopo l’insuccesso delle precedenti primarie, aveva inizialmente deciso di presentarsi come candidato, ma all’ultimo momento si è schierato con Franceschini. Il 4 luglio il chirurgo Ignazio Marino conferma a sua volta di voler correre per la segreteria, sostenuto in prima linea da Giuseppe Civati.

Controversa è la candidatura di Beppe Grillo: il comico genovese, dopo le critiche da lui rivolte al partito, decide di presentarsi, polemizzando con gli altri candidati alla segreteria.[9] Grillo decide perciò d’iscriversi al PD della Sardegna e di raccogliere le firme necessarie per la candidatura alla segreteria. Tuttavia il partito respinge la candidatura, ritenendola inopportuna e provocatoria, e non accetta la sua iscrizione ritenendola non valida, dato che il comico è residente a Nervi (Genova)

Il 23 luglio il Comitato per il Congresso ufficializza dunque 4 candidature: quelle di Pier Luigi Bersani, Dario Franceschini, Ignazio Marino e Amerigo Rutigliano. Il 28 luglio, però, proprio quest’ultima candidatura viene respinta dallo stesso Comitato, poiché delle 1542 firme presentate dal candidato, 500 sono risultate appartenenti a persone non iscritte al PD. Il giorno successivo la Commissione Nazionale per il Congresso annuncia anche che la quota degli iscritti che prendono parte alla prima fase congressuale è di 820 607.

I risultati definitivi dei 7221 congressi di circolo vengono divulgati l’8 ottobre dalla stessa Commissione Nazionale: Pier Luigi Bersani ottiene 255189 voti pari al 55,13%, seguito da Dario Franceschini con 171041 voti pari al 36,95% e da Ignazio Marino con 36674 voti pari al 7,92%[14]. Tutti e tre i candidati sono quindi ammessi a partecipare alle elezioni primarie del 25 ottobre 2009.

Il 5 febbraio 2009, in un’intervista al quotidiano la Repubblica, Bersani rese pubblica l’intenzione di candidarsi a segretario del Partito Democratico in vista del congresso autunnale del 2009.[15] Tra i sostenitori della candidatura di Bersani ci sono stati Massimo D’Alema, Rosy Bindi, Enrico Letta, Livia Turco e Rosa Russo Iervolino Bersani ha incentrato la sua candidatura sull’esigenza di unire i valori cattolico-popolari con quelli del socialismo democratico e della socialdemocrazia[21]. Ha inoltre dichiarato il suo impegno per far sì che ogni cittadino possa votare non solo il segretario di partito, bensì anche ciascun parlamentare.

Con l’elezione di Walter Veltroni a segretario nazionale del Partito Democratico, in occasione delle primarie del 14 ottobre 2007, Dario Franceschini aveva assunto la carica di vicesegretario.

In seguito alle dimissioni di Veltroni, rassegnate martedì 17 febbraio 2009 all’indomani della sconfitta elettorale del candidato democratico Renato Soru alle elezioni regionali in Sardegna del 2009, fu convocata per sabato 21 febbraio una riunione straordinaria dell’assemblea nazionale, che ratificò con 1047 preferenze l’attribuzione della segreteria a Franceschini.

Tra i sostenitori della candidatura di Franceschini vi sono stati Piero Fassino, Debora Serracchiani, Franco Marini, Marco Minniti, Giovanna Melandri, Tiziano Treu, Enrico Morando, Marina Sereni, Antonello Soro, Cesare Damiano[32], Pierluigi Castagnetti, Paolo Gentiloni, Sergio Cofferati, Rita Borsellino, Rita Borsellino, Mario Adinolfi, David Sassoli. L’ex segretario del Pd Walter Veltroni, pur dichiarando di voler rimanere fuori dalle vicende congressuali, ha avuto parole di apprezzamento per la candidatura di Franceschini.

Ignazio Marino, senatore dall’aprile 2006, ufficializzò la propria candidatura il 23 luglio 2009, alla Camera del Lavoro di Milano. Il suo slogan è stato: «Vivi il PD, cambia l’Italia»; il suo programma puntava sul rilancio del merito e dei diritti civili, sulla salute, la laicità e l’ambiente.

D’Alema: “Dalle primarie emerge una “scelta chiara”, si dimostra che gli iscritti del Pd non sono marziani” e ora Pier Luigi Bersani darà innanzitutto un segnale “di unità”. Lo dice massimo d’alema a youdem.Tv: “La scelta è chiara, conferma il risultato che abbiamo avuto già nei congressi di circolo, però con l’autorevolezza di un voto popolare. Si è dimostrato che i nostri iscritti non erano dei marziani”. Ora, aggiunge, “da Bersani arriverà innanzitutto il segnale dell’unità del partito”.

Franceschini: “Continuerò a servire il partito”“Ora al partito serve forza e unità”. “Ora diventa irreversibile l’elezione del segretario del Pd attraverso le primarie”. “Questo non è un momento di delusione, è una serata di festa per tutti, perché ha vinto il Pd” “Gli ho telefonato e gli ho dato atto di questo riconoscimento”.
Franceschini ha sottolineato come non fosse giusto “per il partito, per voi aspettare di vedere se ci sono due punti percentuali in più o in meno: il dato politico è che la scelta dei nostri elettori è quella di eleggere Pier Luigi Bersani nostro segretario”.
Bersani: “Dentro la vittoria di tutti c’è anche la mia”. “3 milioni di persone che hanno pagato due euro a testa per partecipare alle primarie è un grande risultato”. Lo ha detto il neo segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, parlando in conferenza stampa al Nazareno. Poi Bersani ha aggiunto: “Siamo orgogliosi di costruire il partito”. Questa è una grande vittoria di tutti, “elettori e militanti”. “Non so chi in italia sarebbe in grado di fare una cosa del genere”, ha aggiunto il neoleader del Pd, ribadendo che “chi fa un partito realizza la Costituzione, mette l’Italia all’altezza delle altre democrazie mondiali che non conoscono partiti col padrone ma fanno i congressi che scelgono il leader e poi si lavora tutti assieme”.
Marino: Nonostante non sia stato eletto segretario, Ignazio Marino è soddisfatto per il risultato delle primarie del Pd. “Se i dati saranno confermati, la nostra mozione è tra il 10 e il 20 per cento”, ha detto il senatore in una conferenza stampa alla sede del Pd. Oggi, ha sottolineato, “è un grandissimo giorno, un bellissimo momento per il Pd, ma anche per l’Italia”.
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