Governo

Napolitano incarica Marini. Governo per la riforma elettorale

Napolitano incarica Marini. Governo per la riforma elettorale

Franco Marini e Giorgio Napolitano

Giorgio Napolitano affida l’incarico di “esplorare” l’ipotesi di formare un governo finalizzato a raggiungere una convergenza sulla riforma della legge elettorale al Presidente del Senato, Franco Marini.

Tocca dunque a Franco Marini, presidente del Senato e seconda cari istituzionale della Repubblica, provare a fare un governo di breve durata col compito preciso di modificare la legge elettorale, in attesa di elezioni anticipate. L’ ha annunciato ieri pomeriggio al Quirinale Giorgio Napolitano, al termine della breve riflessione dopo le consultazioni. Per l’ esattezza, secondo quanto ha spiegato Napolitano al microfono, l’ incaricato ha il mandato di «verificare la possibilità di consenso su un preciso progetto di riforma della legge elettorale, e di sostegno a un governo funzionale all’ approvazione di quel progetto e all’ assunzione delle decisioni più urgenti in alcuni campi». E’ un ultimo tentativo, una novità istituzionale assoluta. Pochi minuti dopo le 17, al termine del piccolo corteo di corazzieri, commessi, funzionari e consiglieri, il capo dello Stato ha fatto il suo ingresso nel salone della Vetrata per dar conto delle motivazioni dell’ incarico a Marini.

Con una ricostruzione che corregge e aggiorna molte delle parole di propaganda che hanno accompagnato le consultazioni. Intanto in Parlamento, ha detto, si sono aperti «spiragli di dialogo tra le forze politiche per una modifica della legge elettorale vigente e di alcune importanti norme della Costituzione». Spiragli che non è il caso di lasciar cadere. La preoccupazione che ha spinto Napolitano a forzare le esitazioni di Marini verso un incarico nasce soprattutto da lì. Dal fatto che senza tali modifiche è impossibile realizzare «la necessaria stabilità politica ed efficienza istituzionale». In questo senso s’ è recentemente espressa l’ opinione pubblica e «significative rappresentanze del mondo economico e della società civile» (si riferisce a Confindustria, Confcommercio e alle stesse gerarchie vaticane). Una «modifica della legge elettorale è stata d’ altronde sollecitata attraverso una richiesta di referendum dichiarata ammissibile dalla Corte costituzionale», ha ricordato poco prima che le agenzie diffondessero le critiche della Consulta al “porcellum” Per questo Napolitano spiega d’ aver prospettato a tutti i consultati «l’ esigenza di una soluzione della crisi di governo che in tempi brevi dia almeno avvio agl’ indispensabili processi di riforma e a credibili impegni di più costruttivo e dialogo tra gli opposti schieramenti fruttuoso. Dialogo da me costantemente auspicato e obiettivamente necessario qualunque sia il risultato di nuove elezioni». Ecco perché è nato il “governo di scopo”, al massimo livello istituzionale, per ridurre le resistenze di alcuni partiti. Nulla a che fare coi “governi del presidente” del passato decennio. Anzi, semmai un governo “dei presidenti” fotografato nell’ icona di ieri al Quirinale che vede Marini al microfono e dietro di lui Napolitano. Un “governo istituzionale” al massimo livello. Finalizzato, con un’ investitura piena che ne sottolinea la complessità. Un mandato forte e molto ampio, che va ben oltre una semplice esplorazione affidata a una figura istituzionale di primo piano. Al termine delle sue consultazioni Franco Marini tornerà al Quirinale per riferire a Napolitano.

Tre possibili esiti: positivo, formando un governo che poi andrà alle Camere; oppure certificare la mancanza d’ ogni spazio e dunque prospettare a Napolitano l’ inevitabile scioglimento delle Camere; infine rinunciare, suggerendo al capo dello Stato la possibilità che qualcun altro possa farcela al suo posto. Del resto, come ha detto Marini ai microfoni della tv subito dopo aver accettato l’ incarico, «so bene che si tratta di un impegno non semplice, anzi gravoso perché so che nelle attese dei nostri cittadini c’ è un’ attenzione forte alla modifica della legge elettorale. Cercherò di stare nei tempi più brevi possibile». Le consultazioni cominciano oggi (con le associazioni degli imprenditori che hanno firmato per la riforma elettorale, i sindacati e il comitato referendario). All’ inizio della prossima settimana al massimo Marini scioglierà la riserva.

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