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Nasce il Partito Democratico

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Nasce il Partito Democratico

Il Partito Democratico nasce dalla fusione tra alcuni partiti italiani di centro-sinistra, in particolar modo tra i Democratici di Sinistra (socialdemocratici) e Democrazia è Libertà – La Margherita. Il PD può essere considerato l’erede del progetto politico de L’Ulivo, ideato da Romano Prodi.

Il congresso dei DS è stato caratterizzato da una pluralità di mozioni: “Per il Partito Democratico” favorevole al processo unitario (75,5% dei consensi degli iscritti); quella dell’ex cosiddetto Correntone (leader Fabio Mussi) contraria alla formazione di un partito unico con i settori moderati della coalizione (raccolse il 15,1%); quella (primi firmatari Gavino Angius e Mauro Zani), fortemente critici verso il percorso di costituzione intrapreso, richiedendo un legame esplicito al socialismo europeo. Nella sua relazione introduttiva, Piero Fassino introdusse le caratteristiche principali del Partito Democratico: L’elezione alla segreteria di Piero Fassino – che nella sua relazione lanciò segnali di apertura ai critici come Angius e agli oppositori come Mussi – fu sostanzialmente l’approvazione da parte della base dei DS della creazione del nuovo soggetto politico. La contrarietà dell’ala sinistra pose tuttavia problemi rispetto all’unitarietà del partito: Mussi ed il vecchio Correntone annunciarono la propria uscita dai DS e la volontà di costituire un nuovo soggetto a sinistra del partito Democratico. Da parte della corrente di Gavino Angius, fu chiesta una totale rielaborazione del Manifesto per il Partito Democratico (manifestando comunque, durante il congresso, disponibilità alla presenza nel gruppo dirigente che porterà i DS nel PD), e la certezza dell’adesione al PSE. Solo la settimana successiva all’assise congressuale, Angius deciderà di abbandonare i DS.[8] Conseguenza di questa scissione a sinistra dei DS è la formazione del gruppo parlamentare e del movimento politico chiamato Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo che, più tardi, lo stesso Angius abbandonerà per entrare nel Partito Socialista. Riguardo all’appartenenza europea, Fassino, proprio nella sua relazione introduttiva, ribadì lo stretto legame col PSE dei DS e del futuro Partito Democratico.

Anche il congresso della Margherita si svolse con l’obiettivo di dar vita al Partito Democratico, e orientata in tal senso fu l’unica mozione presentata dal presidente del partito Francesco Rutelli. L’assise della Margherita non presentò le medesime divisioni interne verificatesi nei DS, coerentemente con l’ispirazione unificatrice delle forze di centrosinistra che il partito di Rutelli ebbe sin dalla sua nascita come lista elettorale nel 2001, e come partito nel 2002. Le uniche critiche vennero da Arturo Parisi, ministro della Difesa in carica, e da Willer Bordon (già capogruppo della Margherita al senato nella XIV legislatura), che chiesero lo scioglimento delle correnti interne in vista della nascita del PD, e dall’ex segretario del PPI Gerardo Bianco, che decise di non aderire al PD. Più tardi, nella fase di preparazione del PD, lo stesso Bordon ma anche Lamberto Dini decideranno di non aderire al nuovo partito.

Le elezioni primarie del Partito Democratico si sono svolte come atto costituente del principale partito del centrosinistra italiano per individuare il Segretario Nazionale e costituire l’Assemblea Costituente. La consultazione si è svolta il 14 ottobre 2007 ed ha contato sulla partecipazione di 3 554 169 elettori (hanno votato anche i sedicenni e gli extracomunitari con permesso di soggiorno). Tale dato è stato comunicato dagli organizzatori stessi dell’iniziativa e non è stato sottoposto a controllo da nessun organismo indipendente.

L’avvio delle Primarie viene ufficialmente dato il 31 luglio 2007 da parte del Coordinamento Nazionale accettando le candidature alla Segreteria Nazionale del PD di: Mario Adinolfi, Rosy Bindi, Pier Giorgio Gawronski, Jacopo G. Schettini, Enrico Letta, Walter Veltroni. Con un totale di 2 694 721 voti (75,82%) Walter Veltroni è stato eletto, con il turno unico del 14 ottobre, Segretario Nazionale del Partito Democratico.

A seguito di una serie di confronti tra le anime del nascente PD, viene individuato in Walter Veltroni, sindaco in carica di Roma e dirigente di primo piano dei DS, il candidato designato alla guida del nuovo partito, sostenuto dalla larga parte della Quercia e da ampi settori della Margherita, affiancato, in ticket, da Dario Franceschini, presidente dei deputati dell’Ulivo. Inoltre Veltroni gode di ottimi consensi sia dall’elettorato di centro-sinistra che dal centro-destra. Veltroni presenta la sua candidatura il 27 giugno in un discorso al Lingotto di Torino, sottolineando i quattro temi chiave del nuovo partito: ambiente, patto generazionale, formazione, sicurezza.

Dopo l’annuncio della candidatura di Veltroni, per la corsa alle primarie si apre il confronto tra i due partiti maggiori e tra altri esponenti che aderiscono al PD. La prima a scendere in campo è il ministro della Famiglia, Rosy Bindi, che si presenta con un manifesto dal titolo Partito democratico, davvero che sottolinea i temi della pluralità, di un bipolarismo maturo, la legalità, la laicità, le donne. È sostenuta anche da Arturo Parisi e da una parte degli ulivisti prodiani.

In seguito si profila una candidatura parallela al ticket Veltroni-Franceschini, costituita dal ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, e dal sottosegretario Enrico Letta. Tuttavia il primo, poco più tardi, annuncia di non voler scendere in campo personalmente, anche a causa di pressioni da parte della segreteria dei Ds, ma di sostenere la candidatura di Veltroni pur presentando un proprio manifesto di “idee per il partito nuovo”; Letta, invece, annuncia la sua candidatura via web con un video messo in rete su YouTube nel quale lancia la sfida dei quarantenni.

Dunque è la volta dei cosiddetti outsider che si candidano a rappresentare varie istanze della società: il blogger Mario Adinolfi (animatore di Generazione U e di Democrazia Diretta, che si pone l’obiettivo di dar voce agli under 40); l’economista Pier Giorgio Gawronski; l’economista Jacopo Schettini Gherardini (direttore dell’agenzia europea Standard Ethics) che in ordine di tempo è il primo ad annunciare la propria partecipazione alle Primarie dopo Veltroni, il 3 luglio 2007. Le candidature dei tre outsider (Adinolfi; Gawronski; Schettini-Gherardini) e dei tre politici (Bindi; Letta; Veltroni) verranno ufficializzate dall’Ulivo a fine luglio avviando la sfida tra i sei candidati alla corsa per la guida del PD che terminerà il successivo 14 ottobre.

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