Europa

Sei mesi in Europa – 1mo semestre 2008

Cipro e Malta nell'Euro

Il premier maltese Lawrence Gonzi ritira i primi euro

Capodanno storico per Cipro e Malta che dalla mezzanotte sono entrate a far parte della zona euro. Sale così a 15 il numero degli Stati di Eurolandia e sono 320 milioni i cittadini europei che utilizzano la moneta unica, sui 495 milioni di abitanti dell’Ue. Nicosia e La Valletta erano preparate il debutto della moneta unica. Già da tempo le banche sono attrezzate per poter erogare le nuove banconote fin dalle prime ore del primo gennaio. E da diverse settimane sono stati distribuiti a imprese e consumatori kit per familiarizzare con la nuova valuta. Cosa resa possibile anche dall’obbligo, già da diversi mesi, di mostrare i prezzi in negozi e supermarket sia nella moneta locale che in euro.

A Malta il Partito nazionalista di Lawrence Gonzi si è riconfermato alle elezioni legislative per 1.500 voti e a notte fonda il partito laburista di Alfred Sant ha concesso la vittoria al partito nazionalista dopo che la commissione elettorale ha concluso lo scrutinio delle prime preferenze. Il Partito Nazionalista ottiene il 49,3%, il Partito Laburista il 48,8%.

Spagna, vince il Psoe

Spagna, vince il Psoe

Anche in Spagna ci sono state le elezioni politiche. Hanno rivinto il Psoe e Zapatero. Il Psoe vince con un chiaro margine le elezioni politiche ma l’opposizione popolare evita il tracollo sfiorando il 40 per cento dei voti. Nella Calle Ferraz, davanti alla sede socialista, l’ euforia esplode già alle otto della sera, quando le tv diffondono i primi exit poll che non lasciano spazio al dubbio: dopo una lunga campagna elettorale in cui si è arrivati più volte a prospettare un “pareggio tecnico”, Josè Luis Zapatero prende il volo. I socialisti ottengono 167 seggi contro i 155 dei popolari. I due partiti maggiori guadagnano consensi rispetto a quattro anni fa, accentuando la tendenza al bipartitismo del sistema politico spagnolo. L’ immediata conseguenza per il governo Zapatero, che esce confermato dalle urne, sarà una minore difficoltà a garantire la governabilità: pur non avendo ottenuto, come già nel 2004, la maggioranza assoluta, avrà bisogno dell’ appoggio di appena nove deputati esterni al partito per approvare le leggi. La concentrazione dei voti intorno ai due principali partiti si traduce in un tracollo per alcune formazioni politiche, in particolare della sinistra. Tra le priorità, quella che più interessa gli elettori spagnoli: “Nella prossima legislatura daremo un nuovo impulso all’economia, all’occupazione e alle politiche sociali”, sostiene Zapatero. Con Zapatero ha festeggiato la Spagna dei matrimoni gay, della lotta alla violenza contro le donne, dei divorzi più rapidi. Ma anche la Spagna che ha creduto nella possibilità di aprire un dialogo con l’Eta per mettere fine a una lunga stagione di attentati, l’ultimo venerdì a Mondragon. Una scommessa persa che ha incrinato la popolarità del primo governo Zapatero, ma che non è bastata, all’opposizione di Mariano Rajoy, per dare il benservito ai socialisti. Il leader dei popolari si è rassegnato a una seconda sconfitta, ma, evitando il tracollo del suo partito, riuscirà forse a non pagarne le conseguenze.

Ministre spagnole a Berlusconi: «Ci ha offeso»

Ministre spagnole a Berlusconi: «Ci ha offeso»

