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Onu, si alla moratoria della pena di morte

Onu, si alla moratoria della pena di morte

Onu, si alla moratoria della pena di morte

L’assemblea generale dell’Onu ha detto sì alla moratoria contro la pena di morte nel mondo. I voti a favore sono stati 104, quelli contrari 54, le astensioni 29. L’iniziativa è stata fortemente sostenuta dall’Italia, che da almeno 13 anni è in prima fila nella battaglia per la cancellazione delle sentenze capitali. Il governo era rappresentato al Palazzo di Vetro dal ministro degli Esteri e vicepremier, Massimo D’Alema. Proprio il presidente diessino in mattinata si era detto ottimista e aveva parlato di «risoluzione di portata storica».

A metà novembre il voto alla III Commissione dell’Onu aveva visto 99 paesi favorevoli (due più del quorum di 97), 52 contrari e 33 astenuti. Il fronte del no, in quell’occasione come oggi, è stato guidato dall’Egitto, supportato da Singapore, Sudan e Iran, anche se i pilastri del fronte dei “Friends of Death Penalty” restano Usa e Cina. Nonostante gli Stati Uniti abbiano votato contro, gli analisti fanno notare che anche Oltreoceano il vento sta cominciando a cambiare, citando come prova la decisione dello Stato del New Jersey di abolire per legge la pena capitale. La Russia ha invece votato a favore della risoluzione per la moratoria universale. Fra i paesi che si sono aggiunti al fronte pro-moratoria ci sono Kiribati, Palau, Nauru e Congo Brazzaville. Si sono confermati fra i sostenitori buona parte dei paesi dell’America Latina e la Russia, oltre a diversi africani, fra cui il Ruanda e il Burundi. Hanno votato “no” anche India, Iran e Iraq. Nel breve dibattito preceduto al voto (alle 11.45 di New York, le 17.45 ora italiana), si sono espressi contro la risoluzione, oltre a Singapore, anche Antigua e Barbados – a nome dei paesi dei Caraibi-, e la Nigeria. La dichiarazione a favore della risoluzione è invece toccata al Messico.

Il 15 novembre, forte di 99 voti, un documento propedeutico al sì dell’Assemblea era stato approvato dopo due giorni di dibattito che aveva visto schierato contro la proposta un fronte composito, che metteva insieme gli Stati Uniti e alcuni loro avversari storici come Iran, Sudan e Cina. Nelle ultime ore prima del voto definitivo quattro Paesi – Guinea Bissau, Repubblica Democratica del Congo, Kiribati e Palau – avevano sciolto la riserva decidendo di schierarsi per il sì.

L’approvazione della risoluzione per la moratoria contro la pena di morte, che di fatto significa un invito alla «sospensione» di tutte le esecuzioni già programmate e il divieto di infliggerne di nuove da parte dei tribunali, dà l’opportunità di aprire un dibattito «anche in vista dell’abolizione». Lo ha detto il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, pochi istanti dopo il sì dell’Onu alla moratoria sulla pena capitale. D’Alema ha parlato anche di «grande soddisfazione» e di «risultato al di là delle aspettative».

Anche il premier Romano Prodi ha accolto con grande entusiasmo la notizia del voto favorevole dell’assemblea: «E’ un giorno storico – ha detto – la commozione è intensa». Il capo del governo ha sottolineato che «l’orgoglio dell’Italia è di aver promosso per prima un’iniziativa progressivamente trasformata in una grande coalizione intesa a favorire i diritti dell’uomo». In questo modo, ha sottolineato, «l’Italia ha molto contribuito alla diffusione della pace e giustizia nel mondo». Prodi ha ricordato che con la risoluzione approvata oggi «si chiede a tutti gli stati membri» dell’Onu di «sospendere l’esecuzione della pena di morte» e ha ringraziato «il Presidente della Repubblica per l’attenzione al nostro lavoro e il Parlamento per il voto unanime che ha dato una motivazione decisa» all’azione dell’Italia. Un ringraziamento, per il loro «impegno» anche ai ministri degli Esteri Massimo D’Alema e delle Politiche comunitarie, Emma Bonino, oltre che «al Governo, ai cittadini e a tutte le istituzioni» che si sono mobilitate per questo risultato.

Tutto il mondo politico italiano ha accolto con generale soddisfazione la notizia del sì alla moratoria. Il leader del Partito democratico, Walter Veltroni, ha evidenziato che «il voto dell`Onu rappresenta un risultato importante per l`impegno di tutti coloro che difendono il diritto alla vita; il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha invece parlato di «lunga battaglia per la quale ci siamo impegnati fin dal 1994». «Ed è – ha aggiunto – una vittoria storica per tutti i cittadini del mondo».

E in linea con l’opinione diffusa tra tutte le forze politiche arriva anche il commento del Quirinale: «Il successo di questa fondamentale azione – ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano – è dovuto all’impegno del Parlamento, del governo, del ministro degli Esteri, della Rappresentanza d’Italia presso le Nazioni Unite nonchè della società civile italiana, che l’ha sostenuta in tutte le sue tappe. A tutti rivolgo il mio più vivo apprezzamento».«Quello di oggi – ha aggiunto il capo dello Stato – è uno storico segnale che l’organo più rappresentativo delle Nazioni Unite lancia alla Comunità Internazionale, richiedendo agli Stati di sospendere le esecuzioni capitali nella prospettiva dell’abolizione della pena di morte». «In questa difficile campagna – ha detto ancora Napolitano – il nostro Paese ha avuto un ruolo centrale. Per l’Italia la lotta contro la pena di morte è uno dei temi prioritari nel campo dei diritti umani».

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