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Berlusconi abbraccia Abu Mazen: La pace è vicina

Berlusconi abbraccia Abu Mazen: La pace è vicina

Abu Mazen e Silvio Berlusconi

Il presidente palestinese Abu Mazen a Roma: una visita apparentemente di routine, che ha riservato all’ ospite il meglio dell’accoglienza politica italiana, ma senza produrre annunci roboanti o straordinari. Per Berlusconi «la pace in Medio Oriente non è mai stata così vicina, e l’ Italia è pronta a dare il suo contributo»; per Abu Mazen l’ Italia rimane un «partner determinante, solidale con la causa palestinese». E invece proprio in questa apparente normalità degli incontri romani del raìs palestinese sta la chiave di lettura di questo viaggio. Il governo Berlusconi in politica estera è partito con una poderosa svolta verso gli Stati Uniti e verso Israele, ma col passare delle settimane la svolta (che c’ è stata, ed è stata radicale) è stata ammorbidita e resa più accettabile anche per partner tradizionali dell’ Italia come i Paesi arabi avversari di Israele.

Nei suoi incontri romani con Napolitano, Berlusconi, Frattini, Prodi, D’Alema, Alemanno, il leader palestinese ha trovato la conferma di un interesse politico di tutta la classe politica italiana al Medio Oriente, un interesse che eventualmente è indebolito soltanto dalle incertezze della politica nazionale. Ieri a Palazzo Chigi Abu Mazen e Silvio Berlusconi hanno dato prova del buon rapporto tra le due parti. Il leader palestinese ha confermato che l’ Italia governata dal centrodestra «è importante per il processo di pace in Medio Oriente», e poi che «le posizioni dell’ Italia sono solide, a sostegno del popolo e dalla causa palestinese». Berlusconi ha esibito abbracci, baci ed elogi per il suo ospite, «Abu Mazen è una persona straordinaria, ha esperienza e pazienza. Io e lui siamo coetanei, due saggi vecchietti~». Il premier poi ha fatto sua una valutazione politica poco comune in questi mesi: «L’ accordo in Medio Oriente non è mai stato così vicino, io sono ottimista. Anche Bush lo è sulla possibilità di raggiungere un accordo entro la scadenza del suo mandato presidenziale».

L’ Italia, dice Berlusconi, è pronta a «spendersi con gli amici israeliani e palestinesi per arrivare entro la fine dell’ anno a un accordo che preveda sue stati». Abu Mazen, che ha invitato Berlusconi a Ramallah, ha fatto un accenno sulla possibilità di riprendere il dialogo con Hamas, che ormai da più di un anno controlla la Striscia di Gaza: per Abu Mazen il dialogo sarà possibile «se Hamas accetterà l’ iniziativa yemenita approvata al vertice di Damasco per la conciliazione interpalestinese». In serata Abu Mazen ha visto i leader del governo precedente, Romano Prodi e Massimo D’Alema. Con l’ ex premier che non ha resistito alla tentazione di una stoccata per l’ ottimismo esibito da Berlusconi: «Parlare di ottimismo in Medio Oriente mi sembra fuori posto, parlare di minor pessimismo mi sembra più corretto».

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