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Ddl Energia approvato alla Camera. L’Italia torna al nucleare.

Ddl Energia approvato alla Camera. L'Italia torna al nucleare.

Ddl Energia approvato alla Camera. L’Italia torna al nucleare.

La Camera approva (con 232 sì, 164 no e 7 astenuti) il ddl Energia, contenente anche misure per il ritorno al nucleare in Italia.

L´attualità ci pone di fronte a una profonda crisi economico/finanziaria che a ben vedere ha strette connessioni con la crisi energetica ed ambientale da tempo in atto.
In questo nuovo scenario occorre quindi collocare la proposta di un ritorno all´energia nucleare, proposta che ora deve fare i conti con il problema dei reali ed elevatissimi costi complessivi, e quindi della non sostenibilità economica, dell´opzione nucleare.

Per contro c´è la tesi portata dai più abili sostenitori del nucleare che merita il dovuto approfondimento, ed è l´argomentazione secondo cui se vogliamo ridurre sensibilmente le emissioni di CO2, è necessario ricorrere tanto al nucleare, come alle fonti rinnovabili ed al risparmio energetico. In altri termini le rinnovabili ed il risparmio non sarebbero sufficienti ad ottenere risultati significativi sul versante della riduzione delle emissioni.

Se è vero che il potenziale dell´energia solare è talmente elevato che un quadrato di 50 km di lato consentirebbe di coprire i fabbisogni nazionali (Rubbia), occorre però verificare non il potenziale teorico, ma quello realmente fattibile in tempi medio brevi, entro 10 anni quindi, considerando infatti che tutte le stime concordano nel prefissare tempi medio lunghi (tra i 10 ed i 20 anni) per un eventuale forte ricorso al nucleare.

Guardando alla realtà di questa regione, la Toscana, vi sono alcuni recenti studi e realizzazioni che sono la prova provata di come si sia, (colpevolmente?) grandemente sottostimato il reale potenziale delle energie rinnovabili, a partire da quello dell´energia eolica, la più competitiva dal punto di vista economico (fatto non secondario con l´aria che tira!), che è pure quella che fornisce energia elettrica in grandi quantità (insieme all´idroelettrico comunque oramai fin troppo sfruttato, e a una ambientalmente ben più problematica geotermia).

Il Piano energetico della Provincia di Firenze ha analizzato tutte le aree con un buon potenziale eolico, scartando tutte quelle situate in aree protette e/o con vincoli importanti: il risultato di questa drastica selezione, e quindi parlando solo di siti senza significative controindicazioni ambientali, ci dice che nella sola Provincia di Firenze si possono installare circa 500 MW eolici, più che sufficienti per soddisfare i fabbisogni di circa 1 milione di persone, valori quindi che per una sola provincia sono di assoluto rilievo.

Un nuovo scenario si apre poi con una realizzazione concreta, l´impianto eolico di Pontedera inaugurato da un mese circa, posto tra l´area industriale dove risiede pure la Piaggio e la vicina discarica, centrale eolica che quindi è ben visibile e ben vista un pò da tutti: la stessa Italia Nostra, che ha sempre osteggiato gli impianti eolici, in questo caso ha dichiarato che «Italia Nostra non ha preclusioni per gli impianti localizzati in aree industriali (quelle vere, non le aree agricole trasformate per l´occasione in aree industriali) e non ha mosso obiezioni all´impianto di Pontedera». (Mariarita Signorini e Fabio Tinelli gruppo lavoro energia Italia Nostra nazionale).

Non occorre allora scomodare le mappe eoliche come quella del Cesi ricerche e Università di Genova, ma basta solo un po´ di buon senso per capire che se vi è sufficiente vento a Pontedera, cioè a circa 30 km dal mare, ve ne è a maggior ragione lungo tutta la pianura costiera tirrenica della Toscana, pianura puntellata da grandi zone industriali, discariche, come pure infrastrutture della grande viabilità autostradale e ferroviaria, e quindi in aree dove non sarebbero certamente le turbine eoliche a segnare negativamente il paesaggio (anzi …), o ad aumentare il livello di rumore (basta sostare sotto le turbine di Pontedera x rendersene conto).

Una prima stima del potenziale di queste aree industriali e con infrastrutture viarie, ci permette di valutare in circa 825 il numero di turbine da 3 MW installabili in pochi anni in questa fascia costiera di oltre 200 km, per un totale di 2.476 MW. In definitiva il reale potenziale eolico nelle sole zone industriali e in aree ambientalmente non delicate, protette e vincolate, è allora di prima grandezza, e rappresenta una reale alternativa al nucleare.

La Regione Toscana, che si è posta il modestissimo obbiettivo di 270 nuovi MW eolici da installare entro il lontano 2020, è allora chiamata, a 20 anni dal referendum sul nucleare, a passare dalle enunciazioni alle scelte vere. Ed infatti o ci si dichiara disposti ad ospitare una centrale nucleare, oppure si avvia un percorso trasparente e partecipato per realizzare un piano alternativo al nucleare, con tanto di bandi pubblici per coinvolgere le aziende del settore eolico (così da far produrre le turbine in regione e creare nuova occupazione), che in molto meno di 10 anni sono assolutamente in grado di concretizzare tale obbiettivo: installare 825 turbine (come e meglio di quanto sia stato fatto nel sud italia), e cioè almeno 2500 MW eolici in zone industriali e di fianco alle grandi infrastrutture (senza precludere l´eolico in altre aree non protette e vincolate), insieme naturalmente al risparmio energetico e alla “solarizzazione” dell´edilizia, a partire da quella pubblica.

Questa è la vera alternativa al nucleare e, nel futuro, al petrolio che si esaurirà. Se non si imbocca oggi questa strada non usciremo da una crisi ambientale, energetica ed economica/finanziaria che non ha paragoni nella storia recente (e non), mentre la scelta del nucleare è un vero e proprio vicolo cieco che però ha troppi sostenitori, e non solo nel governo Berlusconi.

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