Schifani è il nuovo Presidente del Senato

Schifani è il nuovo Presidente del Senato
Schifani è il nuovo Presidente del Senato
Renato Schifani

Renato Schifani, esponente del Partito del Popolo della Libertà, che fa capo al premier in pectore Silvio Berlusconi, è stato eletto questa mattina alla presidenza del Senato della Repubblica. Il XVIII presidente è risultato eletto alla prima votazione, anche grazie alla votazione svolta a maggioranza assoluta.

L’elezione, che di fatto costituisce il primo atto ufficiale della XVI legislatura, è stata presieduta da Giulio Andreotti, in qualità di senatore più anziano, dopo che Oscar Luigi Scalfaro e Rita Levi Montalcini avevano entrambi rifiutato di presiedere i lavori per problemi di salute.

Senato: elezione Schifani
Senato: elezione Schifani

Al termine della chiama, ovvero la votazione che vede presenti tutti i senatori, compresi quelli a vita, è cominciato lo scrutinio. Da subito è emersa la larga maggioranza del candidato del PdL e la decisione delle opposizioni del PD e dell’UDC di votare scheda bianca. Emma Bonino, leader radicale – protagonista di un botta e risposta con il presidente provvisorio Andreotti dopo la comunicazione di questa di voler presentare la sua candidatura alla presidenza, candidatura di fatto rifiutata dal senatore a vita in applicazione del regolamento del Senato – ha ottenuto 13 voti.

Il nuovo presidente, Schifani, ha ottenuto 178 voti, 4 in più di quelli a disposizione dei partiti costitutivi della maggioranza parlamentare. Centodiciassette le schede bianche.

Alla fine dello scrutinio, Andreotti ha sospeso momentaneamente la seduta per permettere al neo-eletto presidente di prendere posto sullo scranno presidenziale. In un lungo discorso introduttivo, spesso interrotto da applausi bipartisan, Renato Schifani ha parlato della sicurezza, delle cosiddette questioni settentrionali e meridionali, ma ha anche ricordato tutti gli eroi della patria, da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sino ai militari morti nella strage di Nassiriya. Ha poi garantito il suo impegno nel rispetto dei diritti di tutte le forze politiche, maggioranza e opposizione, per poi spronare l’aula sulla necessità di riforme condivise e necessarie.

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