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Governo Berlusconi IV: quindicesimo mese

Governo Berlusconi IV: quindicesimo mese

Ignazio La Russa

La salma del caporalmaggiore Alessandro Di Lisio, rimasto ucciso in un agguato in Afghanistan, rientrerà probabilmente oggi in Italia (nel pomeriggio o in serata). Lo hanno riferito fonti del contingente italiano ad Herat. Intanto i tre militari rimasti feriti nell’esplosione dell’ordigno (il tenente Giacomo Donato Bruno, il primo caporal maggiore Simone Careddu e il primo caporal maggiore Andrea Maria Cammarata) sono stati trasferiti dall’ospedale militare di Farah a quello piu’ attrezzato di Kandahar. Anche i tre giovani rientreranno probabilmente a breve in Italia, ma per la partenza si attende il ‘via libera’ dei medici. I tre comunque, confermano le fonti a Herat, non si trovano in pericolo di vita. Mentre dalla maggioranza il portavoce del Pdl Daniele Capezzone invitava tutti a non «speculare», a rinfocolare la polemica è stato il deputato radicale Maurizio Turco che in questi giorni ha dato vita al “Partito dei diritti della truppa”. Stavolta il ministro della Difesa Ignazio La Russa non ha potuto che ammettere la necessità di «un’ ulteriore riflessione sui mezzi e sulle attrezzature», come sulla possibilità di un diverso impiego dei Tornado sinora impegnati solo in operazioni di ricognizione. A stemperare le voci critiche si sono susseguite numerose, com’ è ovvio, le espressioni di cordoglio. A partire da quelle del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha ribadito «l’ importanza della missione di pace in Afghanistan per la stabilità di un’ area strategica», e del capo dello Stato Giorgio Napolitano persuaso della necessità di «portare avanti quest’impegno nell’ interesse di ciascun Paese esposto al terrorismo».

Prima una pagina intera sull’International Herald Tribune in cui dice che la democrazia in Italia è in pericolo a causa della legge Alfano sulle intercettazioni telefoniche; poi nel giro di 24 ore invia una lettera a The Guardian in cui Antonio Di Pietro si scusa per l’Italia per la reazione di Berlusconi e Frattini sulla notizia data dal quotidiano che l’Italia poteva uscire dal G8.

Approvazione definitiva del ddl Energia contenente anche misure per il ritorno al nucleare in Italia. Le opposizioni escono dall’aula al momento del voto. Oggi è stata scritta un’altra pagina nera: il governo Berlusconi ha imposto agli italiani il ritorno al nucleare attraverso il disegno di legge sviluppo, approvato in via definitiva al Senato. Questa proposta oscena era stata già respinta dai cittadini, attraverso un referendum, nel 1987. Insomma, mentre Obama va avanti con la sua politica verde, il nostro governo ha fatto fare al nostro Paese un passo indietro spaventoso, mettendo a rischio la salute e la sicurezza dei cittadini, al sol fine di rimpinguare le casse di pochi imprenditori senza scrupoli e di assoggettarsi alle lobby del nucleare.

Il Senato approva (con 155 sì,12 no e 103 astenuti) il Rendiconto generale del Bilancio dello Stato. Viene inoltre approvata (con 154 sì, 111 no e 2 astenuti) la Legge di assestamento del Bilancio. La Camera approva in via definitiva (con 247 sì, 200 no e 3 astenuti) il Rendiconto generale del Bilancio dello Stato. Viene inoltre approvata in via definitiva (con 240 sì, 190 no e 4 astenuti) la Legge di assestamento del Bilancio.

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