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Alla mia età

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Alla mia età

Tiziano Ferro è partito da centoundici chilogrammi ed è arrivato ad essere il beniamino di migliaia di ragazze. È un giovane cresciuto nella provincia ed è vissuto a Londra e Città del Messico. È un artista nato per soddisfare il palato facile delle nuove generazioni ma che riesce a coinvolgere nomi illustri della musica d’autore italiana come Franco Battiato e Ivano Fossati. Potrebbe sembrare un artista poco coerente e un affabulatore di masse ma, ascoltando il suo ultimo lavoro, quello che emerge immediatamente è proprio la coerenza con la quale questo ragazzo è riuscito a portare avanti la sua arte. Molte volte coerenza e lealtà intellettuale vengono attribuite, in modo superficiale, solamente ad artisti “squattrinati”, senza prendere in esame musicisti che riescono a vendere cinque milioni di copie in sette anni in tutto il mondo ed uscire con un album contemporaneamente in quarantadue paesi diversi. Il percorso di Ferro risulta chiaro e limpido, tanto da farti venire un sorriso ripensando a quel ragazzo di ventuno anni che cantava “Xdono” e che adesso riesce a gettare nei suoi testi tutte le sue incertezze, come un uomo cresciuto troppo in fretta e che genera la propria forza dalle personali debolezze. Già dal singolo che da il titolo all’album, Alla mia età, viene fuori la voglia di creare un lavoro autobiografico, un disco che parlasse di esperienze, prospettive e riflessioni personali, in grado di essere condivise a apprezzate non solo dai fans di Moccia ma anche da chi ama ascoltare musica impegnata e intelligente. Pur mantenendo il proprio personalissimo stile, con sonorità r’n’b che riescono a dare un respiro internazionale ad ogni composizione, in questo lavoro non trovano più spazio soltanto singoli danzerecci come “E Raffaella è mia” o il più datato “Rosso relativo” – anche se qui è la volta di La traversata dell’estate (omaggio ad “Un’estate al mare di Battiato-Giuni Russo) e Per un po’ sparirò – ma prevalgono sonorità più cupe e riflessive. Ascoltando Il tempo stesso sembra d’apprezzare un testo esistenziale del “maestro” Battiato e invece sono parole di Tiziano, Indietro può apparire una composizione scritta apposta dall’artista latinense per Giusy Ferreri e solo dopo ci si accorge che è un testo di Fossati. La crescita di Tiziano Ferro spiazzerà molti, ma quel che è certo è che oggi ci troviamo di fronte ad uno degli autori più interessanti del pop italiano di nuova generazione.

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