Europa

E’ morto Joerg Haider

Joerg Haider

Joerg Haider

E’ morto a cento all’ ora, correndo come aveva vissuto: voleva tornare più in fretta a casa, e nel buio della notte la strada lo ha inghiottito. Joerg Haider, fondatore della destra radicale austriaca e massima star dei nazionalpopulisti di tutta Europa, è deceduto nelle prime ore del mattino di ieri in uno spaventoso incidente d’ auto al volante della sua potente auto di servizio. E adesso, anche tra forti critiche e prese di distanze, tutti, anche gli avversari, s’ inchinano a lui. Adesso che se n’ è andato, tutti scoprono in lui l’ austriaco più famoso del mondo. Silenzio, strade vuote, volti taciturni: così la piccola, prospera Klagenfurt che lui, governatore della Carinzia, guidava col consenso, appariva oggi, colpita dalla notizia. Persino il tassista indiano che dall’ aeroporto mi conduce in città è triste: «Il razzismo è un problema, ma lui qui governava bene, incitava noi immigrati a integrarci». Tutto è accaduto in frazioni di secondo, poco dopo l’ una di notte. «L’ ho accompagnato di persona all’ auto, l’ ho salutato», racconta piangendo Stefan Petzner, il suo braccio destro. Cinquantotto anni ben portati, ipersportivo, Haider amava le auto veloci e potenti. Anche ieri sera guidava da solo la grossa, nera, Volkswagen Phaeton di servizio. Un’ auto ipertecnologica, a trazione totale, sicurissima, ma non gli è bastata a salvarsi. Ha puntato verso la valle del Baerenthal, verso il comune di Feistritz a Rosental. Questo weekend con la famiglia avrebbe dovuto festeggiare il 90mo compleanno di sua madre, che era giunta apposta dall’ Alta Austria dove lui era nato. Haider correva presso il villaggio di Lambichl, a circa dieci chilometri da Klagenfurt, quando, davanti al muso della sua Phaeton, si è trovato un’ auto più lenta. Ha spinto a tutto gas, ha sorpassato. «Tutto indica che abbia superato il limite di 70 orari», dice il capo della polizia di Klagenfurt, Ernst Friessnegger. La strada in quel tratto non offriva la minaccia di strette curve, il tempo era eccellente, ma l’ auto di Haider ha violentemente sbandato. è uscita di strada sulla destra, si è capovolta diverse volte, è andata a sbattere contro una siepe di tuie, poi contro un pilone di cemento armato, poi è tornata sulla carreggiata centrando un idrante. Gli urti violenti sono stati fatali, la pesante berlina è andata completamente distrutta. è stata la conducente dell’ auto sorpassata ad avvertire immediatamente la gendarmeria. Pochi minuti dopo i soccorritori sono giunti sul posto. Hanno aperto quel che restava della Phaeton, sono rimasti inorriditi. Haider aveva gravissime ferite alla testa e al torace, e un braccio troncato dalle lamiere. Hanno provato a portarlo in ospedale, ma è morto prima di arrivarci. Adesso, tutto l’ establishment austriaco che lui da decenni aveva sfidato da destra è sotto shock. «Era un politico di grandi doti e talento – ha detto il capo dello Stato austriaco, il socialdemocratico Heinz Fischer, suo avversario da una vita – era oggetto di grande approvazione ma anche di forti critiche».

Cordoglio anche dal cancelliere uscente, socialdemocratico, Alfred Gusenbauer. Secondo il leader dc-conservatore Josef Proell, «era molto diverso dagli altri politici, e ciò riscuoteva molto successo». Sconvolto il suo collaboratore Petzner, che è scoppiato ripetutamente in lacrime: «Grazie Joerg, ovunque tu ti trovi ora». Per Gerhard Doerfler, vice governatore di Carinzia, «il sole è scomparso dai nostri cieli». Persino il suo ex discepolo e rivale alla guida della destra radicale, Heinz-Christian Strache, ha elogiato «gli incredibili cambiamenti di cui è stato portatore». Strache era il suo vice alla guida della Fpoe, il partito liberale trasformato da Haider in forza nazionalpopulista. Lo aveva sfidato con una svolta a destra, Haider aveva reagito con una scissione moderata. Alle ultime elezioni i due partiti divisi avevano avuto un gran successo. Se ora si riunificheranno sotto Strache, saranno più o meno alla pari con socialdemocratici e democristiani. è una svolta possibile, forse destabilizzante per l’ Europa, certo un sogno che Haider ha avuto senza arrivare a vederlo da vivo. Adesso persino i media liberal lo rivalutano: «Era il simbolo dei problemi dell’ Austria, perché svegliava le speranze di tanta gente», scrive Der Standard, progressista. E aggiunge: «Certo non ce lo potevamo immaginare, lui sempre in corsa, a finire la vita da tranquillo pensionato».

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