Economia

Tremonti rivede le previsioni nel 2009 crolla il Pil: -4,2%

Tremonti rivede le previsioni nel 2009 crolla il Pil: -4,2%

Giulio Tremonti

Non c’ è un cifra che vada per il verso giusto: scende il Pil, sale la disoccupazione, cresce il debito e aumenta la pressione fiscale. Va detto che se l’ Italia è messa così il resto dell’ Europa non sta meglio, ma letti in fila, nero su bianco, i dati sull’ andamento dei conti pubblici forniti dal Tesoro nella Relazione Unificata sull’ Economia lasciano poco spazio all’ ottimismo. E’ vero che da più parti si pensa che il fondo sia stato toccato, ma anche chi vuol vedere rosa deve ammettere che per quest’ anno non c’ è nulla da fare: staremo con entrambi i piedi nella crisi. Poi, dal 2010, si faranno piccoli passi verso un soffio di ripresa (dal meno 4,2 per cento di quest’ anno il Pil passerebbe al più 0,3). Il Tesoro assicura che, nel momento in cui la tendenza s’ invertirà, ci faremo trovare pronti. «La crisi rappresenta un’ opportunità di cambiamento e sviluppo – precisa – superata l’ attuale fase di difficoltà della domanda mondiale, l’ economia italiana potrà contare su una base più solida per la sua ripresa». Uno zoccolo duro, ricorda, formato da un sistema bancario «meno vulnerabile» rispetto a quello di altri paesi e sul fatto che le famiglie italiane sono «meno indebitate rispetto alla media dell’ area euro». Detto questo, se si torna ai numeri, la situazione è nera. Nei giorni scorsi il governo ha invitato alla fiducia e all’ ottimismo e poche settimane fa ha accusato Confindustria di sparare cifre da «corvo» nero (quando gli industriali fermavano il Pil a «meno oltre 2,5»), ma ora i numeri parlano chiaro.

Berlusconi è convinto che la crisi sia soprattutto di natura «psicologica», pure se, riferendosi alle parole del pontefice, ammette che l’ emergenza c’ è. «Il Papa ha detto che la crisi lo preoccupa – ha specificato Non credo che si debba addossare la responsabilità di intervenire su questioni economiche. E’ giustamente preoccupato per l’ aumento della fame nel mondo, come siamo preoccupati anche noi». In ogni caso- dice- «sono stato alla Fiera del mobile e mi hanno detto che stanno ripartendo gli ordinativi». Di fatto la realtà rappresentata nella Relazione è questa: il Prodotto interno lordo, per il 2009, è stato rivisto al meno 4,2 per cento. Aumenta il debito pubblico: dal 105,8 per cento del Pil del 2008 si arriverà al 114,3 del 2009, al 117,1 del 2010 al 118,3 per cento del 2011. Lievita il rapporto fra deficit e Pil: dal meno 2,7 dell’ anno scorso al 4,6 del 2009. Si perdono posti di lavoro: l’ occupazione scenderà del 2,6 per cento e si spera che i 9 miliardi di fondi per gli ammortizzatori sociali già stanziati dal governo possano limitare il disagio sociale (la disoccupazione dovrebbe attestarsi sull’ 8,6 per cento). Inoltre, al di là della flessione delle entrate tributarie meno ,7 per cento – la pressione fiscale, dal 42,8 per cento dell’ anno scorso salirà nel 2009 al 43,5 per cento. Più tasse, insomma, e meno ricchezza. Il quadro non è una sorpresa, visto che le stime di Fmi e Ocse già avevano anticipato le tendenze, e va letto in un contesto di crisi globale, ma – contesta l’ opposizione – si doveva fare di più e soprattutto si dovevano dire le cose come stanno. «I dati mi preoccupano – ha detto Dario Franceschini leader del Pd – ma sono la conferma che è una cosa sbagliata dire che siamo già usciti dalla crisi, come è stato sbagliato averla negata per dei mesi». Ora, ha precisato, se ne esce «solo aiutando i deboli». A questo proposito, ribadisce Megale della Cgil «non si capisce perché il governo non abbia ancora convocato il tavolo sulla crisi». -1,9 % CONSUMI Secondo le stime del Tesoro gli acquisti delle famiglie nel 2009 caleranno dell’ 1,9 per cento

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