Grossa polemica tra Spagna e Italia. Commentando la cospicua presenza femminile nelle fila del nuovo governo spagnolo, Silvio Berlusconi ha commentato: «Il governo Zapatero ha una forte presenza femminile? Il presidente del consiglio se l’è voluta e ora dovrà guidarle…». Le ministre spagnole non hanno gradito e sono subito intervenute.  La titolare delle Infrastrutture, la socialista andalusa Magdalena Alvarez, ha definito «assolutamente inappropriati» i commenti del leader del centrodestra italiano Silvio Berlusconi. Alvarez ha detto anche di ritenere che le parole di Berlusconi siano «un’offesa» per tutti i cittadini. «Probabilmente non avrà mai questo problema, perchè molte donne non vorrebbero lavorare con un politico che pensa questo delle donne». Noi, ha aggiunto, «in molte non entreremmo mai in un governo presieduto da Berlusconi». I rapporti tra Spagna e Italia non vanno più bene da quando sempre in questo semestre, anche Berlusconi è ridiventato premier. Riferendosi agli arresti di massa – in soli sette giorni oltre 400 clandestini finiti in carcere – la vice di Josè Luis Zapatero ha tenuto a sottolineare la differenza tra la politica sull’immigrazione messa in atto da Madrid e quella del IV governo Berlusconi: «Il governo – intendendo il suo, quello di Madrid, ha detto il numero due dell’esecutivo, Maria Teresa Fernandez de la Vega, respinge la violenza, il razzismo e la xenofobia e, pertanto, non può condividere ciò che sta succedendo in Italia. La Spagna lavora a una politica dell’immigrazione legale e ordinata, che permetta il riconoscimento di diritti e doveri». Il presidente francese Nicolas Sarkozy, aveva precedentemente smentito entrambi. Prima di entrambe le elezioni aveva ha detto che Italia e Spagna volevano organizzare con la Francia espulsioni collettive di immigrati illegali. Il presidente francese felicitandosi per l’annuncio del primo ministro spagnolo Jose’ Luis Zapatero che ”non ci sarebbero state più regolarizzazioni massicce” dei clandestini, la stessa cosa annunciata anche del primo ministro italiano Romano Prodi ”15 giorni fa”.

Ci sono state, quindi, anche le elezioni in Italia e le ha vinte Silvio Berlusconi. Le elezioni sono state anticipate e sono state scaturite dalle dimissioni del guardasigilli Clemente Mastella prima (a seguito di un’inchiesta che coinvolgeva la moglie); e dalle dimissioni di Romano Prodi e di tutto il governo poi, una volta resosi conto che la scarsa maggioranza non poteva essere ricomposta e dopo essere stato sfiduciato dal Parlamento. La fiducia al quarto governo Berlusconi è stata abbondante e netta con 335 voti sì, 275 no e 1 astenuto. Il governo ottiene la fiducia al Senato con 173 sì, 137 no e 2 astenuti.

Mosca: visita di Angela Merkel

Angela Merkel e Vladimir Putin

Amministrative in Germania.  I democristiani del cancelliere Angela Merkel hanno subito una cocente sconfitta in Assia, la regione di Francoforte, sulla scia di un revival sociale che sta coinvolgendo tutto il Paese. Il partito socialdemocratico della signora Andrea Ypsilanti e il partito democristiano di Roland Koch, ministro-presidente del Land dal 1999, hanno raccolto rispettivamente il 36,7 e 36,8% dei suffragi. Per la Cdu, che ha perso 12 punti rispetto al 2003, è il peggiore risultato in Assia dal 1966. Ancor più sorprendente è il risultato ottenuto da Die Linke, il partito della sinistra radicale fondato da ex socialdemocratici ed ex comunisti. Per la prima volta il movimento politico supera il tetto del 5% dei voti e sembra quindi destinato a entrare nel Parlamento locale di un Land occidentale. La scena politica in Assia è talmente atomizzata che stando ai primi risultati né l’Spd, né la Cdu possono governare la regione con il loro partner tradizionale, rispettivamente i Verdi e i Liberali. Meglio per la Cdu della signora Merkel è andato il voto di domenica in Bassa Sassonia dove il partito potrà continuare a governare la regione insieme ai Liberali. Ma anche in questo land Die Linke, cavalcando il crescente desiderio di welfare state, ha messo a segno un successo senza precedenti, raccogliendo addirittura il 7,1% dei voti. Sul fronte nazionale, i risultati contribuiranno probabilmente a complicare ulteriormente i rapporti nella grande coalizione guidata dalla signora Merkel.L’alleanza è in evidente difficoltà dopo due anni al Governo e il mondo politico guarda già alle prossime elezioni del 2009.

