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Legge Finanziaria, Camera approva 3 fiducie

Legge Finanziaria 2010 è legge

Legge Finanziaria, Camera approva 3 fiducie

Il governo pone 3 questioni di fiducia su altrettanti maxi-emendamenti alla Legge Finanziaria. La Camera approva tutte e tre le questioni di fiducia poste dal governo. La prima è approvata con 324 sì e 204 no, la seconda con 326 e 73 no, la terza con 322 sì e 99 no.

Cresce il peso della Finanziaria 2008: nata per un intervento lordo di 10,7 miliardi, è arrivata al Senato a 12,9 miliardi e ora arriva intorno ai 16,3 miliardi. Il sottosegretario all’ Economia, Nicola Sartor ha spiegato che le nuove spese inserite alla Camera sono state pari a 2,3 miliardi: queste sono state regolarmente coperte con 1,9 miliardi, reperiti con risparmi all’ interno del bilancio pubblico, e con 400 milioni di nuove entrate (con l’ aumento delle tasse sulle sigarette e con misure di contrasto all’ evasione). Dunque l’ esame della Camera ha aumentato la manovra lorda di 2,3 miliardi e la manovra netta (cioè le risorse chieste direttamente all’ economia attraverso nuove tasse) di 400 milioni. Con questa ultimo identikit la Finanziaria 2008 ieri sera ha avuto il primo voto di fiducia alla Camera su due dei tre maxiemendamenti. Nella notte le lente procedure, senza rischi per la maggioranza a Montecitorio e tra le scontate proteste dell’ opposizione (Buontempo ha esposto un cartello con la scritta «vergogna», Tremonti ha parlato di Finanziaria «lunare»), fino al voto finale previsto per oggi e la trasformazione in legge dello Stato al Senato a partire da lunedì. Qualche malumore agita anche la maggioranza: il ministro dell’ Università Mussi, si è lamentato per la sottrazioni 92 milioni fondo per la ricerca per destinarne una trentina ai Tir. Ad essere colpita non è stata solo la ricerca, ma anche l’ editoria. La sforbiciata dell’ uno per cento alla tabella C del ministero del Tesoro ha infatti ridotto di circa cinque milioni l’ anno gli stanziamenti previsti in favore dei giornali. Altro motivo di mugugno nella maggioranza, il taglio degli sconti fiscali per il Sud, destinato ad alimentare le risorse del cinque per mille. Ha protestato la regione Campania, governata dal centrosinistra, che ha parlato di un «duro colpo» per il Mezzogiorno. Il ministero dell’ Economia ha tuttavia assicurato che per quanto riguarda la Visco-Sud i fondi potranno decorrere dal 2008 appena arriverà il semaforo verde di Bruxelles. Le norme sugli investimenti nelle ferrovie sono finite invece nel mirino della sinistra radicale: secondo i suoi esponenti favorirebbero gli interessi di Montezemolo e Della Valle, i più grossi investitori nel settore, lasciando allo Stato gli interventi sulle tratte meno redditizie. Intanto scatta l’ erogazione del bonus di 150 euro a favore degli incapienti. I contribuenti – spiega la circolare dell’ Agenzia delle entrate – che nel 2007 hanno lo stesso sostituto d’ imposta del 2006 riceveranno il bonus in busta paga entro fine anno automaticamente, quelli che hanno cambiato datore di lavoro rispetto al 2006 dovranno presentare all’ attuale sostituto d’ imposta una domanda nella quale dovranno fornire i dati relativi ai redditi percepiti nel 2006.

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