Romano Prodi si è dimesso

Romano Prodi si è dimesso

Romano Prodi si è dimesso
Romano Prodi

Il Senato nega la fiducia al governo: 156 sì, 161 no, un astenuto (ma al Senato l’astensione ha gli stessi effetti di un voto contrario). Decisivi i diniani e Mastella. Il discorso del premier: “L’Italia non può restare senza governo”. In serata Prodi ha presentato al presidente della Repubblica le dimissioni. I primi a salire il Colle saranno i presidenti di Camera e Senato. Berlusconi: “Al voto”. Veltroni contrario. Rissa in Aula tra esponenti dell’Udeur: Cusumano dichiara il suo sì al governo, e Barbato gli si scaglia contro.

Il premier Romano Prodi ha aperto il suo intervento al Senato ribadendo la solidarietà sua e del governo a Clemente Mastella contro il quale – ha detto – ci sono state “strumentalizzazioni che si sono moltiplicate con vergognoso opportunismo”. “Oggi, in un’epoca di alternanza, la prassi della crisi extraparlamentare è un residuo del passato. Bisogna impegnarsi per stabilire prassi costituzionali più coerenti con le esigenze dell’oggi e più corrispondenti al volere dei padri costituenti. Per questo vi chiedo un voto esplicito e motivato” ha affermato Prodi. Romano Prodi ribadisce, nel suo intervento al Senato, la necessità di “una continuità di governo” perché il paese “non può permettersi un vuoto” nella gestione. “Nessuno può sottrarsi – avverte il premier – al dovere di indicare quale altro governo, maggioranza, programma intende introdurre al posto di quelli che sono legittimamente in carica per scelta degli elettori”. “Vi chiedo la fiducia assicurandovi che sono ben consapevole che il governo stesso dovrà rafforzare le sue capacità decisionali, snellire le sue procedure, migliorare la sua resa, forse ridefinire le sue strutture e la sua composizione” ha detto Prodi parlando al Senato.

Diliberto: “Siamo stati purtroppo buoni profeti. Il governo cade da destra per mano delle defezioni di Mastella e Dini, dietro pressione dei poteri forti. Ma non può sottacersi che una delle cause delle cadute del governo è stata la scelta del Pd, che aveva dichiarato conclusa fin d’ora l’esperienza della nostra alleanza”. Lo afferma Oliviero Diliberto. “Ringraziamo Prodi e ci dichiariamo indisponibili a qualunque soluzione che snaturi la nostra coalizione, nessun governo istituzionale, tecnico, di larghe intese o di altra natura ma elezioni anticipate immediate”.

Mussi: “Non credo si possano immaginare Governi istituzionali di larghe coalizioni e di lunga durata. Sono improbabili e non desiderabili”. Lo ha detto Fabio Mussi, subito dopo che il Senato ha sfiduciato il governo Prodi. Adesso quali possono essere le soluzioni? “Valuteremo freddamente domani” ha risposto ai giornalisti.

Veltroni: “Adesso bisogna evitare le elezioni anticipate”. Così il leader del Pd Walter Valtroni commenta l’esito del voto al Senato. “Il Paese – continua – ha visto che è coerente e chi non lo è”. “Affidiamo ora al presidente della Repubblica e alla sua saggezza la ricerca di una soluzione. Si vedrà in questi giorni il senso di responsabilità dei protagonisti della vita politica italiana”.

Fini: “Una grande gioia. Ora si va dritti a votare”. Così Gianfranco Fini, che ha seguito il voto al Senato dal maxischermo montato da An a Largo Goldoni a Roma e, mentre volano coriandoli, sventolano le bandiere bianco-azzurre di An e si alzano cori, Fini osserva: “Ho sentito le dichiarazioni di voto di tutta la sinistra, e sparavano a zero soprattutto su Veltroni e sul Pd”

Casini: “Le contraddizioni emerse nel centrosinistra e l’impegno coerente dell’opposizione in Parlamento hanno portato alla fine di un governo inviso alla maggior parte degli italiani. Adesso è necessario non sbagliare per evitare di trasformare le speranze in nuove delusioni”. Lo ha affermato il leader Udc Pier Ferdinando Casini commentando la caduta del governo al Senato.

Bossi: “Questo è solo il primo tempo, vediamo il secondo, vediamo cosa fa il presidente deLla Repubblica”: lo ha detto all’Asa il leader della Lega Umberto Bossi commentando il risultato del voto al Senato.

Berlusconi: “Ora bisogna andare al voto”. Lo ha dettoSilvio Berlusconi, al Tg4: “Diremo cosa intendiamo fare al governo nei primi cento giorni, vogliamo avere una grande maggioranza alla Camera e al Senato”.

Calderoli: “Ora la palla passa al presidente della Repubblica: dimostri di essere davvero il presidente di tutti – dice il leghista Roberto Calderoli – perché le elezioni non le chiedono soltanto le forze politiche ma le chiede il popolo, anche quella parte del popolo che, sbagliando, a suo tempo, ha votato per l’ex maggioranza. E se non si dimostrerà tale e si comporterà diversamente allora non potrò che rispondere all’appello lanciato ieri da Bossi con un: obbedisco!”.

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