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Ddl sicurezza approvato, no alle ronde

Ddl sicurezza approvato, no alle ronde

Ddl sicurezza approvato, no alle ronde

Nonostante il parere contrario del Governo la Camera approva a scrutinio segreto (con 232 sì, 225 no e 12 astenuti) l’emendamento Franceschini (Pd) e Vietti (UdC) per sopprimere l’articolo 5 che portava da 60 a 180 giorni il tempo massimo di permanenza degli immigrati nei CIE.

Alla fine il decreto passa. Ma la retromarcia del governo sulle ronde e la secca bocciatura sull’esecuzione dell’espulsione degli immigrati fanno esplodere l’ira della Lega. Che infatti non parteciperà al voto finale. Insomma, il Carroccio, che della sicurezza fa uno dei suoi temi forti, deve incassare, nella stessa giornata, il doppio stop alla Camera di due norme che considerava vitali: le ronde e la permanenza dei clandestini nei Cpt. Le prime vengono stralciate dal decreto, la seconda viene cancellata grazie al voto di alcuni parlamentari della maggioranza che si schierano con l’opposizione. Troppo per Bossi e soci che danno libero sfogo alla rabbia e chiamano in causa il premier: “Berlusconi garantisca per le scelte di governo”. Una minaccia, neanche tanto velata, alla tenuta dell’esecutivo.

Fortemente volute dal Carroccio e altrettanto fortemente contestate dall’opposizione e criticate dal Csm e dai sindacati di polizia, le ronde sono state stralciate dal decreto. Il governo, infatti, davanti all’ostruzionismo dell’opposizione, ha accettato di farle confluire nel disegno di legge sempre in materia di sicurezza all’esame della Camera. Soddisfatta l’opposizione. Che, poco dopo, incassa un nuovo successo. L’aula infatti approva, a scrutinio segreto, gli emendamenti del Pd e dell’Udc al decreto che sopprimono l’articolo del testo sull’esecuzione dell’espulsione degli immigrati. Gli emendamenti, che mirano alla soppressione dell’articolo 5 del decreto legge, che aumentava a 180 giorni il tempi di permanenza nei Cpt degli immigrati, passano con 232 voti a favore, 225 contrari e 12 astensioni (compresi alcuni dipietristi, cosa che ha scatenato l’irritazione del Pd). Diciassette parlamentari del Pdl votano con l’opposizione e il Carroccio insorge: “E’ un tradimento”.

La Lega è furiosa e il ministro dell’Intero Roberto Maroni alza i toni: “Sono furibondo. Dal 26 aprile dovremo rimettere in libertà 1.038 clandestini”. Poi la secca chiamata in causa del premier: “Intervenga, serve il suo impegno per le scelte del governo. Per due volte le nostre iniziative sono state smentite dal voto dei franchi tiratori. Chiederò a Berlusconi di farlo lui, perchè evidentemente io non riesco a farlo e lo ammetto. O ci riesce il presidente del consiglio o dovrò prendere atto che sull’immigrazione clandestina la maggioranza, o una parte di essa, non la pensa così severamente come la pensiamo noi”.  Ma le parole di Maroni non piacciono al Pdl. “Nessuno scagli la prima pietra, nessuno faccia il primo della classe, bisogna rimediare prima che sia troppo tardi, questo provvedimento è necessario” dice Ignazio La Russa – Semmai bisogna cercare di capire chi siano stati i 12 franchi tiratori e parlargli in separata sede. Piuttosto che lamentarsi bisogna adesso cercare di rimediare”.

Soddisfatta, ovviamente, l’opposizione. “Questo voto conferma che c’è una parte della maggioranza per cui conta l’adesione alle regole della civiltà del nostro Paese e che non si lascia dettare l’agenda dalla Lega” commenta Antonello Soro, capogruppo del Pd. Per l’ex segretario Walter Veltroni è “una vittoria della ragione”, mentre l’atteggiamento dell’Idv è “sconcertante”.

Tornando alle ronde, da punto di vista tecnico, sarà un emendamento della commissione a cancellare dal decreto sicurezza la norma. Le norme poi verranno molto probabilmente inserite in un disegno di legge di cui il governo chiederà l’esame quanto prima già nella riunione dei capigruppo prevista per questo pomeriggio.  “Tolta la demagogia delle ronde, ora ci si può concentrare sulla sicurezza dei cittadini, cioè avere più forze dell’ordine sulle strade e trovare le risorse necessarie. Su questo noi del Pd siamo pronti a collaborare” dice Dario Franceschini. “Siamo molto soddisfatti – sostiene Michele Vietti dell’Udc – che il governo abbia cambiato parere su una nostra proposta molto ragionevole. Grazie al nostro ostruzionismo salta un macigno e ora siamo impegnati nell’accelerare l’esame del testo”.

Governo battuto per la seconda volta oggi in aula alla Camera: l’assemblea, con 165 voti a favore, 157 contrari e un astenuto, ha infatti approvato una mozione del Pd sulle banche e le fondazioni su cui l’esecutivo aveva espresso parere contrario. Il testo del Pd, che impegna il governo a dare piena attuazione alle norme anticrisi relative alle banche e al credito, è stato approvato nonostante il parere negativo. I deputati della Lega non erano in Aula al momento del voto.

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