Merkel in visita ufficiale in Russia ha dichiarato che per il nuovo presidente Medvedev tutte le porte saranno aperte in Germania. Il cancelliere ha aggiunto che Russia e Germania, ma in generale Russia ed Unione Europea “devono collaborare e trovare vie accettabili per lavorare insieme”. Il presidente uscente russo Vladimir Putin ha accolto il cancelliere tedesco Angela Merkel, primo leader straniero in visita a Mosca dopo le elezioni presidenziali russe del 2 marzo, che hanno visto il trionfo di Dmitri Medvedev. Il presidente uscente, che rimarrà in carica fino al 7 maggio, ha sottolineato che l’interscambio fra i due Paesi è cresciuto negli ultimi sei anni di tre volte e mezzo, superando i 50 miliardi di dollari.

Amministrative anche in Francia. Ssconfitta dell’Ump del presidente Sarkozy; ma non così nettamente come si prevedeva. A Parigi si riconferma il sindaco socialista Bertrand Delanoé, riconferma la strategia comune con i verdi e si rallegra per il risultato: “Questa gratitudine mi ricorda innanzitutto i miei doveri. Doveri nei confronti di Parigi, città per la quale voglio radunare tutte le energie.”

Battuta d’arresto anche per il primo ministro britannico, Gordon Brown, non intende dimettersi ed è convinto della capacità del Partito laburista di riprendersi dalla batosta subita nelle amministrative in Inghilterra e in Galles, la peggiore degli ultimi quarant’anni. Gordon Brown, che si ritrova un partito relegato al terzo posto dopo l’opposizione conservatrice e i liberaldemocratici, ha ammesso errori, ma ha sottolineato che il risultato è stato condizionato grandemente del rallentamento dell’economia registrato in tutto il mondo industrializzato. Brown ha assicurato che il partito sta mettendo «mattoni solidi» per la costruzione del futuro, soprattuto a sostegno delle famiglie operaie con aiuti per l’acquisto della prima casa. Il premier si è detto pronto al confronto con i Conservatori di David Cameron, grandi vincitori di questa consultazione, che sono riusciti con Boris Johnson a espugnare anche il comune di Londra, fino ad allora regno di Ken Livingston.

Pubblicitari francesi contro foto per campagna aids pro-gay

Pubblicitari francesi contro foto per campagna aids pro-gay

Direzioni alterne in Francia riguardo la lotta all’omofobia. Se la società sembra essere maturata; le istituzioni danno ancora un cattivo esempio.  L’Associazione dei Professionisti per una Pubblicità Responsabile si scaglia contro la campagna voluta dal governo contro la diffusione dell’Aids tra gli omosessuali. La causa? Foto troppo esplicita. “L’immagine di due uomini nudi su un letto infastidisce alcune persone in Francia. L’Associazione dei professionisti per una Pubblicità Responsabile ha censurato la campagna istituzionale contro la diffusione dell’Aids nella comunità gay perché la foto utilizzata nel manifesto è troppo esplicita”. La Francia è sempre stata all’avanguardia in termini di diritti civili e apertura culturale, non a caso si guarda ai Pacs come ad un modello da imitare. Ma i tempi cambiano anche per i cugini d’oltralpe e l’omofobia rischia di diffondersi a livelli impensabili fino a qualche anno fa. Piccata risposta dei pubblicitari francesi: “Questo genere di scrupoli non si hanno quando si tratta di coppie eterosessuali – ha dichiarato un portavoce dell’associazione Act Up Paris che si occupa di lotta all’Aids -. E’ un trattamento riservato alla comunità gay”. L’associazione ha preteso che la campagna andasse avanti sia sui media gay che sui maggiori mezzi di comunicazione e che l’Istituto Nazionale per la Prevenzione ed Educazione alla salute e il Ministero della Sanità condannino il veto emesso dall’Associazione dei pubblicitari. Organizzazioni gay e lesbiche hanno denunciato la tendenza della società a dosare i messaggi che hanno a che vedere con l’omosessualità e l’Hiv e come questi vengano regolarmente evitati per non ferire la sensibilità del pubblico. Il presidente Nicolas Sarkozy si comporta, invece diversamente. La Francia riconosce solo le unioni civili tra omosessuali; ma normalmente la Francia permette ai suoi cittadini di mantenere la doppia nazionalità, se ne acquistano un’altra per matrimonio. Così non è, però, nel caso dei matrimoni gay. Un uomo francese, Frederic Minvielle, si è sposato in Olanda con il suo compagno e si è visto ritirare il passaporto francese. Minvielle risulta ancora single per la Francia, ma visto che ha acquisito la nazionalità olandese deve perdere quella francese. Il 37enne, che ha votato proprio Sarkozy alle ultime elezioni, si professa cattolico e di destra, ma è indignato per il trattamento che gli è stato riservato. Le associazioni lgbt hanno preso le sue difese e denunciato che, da battistrada dei nuovi diritti con i Pacs approvati nel 1999, adesso la Francia è precipitata nelle retrovie, mentre paesi come Olanda Belgio e Spagna hanno introdotto il matrimonio stesso-sesso e persino la Gran Bretagna celebra le unioni civili.

