Parlamento

Bindi, Chiti e Bonino eletti alla vicepresidenza dei due rami del Parlamento si dimettono un giorno prima

Bindi, Chiti e Bonino eletti alla vicepresidenza dei due rami del Parlamento si dimettono un giorno prima

Rosy Bindi, Vannino Chiti e Emma Bonino

Vannino Chiti, Rosy Bindi ed Emma Bonino si dimettono dalla carica di ministro. È un atto dovuto, conseguente alla loro elezione, il giorno prima, alla vicepresidenza del Senato (Chiti e Bonino) e della Camera dei Deputati (Bindi). La sera stessa le dimissioni del governo vengono accettate dal Presidente della Repubblica.

Vannino Chiti vicepresidente del Senato, Rosy Bindi vice della Camera. I due politici toscani sono stati eletti ieri, nella quota che spetta alle opposizioni, negli uffici di presidenza dei due rami del Parlamento. «Nell’ impegno che sono chiamato a svolgere c’ è continuità con il lavoro svolto in questi ultimi due anni, perché i temi delle Riforme sono materie non soltanto del governo ma anche del Parlamento», ha detto Chiti. «Penso in particolare alla differenziazione di ruolo tra Camera e Senato, che deve avere come riferimento fondante il ruolo delle Regioni e delle Autonomie, alla riduzione del numero dei parlamentari, all’ ampliamento del ruolo del presidente del Consiglio e alla legge elettorale, sia per le elezioni europee che per le politiche. Ci sono questioni che la maggioranza non può affrontare da sola, ma per le quali serve il contributo dell’ opposizione. Su questi temi ci sarà una continuità di impegno». Chiti era uno dei nomi più autorevoli che circolavano negli ambienti politici in previsione delle prossime amministrative. Ma sembra improbabile a questo punto che Chiti possa davvero decidere di entrare nell’ agone fiorentino abbandonando a Roma un seggio di prestigio in Senato. Alla vicepresidenza della Camera è stata eletta Rosy Bindi, in predicato nei giorni scorsi anche per la poltrona di presidente del Pd. «Ringrazio tutti i parlamentari che mi hanno votato e sento una grande responsabilità», ha detto. «Il Parlamento è il cuore della nostra democrazia, rappresenta tutti gli italiani e il nostro compito è prima di tutto quello di restituire ai cittadini fiducia nelle istituzioni. Dedico la mia nomina a tutte le donne e in particolare alle ragazze più giovani che si affacciano all’ impegno della vita e del lavoro perché si sentano forti e fiduciose delle loro possibilità. Ai giovani e alle donne dobbiamo un’ attenzione speciale e mi auguro che questa legislatura si faccia davvero carico delle loro attese e delle loro speranze».

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