Economia

Governo Prodi II: ventiquattresimo mese


Il governo Prodi ottiene la fiducia alla Camera

Romano Prodi

Renato Schifani, esponente del Partito del Popolo della Libertà, che fa capo al premier in pectore Silvio Berlusconi, è stato eletto questa mattina alla presidenza del Senato della Repubblica. Il XVIII presidente è risultato eletto alla prima votazione, anche grazie alla votazione svolta a maggioranza assoluta. L’elezione, che di fatto costituisce il primo atto ufficiale della XVI legislatura, è stata presieduta da Giulio Andreotti, in qualità di senatore più anziano, dopo che Oscar Luigi Scalfaro e Rita Levi Montalcini avevano entrambi rifiutato di presiedere i lavori per problemi di salute.

Dopo tre fumate ieri, oggi finalmente la fumata bianca a Montecitorio. Gianfranco Fini, come da previsioni, del resto, è stato eletto come nuovo Presidente della Camera dei Deputati. A lui sono andate 335 preferenze, sulle 611 dei presenti a momento del voto. Un lungo applauso, proveniente dalle file del Popolo della Libertà, ma non solo, anche dall’opposizione, ha accompagnato la proclamzione del leader di Alleanza Nazionale.

Vannino Chiti, Rosy Bindi ed Emma Bonino si dimettono dalla carica di ministro. È un atto dovuto, conseguente alla loro elezione, alla vicepresidenza del Senato (Chiti e Bonino) e della Camera dei Deputati (Bindi). La sera stessa le dimissioni del governo vengono accettate dal Presidente della Repubblica.

Spumante, supplì e pizzette. E l’ immancabile citazione della bicicletta. «Grazie per il lavoro che avete fatto. – dice Romano Prodi ai suoi ministri -. I meriti di questo governo verranno fuori a distanza. Come nelle gare ciclistiche». E’ il saluto con brindisi del presidente caduto nel suo ultimo giorno di governo. Mentre Berlusconi scriveva le ultime righe della propria squadra, il premier sconfitto ha radunato i suoi ministri a Palazzo Chigi. Tutti e 25, quattro in più del successore, in una coalizione segnata anche dal numero di pagine di Programma (281) e di incarichi (101 fra ministri e sottosegretari). Ma ieri mattina non ci sono stati rimpianti. Mini-festa di addio, con molti usciti non solo dalla stanza dei bottoni ma anche dal Parlamento. Strade politiche da tentare di reinventare. «Il mio futuro è ancora assolutamente da disegnare. Però può anche darsi che non ci sia» dice un Prodi che non parla più di fare «il nonno a tempo pieno» ma si trova molte strade ormai sbarrate, anche fuori Italia, dal trionfo del centrodestra.

Ha suscitato forti polemiche e reazioni anche opposte la pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi del 2005 di ogni cittadino italiano sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate. Il vice-ministro uscente Vincenzo Visco difende la scelta, poiché già del 1973 le dichiarazioni dei redditi sono pubbliche e consultabili (su formato cartaceo). La pubblicazione è stata sospesa prima per l’enorme numero di accessi al sito, che si è inceppato, poi per decisione del Garante della Privacy.

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