Centrosinistra

Nasce la Sinistra Arcobaleno, la federazione della “cosa rossa”

Nasce la Sinistra Arcobaleno, la federazione della "cosa rossa"

Nasce la Sinistra Arcobaleno, la federazione della “cosa rossa”

Il padre nobile della sinistra non c’ è. Al battesimo della Cosa rossa Pietro Ingrao non si è visto, ha fatto anzi sapere che la federazione gli pare un meccanismo tartaruga ma in questa seconda e ultima giornata degli stati generali manderà un saluto alla convention per ricucire lo strappo (accompagnato da un’ intervista a Liberazione). Militanti delusi per l’ assenza ma tutti molto soddisfatti per la fiumana rossoverde accorsa al varo, e oggi arriva il padre «vero» del nuovo partito, l’ uomo che forse più di tutti ha voluto la nascita di questa «Sinistra-Arcobaleno», Fausto Bertinotti.

Non salirà sul palco, consegna del silenzio dopo le polemiche di fuoco, ma il messaggio il presidente della Camera l’ ha già consegnato ai suoi nel seminario a porte chiuse della rivista «Aternative per il socialismo», il giorno prima della grande kermesse in corso alla Fiera di Roma. Questo qui: «Con la nascita del nuovo soggetto, la sinistra si riprende in pieno tutta la propria autonomia». Parlando in un lungo discorso molto di un recupero della centralità operaia, a partire dalla tragedia alle acciaierie di Torino, e poco del ruolo e del destino del governo. Che è poi il clima che si respira nel popolo rossoverde che si mescola al Padiglione 10: da oggi in poi, voglia di autonomia e di mani libere soprattutto dal Pd di Veltroni, né schiacciati e né nemici del governo, ma se permettete stavolta discutiamo di noi, del nostro futuro. Perché come dice Oliviero Diliberto, che pure sulla falce e martello ancora dà battaglia «siamo qui non per parlare di Mastella o di Dini, del governo o delle polemiche di ogni giorno, ma per discutere del futuro strategico di questa nuova formazione che nasce».

E Franco Giordano spiega che di fronte ai temi drammatici sollevati dagli incidenti sul lavoro e alle mancate risposte «il nodo del governo diventa secondario. La cosa importante è che da oggi la politica italiana non si ferma al Pd o a Berlusconi». Congelate al momento le questioni più spinose e che ancora dividono i quattro soci fondatori (appunto dal governo alla riforma elettorale) via libera nei workshop ad una grande seduta di autocoscienza sulle cose di sinistra da fare: dal welfare alla cultura, dai diritti civili al lavoro, dai migranti alla pace. Parte una raccolta di firme per chiedere a Prodi di sospendere il raddoppio della base Nato di Vicenza, «l’ unico punto vero – avverte il sottosegretario verde Paolo Cento – che farebbe saltare tutto: non saremmo in grado di reggere, anche emotivamente, un’ offensiva contro le popolazioni che protestano per il Dal Molin».

Un vero e proprio modello di confronto sui contenuti, secondo l’ entusiasta ministro Fabio Mussi, «fateli venire un po’ qui i teorici dei gazebo, a capire come si costruisce un partito senza plebisciti. Vale per il Pd e vale per Berlusconi». E Cesare Salvi, il capogruppo al Senato di Sinistra democratica: «Mi pare un sogno. Ancora a maggio ci prendevano per matti, e adesso eccoci qui: quattro partiti insieme, un simbolo unico, gli stati generali, un processo che ormai non si ferma più». Qualcuno sul treno però non è salito. Nel Pdci assenti Marco Rizzo, «senza la falce e martello io agli stati generali non ci metto piede», e anche Gianni Vattimo. Rifondazione perde il tandem dei due parlamentari Giannini-Pegolo e il pezzo trotzkista di Cannavò e Turigliatto, che in una contromanifestazione raccolgono le adesioni di Casarini e Cremaschi, che sentenzia «la Cosa rossa nasce morta». Però alla Fiera c’ è il capo della Fiom, Gianni Rinaldini, che la pensa in modo opposto al suo vice, e oggi lo spiega. E si rivede anche Achille Occhetto, il segretario della Bolognina, che si ritrova con Bertinotti e gli altri che uscirono dal Pci dopo la sua svolta, «ci hanno messo venti anni per capirlo ma pazienza». La carta dei valori, dopo il disco verde dell’ assemblea, sarà sottoposta a primarie di programma. Si faranno anche per la nuova leadership? Dibattito aperto. E oggi parla anche Nichi Vendola, dopo un piccolo giallo su un possibile taglio del suo intervento, forse già «effetto» di una candidatura alla guida della Sinistra-Arcobaleno.

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