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Il caos di Caparezza

Il caos di Caparezza

Il caos di Caparezza

Dal punto di vista umano è difficile non apprezzare Caparezza. E’ un personaggio simpatico ed intelligente. Un artista che, talvolta con rabbia altre con ironia, racconta le cose come stanno, funzione che oggi sempre più spesso tocca a cantanti e comici anziché ai giornalisti. Ma questa è un’altra storia. Dal punto di vista musicale, invece, i lavori del cantante pugliese sono sempre stati grandi contenitori di diversi stili, densi di significato, rischiando a volte di sovraccaricare l’ascoltatore di suoni, parole e ritmi.

“Le dimensioni del mio caos” è il titolo del quarto album di Capa, presentato come un “fonoromanzo”, ovvero un romanzo sonoro diviso in 14 capitoli (i brani del disco), ispirati all’ultima parte del primo libro edito da Caparezza intitolato “Saghe mentali”. Personaggi principali di questo “racconto” sono lo stesso Caparezza, Ilaria (una hippie sessantottina catapultata nel 2008) e Luigi delle Bicocche (un muratore precario). Breve trama: spaccando una Stratocaster in onore di Jimi Hendrix e del 1968, Caparezza crea un varco spazio-temporale dal quale sbuca Ilaria, una giovane sessantottina che ben presto si adatta a tutte le futili manie dei giorni nostri e rifiuta di ritornare nella sua epoca. Allo stesso tempo il cantante si ritrova in Puglia (la sua terra) dove si sta costruendo una grande (ed inutile) opera. Qui fa la conoscenza del muratore precario Luigi delle Bicocche, vero eroe del nostro tempo.  Le storie, va notato, talvolta devono essere legate tra loro tramite collegamenti fin troppo fantasiosi; ma allo stesso tempo è inevitabile non dare atto a Caparezza di affrontare ancora una volta tematiche vive ed attuali come il pericoloso appiattimento delle coscienze e la sempre minore indignazione di fronte alle malefatte dei nostri giorni (in favore di tette, culi ed inutili suonerie), così come l’amore per la propria terra, splendida e felice, ma anche “stuprata” da contestabili opere e orde di incuranti turisti. Infine il tema caldo della sicurezza sul lavoro, del precariato, di chi combatte ogni giorno per diritti che dovrebbero essere naturali: lavorare ed arrivare alla fine del mese.

Proprio su questo scottante argomento è stato incentrato il primo singolo “Eroe (Storia di Luigi delle Bicocche)”, un rap diretto ed incazzato, sfumato dal rock e senza peli sulla lingua (“Stipendio dimezzato o vengo licenziato. A qualunque età io sono già fuori mercato. Fossi un ex SS 93enne lavorerei nello studio del mio avvocato”).  E la musica? Da questo punto di vista Caparezza, pur mantenendosi ben saldo alle radici rap, svaria dal rock alla taranta, passando per l’electro-pop. Il punto è proprio questo: con tanta carne al fuoco, le melodie passano quasi in secondo piano, schiacciate dal peso delle parole o dalla loro ironia. Michele Salvemini fa il cantante e questo potrebbe quindi essere un problema.  “Le dimensioni del mio caos” è allora un disco coraggioso, curioso e diretto, ma allo stesso tempo può risultare troppo denso, troppo carico o semplicemente troppo…lungo.

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