Centrosinistra

Bertinotti: “Questo governo ha fallito”. Ma poi ritratta.

Bertinotti: «Voti a D'Alema un giochino della destra»

Fausto Bertinotti

In un’intervista il presidente della Camera Fausto Bertinotti dichiara: “questo governo ha fallito”. Dopo lo strappo sul protocollo Welfare, questo segna un’ulteriore presa di distanza dalla maggioranza da parte del Prc. Il peso di queste dichiarazioni però diminuisce tre giorni dopo, quando lo stesso Bertinotti fa retromarcia, dichiarando “questo Governo nasce per durare 5 anni”.

«Quella di Bertinotti? Si può definire un’ intervista… «. Palazzo Chigi cerca di minimizzare con una battuta la sentenza di Bertinotti sul «fallimento del centrosinistra». Ma anche se la parola d’ ordine è sdrammatizzare, l’ allarme è scattato. Fa male il duro verdetto sul «governo che sopravvive», paragonato a Cardarelli «più grande poeta morente», secondo la caustica ironia di Flaiano. Pesa l’ annuncio di un possibile cambio di strategia che potrebbe portare Rifondazione comunista all’ opposizione. E non basta che Bertinotti abbia precisato che «Prodi non è un poeta… « e che i giudizi un po’ forti sul governo siano fatti da «un uomo forte e ironico» quale Bertinotti definisce se stesso. I giudizi restano e Palazzo Chigi promette: «A gennaio si farà il punto completo dell’ azione di governo». Mentre cerca di garantire alla sinistra radicale – di cui Bertinotti è la voce più autorevole – che le sue richieste di maggiore incisività sono condivise dall’ esecutivo. «Non ci sono dubbi – dice infatti Palazzo Chigi – che il governo lavora nella direzione giusta, ma c’ è il bisogno di accelerare questo cammino. A gennaio faremo questo punto».

Intanto un altro vertice attende la maggioranza, e anche questo non sarà semplice: tra lunedì e mercoledì prossimi il centrosinistra si riunirà per discutere della legge elettorale. Follini sente aria «di ’98 in punta di piedi» ricordando la caduta del primo governo Prodi per mano di Bertinotti. Per Mastella Bertinotti «è ingiusto» e di fronte al referendum di Rifondazione «l’ esperienza di governo può anche finire prima». Perché, per il leader dell’ Udeur, «se cade Prodi si va alle elezioni». Rosy Bindi fa presente che «nessuno come Prodi è stato attento alle istanze di Rifondazione e mai più nessun governo lo sarà altrettanto». Il ministro Damiano, punto sul vivo dalle accuse sul welfare, replica che «non è vero che il centrosinistra ha fallito». Il fatto è che la nascita del Pd e l’ apertura del dialogo con l’ opposizione sulla legge elettorale stanno terremotando il quadro politico. Intanto si capisce che un primo effetto delle parole di Bertinotti colpisce il progetto della Cosa rossa. La «voglia» di opposizione espressa dal presidente della Camera nel colloquio con Repubblica non è piaciuta per niente al ministro dell’ Università Mussi che attacca l’ ex segretario del Prc senza mezzi termini. «Può capitare – sostiene Mussi – che una grande forza politica debba stare all’ opposizione, per forza di numeri o per libera scelta. Ma non esiste, voglio dirlo a Fausto Bertinotti, una grande forza politica che non parta sempre da un’ ambizione di governo». Questo mette in discussione il progetto della Cosa rossa perché «quale sinistra vogliamo cominciare a costruire l’ 8 e il 9 dicembre? – chiede il leader di Sinistra democratica – certamente non residuale o protestataria. Nel qual caso, non basta la denominazione “alternativa” per salvarla dalla irrilevanza». Anche Diliberto boccia la «voglia di opposizione» di Bertinotti. «Noi – ricorda il leader del Pdci – stiamo lavorando per l’ unità della sinistra». Perché «è la vocazione ad essere partito di governo non autocondannato all’ opposizione a prescindere, che ha sempre caratterizzato la storia dei Comunisti italiani». I verdi, invece, cercano una via mediana: difendono il governo Prodi ma danno un’ interpretazione negativa dell’ ultimatum di Bertinotti. Per il leader Pecoraro Scanio «Prodi e la maggioranza devono essere rafforzati e la verifica serve a questo perchè il tentativo di far cadere il governo è un regalo a Berlusconi». E «anche Bertinotti vuole dare una spinta per applicare il programma di governo. Farlo cadere è una cosa irresponsabile».

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