Economia

In Cdm decreto salva banche, al Senato il Bilancio dello Stato

In Cdm decreto salva banche, al Senato il Bilancio dello Stato

In Cdm decreto salva banche, al Senato il Bilancio dello Stato

Il Senato approva in via definitiva (con 277 sì e 1 no) il Rendiconto generale del Bilancio dello Stato. Viene inoltre approvata in via definitiva (con 154 sì, 123 no e 1 astenuto) la Legge di assestamento del Bilancio.

Il governo vara un grande piano anti-crisi. Risorse illimitate, che saranno valutate caso per caso, sono pronte, nelle mani del Tesoro, per l’ eventuale salvataggio di banche in difficoltà e lo Stato assicurerà in prima persona la garanzia sui depositi dei correntisti italiani. Ieri, dopo una giornata di intense consultazioni, alle 20 e 45 il consiglio dei ministri, nel corso di una riunione lampo, ha varato il decreto legge che consente al Tesoro italiano di entrare, attraverso l’ acquisto di azioni privilegiate (dunque, senza diritto di voto) nel capitale delle banche drammaticamente sottocapitalizzate. Contemporaneamente al Fondo interbancario di garanzia dei depositi è stata aggiunta la garanzia del Tesoro in modo che possa far fronte con capienza illimitata ad eventuali, ma improbabili, default. Anche la Banca d’ Italia, chiamata a gestire le eventuali istruttorie per l’ applicazione del fondo salva-banche, farà la sua parte rendendo più morbide le garanzie di approvvigionamento di risorse finanziarie da parte degli istituti di credito. Tutto ciò nel giorno in cui le banche centrali hanno ridotto il costo del denaro e, soprattutto, la Bce ha modificato radicalmente il meccanismo delle operazioni di finanziamento al sistema bancario europeo rendendole «illimitate» e con un profilo temporaneo più lungo. Il piano di emergenza, che arriva dopo analoghe iniziative tedesche, spagnole, irlandesi e britanniche, è stato presentato ieri in tarda serata durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi alla quale, oltre al presidente del Consiglio Berlusconi hanno partecipato le massime autorità monetarie del paese: il ministro dell’ Economia Tremonti, il governatore della Banca d’ Italia Mario Draghi, il direttore generale del Tesoro Grilli. «Gli italiani – ha esordito Berlusconi – possono stare tranquilli, il sistema bancario italiano è assistito dalle più forti tutele mutualistiche, e a questo ora si aggiunge anche la garanzia dello Stato: gli italiani non devono neppure porsi la domanda “devo andare in banca a ritirare i miei risparmi?”. Non credo che il materasso possa essere una cassaforte migliore del sistema bancario». Parole rassicuranti anche dal ministro dell’ Economia: «Le banche italiane sono sufficientemente liquide e patrimonializzate», ha detto Tremonti e «nessuna banca fallirà». Le misure sono state messe in campo per predisporre strumenti nel caso fossero necessari ma al momento, questo il messaggio del governo e delle autorità monetarie, non lo sono. Il Tesoro entrerà nel capitale delle banche, ha specificato Tremonti, «solo se necessario», «temporaneamente», «in una logica di sostegno e non di nazionalizzazione». Sulla stessa lunghezza d’ onda si è espresso il governatore della Banca d’ Italia: «Il sistema bancario italiano è solido, ma i riflessi della crisi stanno arrivando anche da noi e quello che bisogna fare è mettere da parte le armi che si spera di non usare. E’ per prudenza che si è fatto il decreto», ha detto Draghi che ha giudicato positivamente la piccola rivoluzione nella gestione della liquidità interbancaria messa in atto dalla Bce. Tremonti, che oggi riferirà in Parlamento, ha anche accennato ai meccanismi di funzionamento del fondo salva-banche: se si presenterà il caso di una banca in difficoltà, ha spiegato il ministro dell’ Economia, l’ istituto si metterà in contatto con la Banca d’ Italia che valuterà la situazione e, in caso di necessità, attiverà il governo che entrerà nel capitale senza «diritto di voto», senza obiettivi di gestione e senza «fini di potere». Ma Tremonti ha voluto anche inserire un vago monito ai banchieri: «Non si da il denaro dei contribuenti a chi ha sbagliato». Maggiori preoccupazioni sono state espresse dal presidente del Consiglio per l’ andamento del mercato azionario. «Per la Borsa il discorso è diverso – ha detto Berlusconi – in questo momento si sta procedendo in modo diverso dalla crisi del 1929: allora i titoli che valevano 100 erano quotati 1.000 e dunque arrivò il crollo. Oggi è il contrario: ci sono società che valgono 1.000 e che il mercato stima meno di cento. Lo abbiamo visto stamattina con Enel, Eni o Mediaset…». Cauta la reazione delle opposizioni ispirata tuttavia al clima di emergenza. «E’ un provvedimento ragionevole, ma non sufficiente», ha detto Pierluigi Bersani, ministro ombra dell’ Economia del Pd che in giornata, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe avuto un colloquio con il ministro dell’ Economia Tremonti.

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