Segni di distensione per Cipro. Il premier turco Erdogan ha ricevuto ad Ankara il ministro degli esteri greco Dora Bakoyanni, ed entrambe le parti, turca e greca, si sono dette ottimiste su una prossima soluzione della questione cipriota. L’isola è divisa in due dal ’74, da quando le truppe di Ankara ne hanno invaso la parte settentrionale in risposta ad un tentativo di colpo di stato greco. Cipro nord attualmente è riconosciuta solo da Ankara. Christofias, presidente greco -cipriota ha annunciato un incontro con la sua controparte turco-cipriota, Mehmet Ali Talat, entro fine mese e ha posto al riunificazione dell’isola come priorità per la sua presidenza. I colloqui di pace erano bloccati da 4 anni, da quando la parte greca ha respinto con un referendum un piano di riunificazione proposto dall’Onu.

Animalisti nudi contro pellicce

Animalisti nudi contro pellicce

Protesta in Spagna contro l’industria delle pellicce. Un centinaio di militanti di un’associazione per la difesa degli animali hanno protestato contro l’industria delle pellicce sdraiandosi nudi sul sagrato della cattedrale di Barcellona. Lo hanno constatato testimoni sul luogo. “Lo scopo dei partecipanti è di far prendere coscienza che non c’é niente di elegante nell’indossare pelli di animali, ma che è piuttosto un atto di grande crudeltà ed egoismo”, si legge in un comunicato dell’associazione animalista AnimaNaturalis. I manifestanti, più di 130, uomini e donne, si sono sdraiati nudi sui gradini della cattedrale nel capoluogo catalano con i corpi ricoperti di vernice rossa per evocare il sangue degli animali uccisi.

In occasione della giornata dei consumatori, Bruxelles ha consegnato il premio EU Consumer Champion. È il primo anno che Bruxelles indice questo concorso, per il quale gli stati membri sono stati invitati a indire concorsi nazionali per la miglior campagna informativa dell’anno. Il primo premio è andato alla Finlandia per un gioco web che insegna ai giovani consumatori quali sono i loro diritti e le loro responsabilità quando fanno acquisti on line. La responsabile dell’agenzia finlandese dei consumatori ha spiegato: “Si tratta di una campagna web informativa, non dà risposta ma aiuta a sollevare domande focalizzata sugli acquisti via web o telefonino e sui rischi che si possono correre”. Il commissario alla tutela dei consumatori, Meglena Kuneva ha inaugurato lunedî una pubblica rassegna di tutte le campagne nazionali presso la Galerie de la Reine a Bruxelles. Rimarrà aperta fino a martedì.

Hirsi Ali è minacciata di morte per le sue prese di posizione sul mondo islamico, ma l’Olanda si rifiuta di proteggere ulteriormente la propria concittadina. E’ stata invitata al Europarlamento dal gruppo dei socialisti che stanno raccogliendo firme in suo favore. L’euro deputato socialista francese Benoit Hamon dice che quando un cittadino europeo è minacciato di morte per ciò che ha detto, e il paese membro cui appartiene si rifiuta di proteggerlo, l’Unione europea deve provvedere alla sua protezione”. Ayaan Hirsi Ali recitava nel film di Theo Van Gogh per il quale il regista fu assassinato nel 2004. Una nota sul cadavere designava Ayaan come prossima vittima. “Non voglio morire, amo la vita e voglio vivere, dice. Faro tutto quanto è legale fare e credo che l’iniziativa dei socialisti francesi è meravigliosa, sono loro grata per questo”. Il governo olandese aveva messo a sua disposizione un appartamento, ma i vicini si ribellarono alla presenza dell’ex parlamentare, la quale si è trasferita negli Usa, dove il governo olandese ha smesso di pagarle la protezione del costo di 2 milioni di euro l’anno.

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