Centrosinistra

Prodi, brindisi prima dell’addio. Verremo fuori alla distanza

Prodi: governerò 5 anni, ma per stabilità nuova legge elettorale

Romano Prodi

Spumante, supplì e pizzette. E l’ immancabile citazione della bicicletta. «Grazie per il lavoro che avete fatto. – dice Romano Prodi ai suoi ministri -. I meriti di questo governo verranno fuori a distanza. Come nelle gare ciclistiche». E’ il saluto con brindisi del presidente caduto nel suo ultimo giorno di governo. Mentre Berlusconi scriveva le ultime righe della propria squadra, il premier sconfitto ha radunato i suoi ministri a Palazzo Chigi. Tutti e 25, quattro in più del successore, in una coalizione segnata anche dal numero di pagine di Programma (281) e di incarichi (101 fra ministri e sottosegretari). Ma ieri mattina non ci sono stati rimpianti. Mini-festa di addio, con molti usciti non solo dalla stanza dei bottoni ma anche dal Parlamento. Strade politiche da tentare di reinventare. «Il mio futuro è ancora assolutamente da disegnare. Però può anche darsi che non ci sia» dice un Prodi che non parla più di fare «il nonno a tempo pieno» ma si trova molte strade ormai sbarrate, anche fuori Italia, dal trionfo del centrodestra. Si è cercato di parlare più del futuro che del passato, nell’ addio di Palazzo Chigi. Capannelli di ministri. Clima sospeso. Voglia generale di allontanare l’ indeterminatezza con reciproche dimostrazioni di affetto. Giuliano Amato, come decano, ha ringraziato l’ ormai l’ ex premier per il lavoro, il clima, la tenacia. Nessuna lacrima, mentre arrivava anche Walter Veltroni, a pranzo da Prodi per una chiacchierata pure quella sul da farsi. Altre feste, anche se vari ministri – Prodi in testa – non hanno gradito che l’ attività del governo sia stata pochissimo spesa (anzi…) nella campagna elettorale del segretario del Pd. Addio e lunghi confronti per il futuro. «Mi sento come ieri e come spero di sentirmi sempre» dice a sera Prodi, che oggi pomeriggio «consegnerà» il Palazzo a Berlusconi. Passeggiata per il centro di Roma, con aperitivo. Una signora elegante lo attacca per le tasse, un elettore dell’ Ulivo gli stringe la mano e gli dice: «Però tutte quelle discussioni». «E’ andata come è andata» risponde lui. Bimbi ed adulti gli fanno qualche foto in Piazza Navona. Mentre a due passi una grande folla aspetta Berlusconi che sta andando al Senato da premier appena incaricato.

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